“Fossi Kimi manderei all’inferno chiunque”: il consiglio che gela il box Mercedes sulla lotta fratricida tra Russell e Antonelli

“Fossi Kimi manderei all’inferno chiunque”: il consiglio che gela il box Mercedes sulla lotta fratricida tra Russell e Antonelli
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Kimi Antonelli non è più una sorpresa: a Miami il "rookie" mette in ginocchio George Russell e scappa nel Mondiale. Mentre Toto Wolff prova a blindare il box, le parole di Montoya e Hill accendono la miccia: a Brackley la convivenza sta per diventare impossibile
5 maggio 2026

Dopo le prime quattro gare di questa stagione 2026 di Formula 1, è chiaro che la Mercedes sia il punto di riferimento della griglia. Certo, molte cose cambieranno nel corso del calendario con l’introduzione della direttiva tecnica che regola il rapporto di compressione del motore endotermico e l’ADUO, ma per il momento la lotta per il vertice sembra destinata a restare confinata nel box di Brackley. Una situazione che potrebbe diventare critica da gestire per Toto Wolff, perché il rookie Kimi Antonelli, questo weekend a Miami, ha letteralmente "fatto le scarpe" a George Russell.

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La vittoria in Cina poteva sembrare la fortuna del principiante, in Giappone la Safety Car era venuta in soccorso dopo una partenza disastrosa, ma la gestione della gara a Miami lascia ben pochi dubbi. Kimi Antonelli ha saputo destreggiarsi tra gli insidiosi muretti della pista della Florida mantenendo i nervi saldi, aspettando il momento giusto per attaccare e riprendersi quella prima posizione persa al via (che resta il suo tendine d’Achille, anche per colpa della Mercedes). Ma se Kimi ha saputo piazzare la zampata già in qualifica, mostrandosi poi perfettamente in simbiosi con la W17 sulla pista umida e priva di grip di domenica, lo stesso non si può dire di George Russell.

Sperava che, dopo gli anni passati nell’ombra di Lewis Hamilton, fosse finalmente arrivato il suo momento. Sette anni di esperienza in Formula 1 che ora, alle condizioni attuali, stanno vacillando per un George Russell che si vede surclassato nel box dal talento naturale e dal guizzo del diciannovenne Antonelli. Il weekend di Miami ha visto il britannico perennemente in ombra, privo di vivacità nel passo gara. La colpa, come confermato anche da Toto Wolff, sarebbe della pista: “Non è mai stato a suo agio con questo tracciato e con un asfalto così liscio. Ma analizzerà i dati, chiuderà il capitolo e penserà a Montreal. Non è colpa sua: ieri e oggi è stato un errore del team, non gli stiamo dando lo strumento perfetto tra le mani”. Lapidarie anche le parole di George al termine delle qualifiche di sabato: “Questa pista non mi è mai piaciuta”.

Con Antonelli che spicca il volo con 30 punti di vantaggio in classifica piloti, il clima nel box Mercedes potrebbe farsi incandescente. Ad accendere la miccia sono state anche le parole di Damon Hill e Sebastian Montoya nel podcast della BBC. “Loro vanno avanti dicendo: ‘No no, George sa di non essere forte su questa pista, il Canada è dove va meglio’. Ma se io fossi Kimi, andrei in ebollizione”, ha esordito il colombiano. “Nel mio caso, quando ero in squadra con Ralf Schumacher, sapevo quanto ci tenesse a far bene in Germania. Quindi, batterlo lì, anche solo per un millesimo di secondo, per me era oro puro”.

“Sì, voglio dire, non dovrebbe essere proprio questa la mentalità da avere?”, ha risposto Hill. “Il fatto è che se tu puoi dire ‘questa è la tua gara di casa’ e il tuo compagno di squadra vince, sai bene che effetto può avere su di lui”, ha aggiunto il britannico. “Io non sono una brava persona, quindi vorrei svegliarmi e trovare ogni modo per battere il mio compagno; manderei all’inferno chiunque perché devi essere egoista in Formula 1”, ha rincarato la dose Montoya. “Per me è scioccante vedere come si comportano: escono a giocare a padel insieme, sono buoni amici, vanno a cena... Ma dai!”. Pronta la chiosa finale di Hill: “Sono contento di essermi ritirato prima di correre contro di te, Sebastian”.

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