F1 Austria, Norris realista: "McLaren da sesta posizione, serve efficienza"

F1 Austria, Norris realista: "McLaren da sesta posizione, serve efficienza"
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La McLaren si attesta in sesta posizione sulla griglia di partenza a Spielberg, un risultato che secondo Lando Norris rispecchia l'esatto valore attuale della vettura. Il britannico traccia un bilancio onesto del weekend, evidenziando il ritardo di sviluppo nei confronti della concorrenza e i problemi di stabilità al retrotreno che frenano la monoposto in qualifica, ma ribadisce la fiducia nel piano di aggiornamenti del team di Woking.
27 giugno 2026

Al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Austria, la McLaren si ritrova a fare i conti con i millesimi e con una sesta posizione che fotografa perfettamente l’attuale stato di forma del team di Woking. Lando Norris, autore di una sessione solida ma non sufficiente per scalare la griglia, ha analizzato con la consueta lucidità sia la performance sul tracciato di Spielberg, sia le prospettive a lungo termine di una scuderia chiamata a una complessa rincorsa tecnica.

La sesta piazzola sulla griglia di partenza non entusiasma, ma non sorprende il pilota britannico. Norris ha riconosciuto come il potenziale massimo della vettura, allo stato attuale, sia stato praticamente estratto, complice anche una concorrenza che non ha concesso margini d'errore. "Credo che il mio giro sia stato piuttosto buono" – ha spiegato Norris – "Un po' come ha detto Piastri, in giornate come oggi serve un giro davvero pazzesco per guadagnare magari un paio di posizioni in più. Ma non capitano molto spesso ed è complicato tirarlo fuori con la macchina che abbiamo al momento. Speravamo solo che qualcuno non facesse il giro perfetto e commettesse un paio di errori. Oggi semplicemente non è andata così. Quindi siamo esattamente dove meritiamo di essere".

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Tuttavia, il bicchiere rimane mezzo pieno sul fronte dei distacchi: "Penso che siamo contenti di essere, ancora una volta, così vicini ad alcuni di loro".

Il vero nodo centrale della stagione McLaren risiede nella velocità d'evoluzione della monoposto. Confrontato con le sue stesse dichiarazioni del giovedì, in cui stimava in due mesi il ritardo di sviluppo rispetto ai competitor diretti, Norris non ha nascosto la complessità della rimonta in una Formula 1 che viaggia a ritmi forsennati.

Alla domanda su come si possano recuperare due mesi di gap quando gli avversari continuano a spingere, la risposta è stata categorica: "Buona domanda. Gli altri non si fermano. Serve un po' di tutto, sinceramente. Serve un team estremamente forte. Servono l'efficienza e le prestazioni dei ragazzi e delle ragazze a casa in fabbrica, che lavorano duramente per trovare ogni piccolo dettaglio".

La chiave, secondo Norris, risiede nell'accelerazione dei processi interni. "Serve essere efficienti nel portare gli aggiornamenti in pista, più di quanto stiamo facendo ora, perché gli altri team ne stanno portando più di noi. Ogni singolo individuo in McLaren deve fare un lavoro migliore rispetto a qualsiasi altra persona in Formula 1. Credo che sia possibile, ho molta fiducia nel mio team."

L'analisi si è poi spostata sul comportamento della vettura a Spielberg, evidenziando il deficit cronico che impedisce a McLaren di fare quel salto di qualità decisivo nel Q3, quando i rivali riescono a trovare il cosiddetto extra-grip. Il problema principale sembrerebbe ilretrotreno. "È troppo instabile, troppo imprevedibile" ha ammesso Norris. "Lo si nota dalle inquadrature delle vetture più lente, nei replay vedo piloti che in Curva 1 perdono completamente il posteriore". Se l'avantreno risponde bene agli interventi dei tecnici, il retro non permette flessibilità. "Al momento non possiamo fare nulla per aggiungere supporto, stabilità e fiducia caricando di più il posteriore. Dobbiamo solo aspettare nuovi componenti e pezzi migliori che creino più effetto suolo per incollare la macchina all'asfalto".

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