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La McLaren non riparte da dove aveva concluso lo scorso dicembre ad Abu Dhabi. La squadra campione del mondo in carica sperava che il cambio regolamentare non azzerasse completamente le proprie prestazioni, ma la nuova era tecnica sembra averla colpita duramente. Il distacco che la Mercedes — pur montando lo stesso motore — ha rifilato a Lando Norris, l’unico pilota del team di Woking a prendere parte al Gran Premio d’Australia 2026, è di circa 50 secondi. Quello che preoccupa Andrea Stella, però, sono anche altri aspetti.
La Formula 1 è tornata ufficialmente in pista per la stagione 2026. Il nuovo regolamento tecnico — seppur accompagnato da molti dubbi — ha regalato spettacolo a Melbourne nella notte italiana. Il primo colpo di scena è arrivato ancor prima che la gara avesse inizio, con l’idolo di casa Oscar Piastri incidentato nei giri di ricognizione. Impossibile per la McLaren riuscire a riparare in tempo la vettura, costringendo l’australiano a guardare il suo Gran Premio di casa dal box. “L’importante era finire la gara, ma la finiamo solo con un pilota”, ha esordito Andrea Stella ai microfoni di Sky Sport F1.
“Purtroppo per Oscar c’è stato un problema nei giri di ricognizione: mentre andava su un cordolo la Power Unit si è comportata in maniera un po’ inaspettata e questo ha causato un’accelerazione”, ha proseguito il team principal. Tra gli aspetti ancora da comprendere di questa nuova generazione di vetture, infatti, c’è la gestione della coppia nel momento in cui si accelera, con l’elettrico che fornisce una potenza nettamente superiore rispetto al passato. In questa prima fase di stagione, dunque, per i piloti sarà fondamentale comprendere i diversi comportamenti delle vetture.
Absolute dejection for Oscar Piastri and the home fans 💔🤯#F1 #AusGP pic.twitter.com/TcdXCJl2sV
— Formula 1 (@F1) March 8, 2026
“Finiamo la gara, che è importante, ma la finiamo a 50 secondi dal leader”, ha ammesso senza giri di parole Stella. “Sappiamo che c’è della performance che dobbiamo trovare. C’è performance nel modo in cui utilizziamo la Power Unit: quando guardiamo i dati e i confronti di velocità con Mercedes, è chiaro che loro stanno facendo un lavoro migliore del nostro nell’utilizzo della Power Unit. C’è poi performance da trovare anche nelle curve, perché al momento non abbiamo abbastanza carico aerodinamico. Quindi i miei obiettivi sono chiari”.
A penalizzare la McLaren, così come tutti gli altri team clienti indipendentemente dal motorista, è l’integrazione dei vari elementi, un fattore determinante in questa nuova era tecnica. Per Mercedes e Ferrari — e ancor più rispetto a realtà come Red Bull, Honda e Audi — aver lavorato fin dall’inizio sull’integrazione tra telaio, motore e aerodinamica rappresenta un chiaro vantaggio.
A Melbourne è emerso anche un altro dato preoccupante per la McLaren: la gestione delle gomme, fiore all’occhiello delle ultime vetture di Woking. La MCL40 al momento presenta gravi problemi soprattutto di graining. “In questa gara direi che le gomme dure, in particolare, stranamente avevano più graining delle gomme medie. Noi portiamo nel 2026 una tendenza che avevamo avuto anche in passato: quando c’è graining nelle gomme anteriori tendiamo ad averne un pochino più degli altri”, ha spiegato Stella. Se in passato la McLaren riusciva comunque a sopperire a questo fenomeno, a Melbourne gran parte della gara di Lando Norris è stata condizionata proprio dalla gestione degli pneumatici.