Errore umano o del software? La F1 dei cervelli elettronici stravolge il mercato piloti. E Sainz ha già le valigie in mano

Errore umano o del software? La F1 dei cervelli elettronici stravolge il mercato piloti. E Sainz ha già le valigie in mano
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Tra il peso degli algoritmi, la frustrazione dei piloti e il rinnovo di Albon, il mercato della Formula 1 esplode. Sainz cerca un'uscita dalla Williams, mentre Perez e la nuova era tecnica muovono le prime pedine
18 agosto 2026

La pausa estiva è ufficialmente terminata: la settimana del Gran Premio d’Olanda 2026 di Formula 1 si apre con l’annuncio del rinnovo di Alexander Albon in Williams per il 2027. È il primo tassello di un mercato piloti che si preannuncia rovente per la prossima stagione. Come previsto, per il momento tutto tace ancora, perché prima di fare qualsiasi mossa i piloti vogliono capire le reali prospettive di crescita dei vari team. Allo stesso tempo, per le squadre è giunto il momento di analizzare quale stile di guida si adatti meglio a questo nuovo regolamento tecnico. Come un cacciatore che fiuta la preda, la silly season sarà una vera e propria battuta di caccia, fatta eccezione per la Ferrari — felice con Lewis Hamilton e Charles Leclerc — e per la Mercedes, salda con Andrea Kimi Antonelli e George Russell.

Foto copertina: ANSA

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Le ultime settimane di ferie sono state scosse da alcune voci di mercato che hanno iniziato a prendere sempre più piede nel paddock: Sergio Perez in Williams a partire dal 2027. Uno scenario particolare per un pilota che fino allo scorso anno era rimasto senza sedile dopo l’epopea in Red Bull. Poi è arrivata la chiamata della Cadillac, che ha concesso a Checo non la seconda — avuta nel 2021 dalla squadra di Milton Keynes — ma la terza chance di restare in Formula 1. Il suo percorso con il team americano è iniziato con un timido sorriso, nonostante tutte le sfortune del caso legate ai primi passi del marchio nella categoria. I punti non sono ancora arrivati, ma Perez sta sicuramente facendo la differenza rispetto al compagno di squadra Valtteri Bottas. Lo stile di guida del messicano, infatti, si è adattato meglio alle esigenze della nuova era tecnica.

Perez andrebbe a prendere il posto di uno scontentissimo Carlos Sainz. Notizia di poche ore fa: Alexander Albon ha esteso il suo contratto anche per il 2027, mentre lo spagnolo starebbe cercando una nuova sistemazione. La squadra di Grove aveva presentato un piano che sembrava vincente e con ottime prospettive, considerato quanto raggiunto lo scorso anno pur avendo sacrificato il 2025 in funzione della nuova era della F1. Alla fine, però, il sogno promesso dal team principal James Vowles si sta trasformando in un incubo che sta spazientendo Sainz, il cui entourage è pronto a cercare un’alternativa valida nel più breve tempo possibile. Per il momento il madrileno ha concesso un'ulteriore proroga alla Williams nella speranza che sappia rialzarsi in fretta. E alla finestra attende paziente Sergio Perez, pronto a dire addio alla Cadillac con cui solo lo scorso anno aveva firmato un pluriennale.

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Certo, Sainz è pronto ad andarsene, ma il rimorso potrebbe presentarsi ben presto. Al rientro dalle ferie, la Williams porterà un pacchetto di aggiornamenti che mira a stravolgere la monoposto, portandola finalmente — seppur con un netto ritardo — a quelle prestazioni che Vowles aveva promesso per questo 2026. Con un nuovo regolamento tecnico, gli equilibri in pista sono precari e in continua evoluzione, con una vera e propria guerra degli sviluppi nel corso della stagione destinata a produrre ripercussioni anche su quelle successive. Dunque, prima di compiere qualsiasi mossa bisogna ponderare ogni minimo dettaglio. E proprio dove Carlos Sainz potrebbe approdare, Audi, ci sono due aspetti non da poco. Prima di firmare con Williams, l’entourage dello spagnolo ha trattato a lungo con la squadra tedesca, ma alla fine la trattativa si è conclusa con un nulla di fatto: per Sainz, il salto nel vuoto di un contratto con un team praticamente nuovo — seppur nato dalle ceneri della Sauber — non valeva la candela. Ora, però, Audi si trova in una posizione migliore rispetto alla Williams e, soprattutto, conta su due piloti che hanno soddisfatto appieno Mattia Binotto: Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto.

Allora dove potrebbe andare il numero 55? Se Fernando Alonso dicesse basta alla Formula 1 si libererebbe un sedile, che però non è certo tra i più ambiti sulla piazza. Come per la Williams, anche per l’Aston Martin le aspettative sulla nuova era tecnica erano altissime. Poi la pista ha fatto emergere la realtà: un progetto telaistico tanto arduo quanto fallimentare firmato da Adrian Newey, unitamente a un motore Honda ben lontano dalle prestazioni sperate. Prima delle ferie, in Ungheria, è arrivato il primo vero pacchetto di aggiornamenti, ma per completare il quadro manca la nuova power unit che debutterà in Olanda. L’Asturiano, tuttavia, non sembra intenzionato ad appendere il casco al chiodo, soprattutto vista la possibilità di tornare competitivo grazie a queste attesissime novità.

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Tutto il resto del mercato gira però intorno alla pedina Max Verstappen, capace di far crollare il domino con una sola mossa. A inizio anno l’olandese non si è fatto scrupoli a definire questa Formula 1 una “Formula E sotto steroidi”, deluso dalla direzione tecnica intrapresa dalla categoria. Minacce di ritiro reali, al punto che lo stesso Stefano Domenicali ha voluto affrontarle in prima persona parlando direttamente con il pilota. Per il momento tutto resta nell’ombra delle discussioni che proseguono nei retrobox e nel riparo dei motorhome. Per Max è un momento complicato: guidare questa Formula 1 non gli dà più piacere e a questo si sommano i problemi di performance della Red Bull. Il piano di Milton Keynes è tornare ai fasti di un tempo in breve tempo, anche perché il contratto di Verstappen scadrà nel 2028. Lì si porrà l'interrogativo: ritirarsi, continuare con Red Bull o cercare altrove? La Mercedes, dopo anni di corteggiamenti da parte di Toto Wolff, ha blindato la giovane promessa Andrea Kimi Antonelli e sembra orientata a proseguire anche con George Russell. Una chance potrebbe aprirsi in McLaren: nel 2028 vi si trasferirà proprio Gianpiero Lambiase, ingegnere di pista di Verstappen, e le prospettive di crescita a Woking appaiono nettamente superiori rispetto a quelle di Milton Keynes. Difficilmente Lando Norris — che ha riportato il titolo mondiale piloti alla McLaren — dirà addio, mentre Oscar Piastri potrebbe diventare il nuovo pilota della Red Bull.

Un team che deve ancora definire il proprio futuro è la Racing Bulls. La squadra si trova con Liam Lawson e il rookie Arvid Lindblad che stanno facendo benissimo in questo 2026, ma ha anche un talento del programma giovani Red Bull come Nikola Tsolov pronto al debutto. In Alpine, invece, Franco Colapinto deve ancora convincere del tutto Flavio Briatore a rinnovarlo al fianco di Pierre Gasly. Il sedile più in bilico che mai resta quello di Esteban Ocon in Haas: il francese non ha convinto la squadra americana e il suo stile di guida non sembra adattarsi alla vettura. Leonardo Fornaroli, sostenuto dalla McLaren e soprattutto da Andrea Stelladesideroso di vedere il giovane italiano in F1 il prima possibile —, attende alla finestra per una chance in Haas accanto a Oliver Bearman.

Il dilemma dei team: ecco perché scegliere i piloti è più difficile che mai

Se per i piloti è complicato decifrare i futuri equilibri in pista per scegliere la squadra migliore, il compito non è semplice nemmeno per i team. Con una Formula 1 ormai così cervellotica, complessa da comprendere e da interpretare alla guida, i piloti non vengono più scelti solo per le doti velocistiche o l'aggressività al volante, ma soprattutto per come sanno interpretare le esigenze di queste nuove monoposto. Tutto ruota attorno agli algoritmi predittivi che erogano l’energia in base all’input del pilota: la guida deve essere il più costante possibile, pena un’erogazione anomala che danneggia il giro secco e il ritmo gara. “Si parla molto dei problemi legati alla sensibilità del pilota rispetto a determinate manovre. Spesso accade qualcosa che non dovrebbe succedere, ma questo si verifica perché il regolamento è complicato e si affida troppo a determinate azioni dei piloti, generando continuamente conseguenze inaspettate”, ha spiegato Ayao Komatsu.

Questo rende difficile capire se si tratti di un errore del pilota o meno, anche se all'atto pratico è stato il motore a reagire in quel modo a causa dell'input fornito in un dato momento. “Non lo definirei un errore del pilota in quanto tale. Per considerarlo tale dovresti pretendere che il pilota comprenda ogni singolo dettaglio di quella strategia o del modo in cui il software esegue i calcoli. Non puoi pretenderlo, non credo sia corretto”, ha aggiunto il team principal della Haas. “Per me i piloti devono ancora poter guidare d'istinto per arrivare al limite dell'aderenza. Specialmente in qualifica, per riprendere in mano il gas il prima possibile dove sentono di non perdere trazione. È questo lo sport, no? Ma ora ci troviamo di fronte a un input scatenante minimo a cui corrisponde una conseguenza fin troppo grande. Guardando il distacco sul tempo sul giro, ha fatto davvero un cattivo lavoro o ha semplicemente commesso una piccola imprecisione in staccata o in accelerazione perdendo due o tre decimi? Qual è il vero divario? Ci arriveremo, ma al momento è ancora tutto molto complicato”, ha proseguito nella sua analisi.

La difficoltà nell’avere un quadro veritiero delle prestazioni di un pilota rende più complessa la decisione sulla line-up da schierare il prossimo anno? “Certamente, sì. Vorrei che ci fosse qualcosa a rendermi la decisione più facile! Ma almeno so esattamente cosa sta succedendo e posso mettere ogni cosa nel giusto contesto”. Sulla coppia che la Haas schiererà nel 2027, Komatsu mantiene il massimo riserbo, nonostante le voci sull'addio di Ocon si facciano sempre più insistenti: “Le voci sono voci, ognuno può speculare su ciò che desidera. Sembra persino che Yuki Tsunoda sia il nostro pilota di riserva! È incredibile, no? E allora perché dovrei dar retta a queste storie? Se volete scrivere rumor e gossip, accomodatevi pure”, ha chiosato con il suo solito pragmatismo.

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