Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Sette decimi e quaranta millesimi dal crono della pole di Max Verstappen. Un'enormità sulla tabella dei tempi, ma che sul tracciato rovente e spietato di Sepang — cornice d'eccezione e insolita per il Gran Premio del Bahrain — prende una piega decisamente diversa se letta attraverso le spiegazioni di George Russell. Il britannico chiude le qualifiche in ottava posizione, ma scatterà settimo grazie alla penalità di Isack Hadjar.
Non c'è amarezza nelle sue parole, ma l'analisi lucida di un pilota perfettamente integrato con la propria monoposto, fresca di novità tecniche, capace di trovare continuità anche in condizioni estreme. "Nel complesso sono molto contento, mi sono sentito davvero bene per tutto il fine settimana", ha raccontato Russell a caldo ai nostri microfoni a Sepang. "In FP3, nell'ultima uscita, abbiamo sbagliato qualcosa nella preparazione della gomma, ma almeno avevamo una direzione chiara e fin dalla Q1 siamo tornati subito al livello in cui dovevamo essere. Essere arrivati in Q3 in totale serenità, con circa mezzo secondo di margine sul dodicesimo posto, ci ha permesso di gestire la sessione: sapevamo che il nono tempo era il massimo a cui potevamo aspirare, così abbiamo scelto di effettuare un solo tentativo conservando un set di soft nuove per la gara. Magari non ci servirà, ma la scelta non ha influenzato il risultato".
Il passo in avanti della vettura risente positivamente degli ultimi sviluppi portati in pista, capaci di regalare a George un bilanciamento decisamente più vicino alle sue corde. "Dalle ultime gare a Zandvoort abbiamo fatto un salto di qualità in termini di ritmo puro. Con gli ultimi aggiornamenti e un setup affinato per il mio stile di guida mi sento molto più a mio agio, soprattutto quando riusciamo a far lavorare le gomme nel modo corretto. C'è grande fiducia. Sappiamo di dover recuperare terreno sulle Red Bull, ma con il passo che abbiamo siamo pronti a dare loro filo da torcere".
A fare da grande incognita per la domenica resta la superficie del circuito malese, riasfaltata e spietata sul consumo dei pneumatici, lontanissima dagli scenari incontrati nei recenti appuntamenti del calendario. "Sembra quasi di guidare sulla ghiaia per via dell'abrasività dell’asfalto; è una sensazione uguale per tutti, ma che chiaramente ci condiziona un po' di più. Qui lo stress sull'asse posteriore è altissimo e storicamente non è uno dei nostri punti di forza, motivo per cui è incoraggiante aver mostrato una buona velocità sul giro secco. In gara non sarà facile, sarà un GP duro e molto diverso dalle ultime uscite dove il degrado era quasi nullo. Nessuno ha ancora tutte le risposte, ma stasera i ragazzi lavoreranno sui dati per trovare la strategia migliore. Domani il consumo della gomma sarà enorme e il passo gara sarà il vero re: anche se la qualifica lascia un pizzico di amaro in bocca, la partita vera si gioca alla domenica”.