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Chi sono i promossi e i bocciati del Gran Premio di Miami 2026 di Formula 1? Scopriamolo insieme, sfogliando le nostre pagelle.
Toto predica la calma, ma dentro di sé si gode quella che probabilmente è la sua scommessa vinta più bella, una delle tante in una carriera per molti versi inimitabile. A Miami Antonelli ha vinto e stra-convinto (perché convinti li aveva già) anche gli ultimi scettici, non solo per la superiorità mostrata sul suo compagno di squadra per tutto il fine settimana, ma perché questa vittoria è arrivata in una situazione di inferiorità tecnica (se dobbiamo fare la media tra i rendimenti delle due Mercedes e delle due McLaren). Una situazione inedita, imprevedibile alla vigilia, che ha esaltato il talento italiano, velocissimo in qualifica e glaciale in gara quando si è trattato di attaccare ma soprattutto di difendersi da un Norris per oltre 20 giri vicinissimo ma mai in grado di costruire una vera opportunità di sorpasso semplicemente perché l’italiano non gliela ha mai concessa, nonostante le gomme surriscaldate e qualche problemino al cambio. E allora voto 10 e lode, nonostante le partenze ancora da sistemare (ma qui c’è anche un tema tecnico sul quale il team sta lavorando) e il taglio dei track limits che gli ha fatto perdere 3 punti da Russell nella Sprint. Fenomenale.
Alle sue spalle un Norris comunque magistrale, perché appena l’auto è tornata competitiva ha ricordato a tutti di non aver conquistato il Mondiale per caso: sempre prima punta della Mclaren, ha vinto meritatamente la Sprint e domenica pur mancando il bersaglio grosso ha disputato una gara perfetta. Voto 9, ben tornato lassù.
Doppio podio anche per Piastri, che finalmente torna a respirare anche lui l’aria dell’alta classifica, però la sensazione è che batosta iridata abbia lasciato il segno: l’australiano è veloce e non sbaglia, ma resta sempre uno o due passi indietro rispetto a Norris. Voto 7,5, da ricostruire.
Voto 5 invece a Russell, fortunosamente 4° in entrambe le gare, mai sui livelli di Antonelli anche se nella Sprint riesce a precederlo per un errore dell’italiano. Alla vigilia del Mondiale probabilmente si aspettava una cavalcata trionfale e di sicuro aveva sottovalutato il compagno di squadra italiano, ora deve assolutamente dimostrare di essere all’altezza delle aspettative sue e della squadra. Urge riscossa.
5° Verstappen, che commette un errore al via dal quale esce miracolosamente con l’auto dritta e intera, dando poi vita ad una bellissima rimonta che allo stesso tempo è anche una gara di gestione delle gomme. Forse senza quel testacoda poteva finire a podio, di sicuro almeno a Miami ha ritrovato un’auto competitiva. Ne aveva bisogno lui e la F1 tutta: voto 8, sempre all’attacco.
Solo 6° Hamilton, attardato da un contatto con Colapinto subito dopo il via che gli danneggia l’auto, però a Miami di sicuro abbiamo visto un Hamilton lontano dagli standard della Cina. Per l’inglese si conferma dura star dietro a questi ragazzini. Un po’ costosetto però per la Ferrari come “solida seconda guida”… Voto 6,5 sulla fiducia.
Ottimo 7° a sorpresa Colapinto, autore di un fine settimana eccellente e davanti anche in qualifica a Gasly. L’argentino stavolta non ha sbagliato niente e ha mostrato il talento degli esordi: ora però deve continuare così. Intanto però voto 8.
Alle sue spalle un Leclerc autoflagellatosi a fine gara per l’erroraccio nel finale, con conseguente danneggiamento dell’auto, necessità di tagliare le curve per fine la gara e inevitabile penalizzazione. In effetti non ci voleva, però al monegasco va riconosciuto come sempre l’onore delle armi per averci provato dal primo all’ultimo giro e per essere stato ancora una volta il faro di una Ferrari evoluta sì, ma evidentemente non abbastanza. Quindi voto 7 che vale come pacca sulla spalla.
Chiudono la zona punti le Williams di Sainz e Albon, rispettivamente 9° e 10° dopo essere partiti 13° e 15° e per questo rispettivamente voto 7,5 e 7: è la prima volta che quest’anno la Williams non è un disastro e loro si fanno trovare subito pronti.
Fuori dai punti, voto 4 a Lawson che pure partiva buon 11°, ma rovina tutto speronando in modo abbastanza assurdo Gasly. Boh… E voto 5 ad Hadjar al quale non ne è andata dritta una a Miami, però la maggior parte delle colpe sono sue.
Voto 10 invece a sorpresa ad una F1 che dopo un inizio difficile già a Miami sembra aver ritrovato se stessa, un po’ grazie ai correttivi regolamentari introdotti proprio negli Stati Uniti, un po’ grazie ai progressi di McLaren, Red Bull e Ferrari (ma attenzione che Mercedes porterà solo più avanti le sue novità….): certo la gestione dell’energia rimane un tema centrale, e non potrebbe essere diversamente, ma si sono visti distacchi ravvicinati e tanti duelli “veri”. La complessità eccessiva rimane, ma sul piano dello spettacolo e anche su quello sportivo i progressi sono innegabili. Il voto vale per la rapidità con cui FIA e costruttori per una volta hanno reagito, mostrando anche una certa coesione interna e ammettendo implicitamente l’errore commesso: la pioggia di critiche evidentemente aveva spaventato non poco .