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Il caldo asfissiante e la morsa dell’umidità di Sepang fanno da cornice a un weekend di Formula 1 dal sapore del tutto singolare. Il Gran Premio del Bahrain, trasferito eccezionalmente sul tracciato malese per le note vicende geopolitiche in Medio Oriente, si è trasformato fin dal venerdì in un laboratorio a cielo aperto. A monopolizzare l'attenzione nel paddock è stata soprattutto la Mercedes: dopo cinque lunghi mesi di digiuno tecnico risalenti al GP del Canada, la Stella ha portato in pista un pacchetto di aggiornamenti su larga scala che ha rivoluzionato, oltre alla livrea, soprattutto la filosofia della W17.
Tra pance visibilmente modificate d'ispirazione McLaren pre-Baku, una zona del fondo riprogettata davanti alle ruote posteriori, griglie di raffreddamento supplementari sul cofano e una nuova caratterizzazione verde Petronas per la livrea di questo weekend, Brackley ha messo sul piatto un'evoluzione profonda per ritrovare la rotta in vista del finale di stagione. Per fare il punto della situazione e tracciare un primo bilancio dopo le prime sessioni di libere, a parlare è stato Bradley Lord, deputy team principal della Mercedes, che non ha nascosto la complessità del lavoro da svolgere.
“Sta andando tutto secondo le aspettative. I piloti hanno confermato di riuscire a sentire la differenza di comportamento della vettura soprattutto nelle curve ad alta velocità. Dal punto di vista della competitività su un tracciato con un contenuto così marcato di curve medie e veloci, il quadro generale ricorda molto di più quanto visto in Ungheria rispetto all'ultimo appuntamento a Baku. Qui le gomme stanno affrontando un lavoro durissimo: fa molto caldo, c’è un surriscaldamento marcato sia sulla superficie del battistrada che nell’intera carcassa. Chi riuscirà a interpretare e gestire meglio questa sfida avrà le carte in regola per fare la differenza nel weekend”.
Nonostante il potenziale mostrato dagli aggiornamenti nei curvoni veloci, sia George Russell che Kimi Antonelli — entrambi all'esordio assoluto tra i cordoli di Sepang — si sono trovati di fronte a un lavoro di affinamento non banale, complicato anche dai guai elettrici di MGU-K capitati al bolognese nel corso della FP1. “Entrambi si stanno divertendo molto sulla pista, non c'è dubbio. George è appena entrato in radio dicendo che questo circuito è davvero fantastico. Adesso però ci resta da fare un grande lavoro di dettaglio, in particolare sul giro secco per la qualifica. Sul passo gara nei long run la vettura sembrava comportarsi in modo accettabile, ma sul giro singolo Kimi ha lamentato un sottosterzo troppo accentuato. Nessuno dei due è ancora riuscito a mettere insieme il giro perfetto: c’è sempre un piccolo bloccaggio da una parte o un’uscita larga dall’altra. L'obiettivo è ripulire ogni sbavatura in vista delle qualifiche”.
Oltre alla pura ricerca del bilanciamento aerodinamico e meccanico, a pesare come un macigno sulla gestione della gara sarà la componente termica, abbinata all'asfalto incredibilmente abrasivo di Sepang. Un fattore su cui Lord ha espresso idee molto chiare, tracciando già la rotta per le decisioni del muretto box. “Sul fronte del raffreddamento della monoposto la situazione è ben chiara e sotto controllo. Ci aspettiamo tuttavia un degrado molto elevato e un’usura importante degli pneumatici su questo tipo di manto stradale così aperto e datato. È evidente che la strategia di partenza sarà su due soste, ma non è affatto escluso che si possa spingere persino verso i tre stop. In passato abbiamo visto diverse gare a tre soste su questo tracciato e sono certo che gli strategist in tutta la pit-lane analizzeranno attentamente questa opzione durante la notte. Per i piloti sarà fondamentale avere una gomma reattiva al primo giro lanciato in qualifica, mentre domenica la chiave sarà saper gestire il degrado e mantenere un ritmo costante fino alla fine di ciascun stint”.