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Una qualifica serrata, sul filo dei centesimi, che lascia a McLaren sentimenti contrastanti. Al termine delle sessioni ufficiali sul circuito del Red Bull Ring, Oscar Piastri ha chiuso con il settimo tempo complessivo. Un risultato che non soddisfa appieno le ambizioni del team di Woking, ma che fotografa una griglia di partenza incredibilmente compatta, dove il minimo dettaglio fa una differenza enorme.
Analizzando il potenziale espresso dalla sua MCL38 durante il fine settimana, il giovane pilota australiano ha sottolineato come la squadra abbia lavorato al limite delle proprie possibilità attuali. "I distacchi sono davvero ridotti ed è una sfida impegnativa qui. Ho la sensazione che, nel corso del weekend, abbiamo fatto un buon lavoro nell'estrarre il massimo dalla vettura. Non è la prima volta che arriviamo in Q3 con il bisogno di trovare quell'ultimo decimo o mezzo decimo, ma sento che quel margine lo avevamo in realtà già trovato".
A testimonianza di una vettura spremuta al cento per cento c'è il confronto costante con il compagno di squadra Lando Norris, con distacchi infinitesimali in ogni sessione: "Lando e io siamo stati entro il mezzo decimo di distacco quasi in ogni singolo giro completato questo fine settimana. Quando hai due piloti costantemente così vicini, è il segno evidente che estrarre ulteriori grossi decimi dalla macchina è un compito estremamente difficile. Questa è la nostra situazione attuale".
Piastri non si dice stupito dal ritorno prestazionale degli avversari diretti, pur evidenziando la mossa a sorpresa della Red Bull nel finale. "Ci aspettavamo che soprattutto la Ferrari tornasse della partita. Russell è stato molto altalenante nel weekend, mentre Max in Q3 è stato probabilmente una sorpresa. Hanno una vettura molto diversa e profondamente aggiornata, quindi non stupisce. Sappiamo che ci manca ancora qualcosa a livello globale e dobbiamo trovarlo".
Alla domanda se lo sviluppo tecnico rimanga l'unica vera strada per agganciare stabilmente la vetta, il verdetto dell'australiano è netto. "Sì, credo di sì. Con distacchi così ridotti, se indovini il 'giro della vita' puoi guadagnare diverse posizioni in griglia. Ma il giro perfetto capita una volta ogni qualche anno a chiunque. Quando siamo così appaiati e costantemente sul limite, significa che non c'è una soluzione facile. Ballano solo pochi centesimi qua e là. Rispetto a Barcellona abbiamo fatto sicuramente un lavoro migliore, tuttavia non possiamo generare prestazione dal nulla per magia".
Nonostante la quarta fila, le speranze per la domenica rimangono intatte, complici le novità del tracciato austriaco che potrebbero rimescolare le carte in ottica strategica. La rimozione di alcune zone DRS introdurrà infatti una nuova variabile macroscopica nella gestione dei duelli in pista.
"Speriamo di recuperare qualche posizione" – ha concluso Piastri proiettandosi verso il Gran Premio. “Il nostro passo gara sembra buono, ma nessuno dei nostri rivali è sembrato in difficoltà. Potrebbe essere un Gran Premio d'Austria molto diverso rispetto al passato, dato che alcune zone DRS sono state rimosse. Prima il DRS garantiva un grande vantaggio, mentre ora si dovrà fare affidamento sull'overtake mode e sul supporto dell'ibrido, che non sono altrettanto potenti. Gestire male l'energia della batteria può costare un prezzo salatissimo nel resto del giro: proprio per questo potrebbero crearsi ottime opportunità”.