F1. Alonso gela l'Aston Martin: “Decido in estate se continuare. Ogni gara può essere l’ultima”. E poi svela il piano con Verstappen

F1. Alonso gela l'Aston Martin: “Decido in estate se continuare. Ogni gara può essere l’ultima”. E poi svela il piano con Verstappen
Pubblicità
Mentre il mercato piloti impazza sul asse Verstappen-McLaren, Fernando Alonso mette alle strette l'Aston Martin. Deluso dal progetto AMR26, l'asturiano deciderà il suo futuro durante la pausa estiva, strizzando l'occhio ad Alpine e svelando un piano per il post-F1 insieme a Max
10 luglio 2026

Mancano due appuntamenti stagionali prima che la Formula 1 si fermi per la pausa estiva. Tre settimane in cui le monoposto resteranno ferme ai box, ma non cesseranno le discussioni circa il mercato dei piloti. Al centro dell’attenzione vi è il nome di Max Verstappen, clamorosamente accostato alla McLaren al posto di Oscar Piastri. Ma un’altra importante pedina può essere mossa da Fernando Alonso. Quale sarà il suo futuro? L’asturiano lo deciderà proprio durante le ferie: si ritirerà, cambierà casacca oppure darà ancora fiducia ad Aston Martin?

Foto copertina: ANSA

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La stagione 2026 di Formula 1 doveva essere quella della rinascita per l'Aston Martin. Con il motore Honda, l’arrivo di Adrian Newey come direttore tecnico e team principal e gli enormi investimenti per la sede di Silverstone, tutto sembrava pronto per la grande rivincita. Ma la realtà si è ben presto abbattuta sulla squadra di Lawrence Stroll con un progetto pressoché fallimentare, come ammesso dallo stesso Newey, che richiederà un extra lavoro in termini di sviluppo con un pacchetto che dovrebbe arrivare in Ungheria tra due settimane. Non si tratterà solamente di novità, ma di una vera e propria versione 2.0 dell’AMR26. Dunque, un bilancio negativo in questa prima parte del mondiale per Fernando Alonso, rimasto sempre nelle retrovie e con numerosi ritiri. Motivo per cui, in questa pausa estiva, il pilota quarantatrenne analizzerà quali sono le sue opzioni per il futuro.

“Capisco perfettamente come funziona questo sport e come sia tutto in Formula 1: devi avere il pacchetto giusto per essere competitivo e devi lavorare con il tuo team per portare quel pacchetto al miglior livello possibile, il prima possibile, soprattutto quando non sei in testa al gruppo”, ha dichiarato Alonso a Barcellona tracciando il bilancio di questa prima parte di stagione. “La motivazione c'è ancora perché credo in me stesso e ho piena fiducia in quello che sono in grado di fare. E sento che, a parità di macchina con qualsiasi altro pilota al mondo, non mi sono mai sentito non competitivo, in Formula 1 o fuori da questo paddock. Ho guidato molte vetture diverse e ho sempre avuto la stessa sensazione, e la provo ancora adesso. E poi, la fiducia nel team? Ovviamente non è l'ideale iniziare un nuovo regolamento con il piede sbagliato, perché tutto richiede tempo. Soprattutto nel nostro caso, credo che per quanto riguarda la power unit ci siamo resi conto molto presto di non essere all'altezza, e sì, il progetto stesso era un po' immaturo. Quindi, abbiamo capito subito che avremmo avuto bisogno di tempo per recuperare e per risolvere alcuni problemi. Ma in Formula 1 si corre ogni due settimane e bisogna essere performanti ogni due settimane. Abbiamo capito abbastanza in fretta che non eravamo in grado di farlo e che sarebbe stato un inizio di stagione difficile. Ma stiamo superando questo avvio complicato e nutriamo maggiori speranze per la seconda parte dell'anno. Fino ad allora, però, ogni fine settimana è più o meno la stessa storia”.

ANSA

Dinanzi a questa situazione così complicata, sono sorti ovviamente dubbi circa la sua permanenza in pista. “Dopo l'estate prenderò la decisione se continuare o meno”, ha ammesso sempre nel corso del suo weekend di gara di casa, che è stato potenzialmente l’ultimo. “Barcellona non si terrà l'anno prossimo, quindi se non so cosa farò l'anno prossimo, è quasi impossibile essere sicuri di cosa farò tra due anni. Ma considero ogni gara a cui partecipo quest'anno come potenzialmente la mia ultima. In Australia, la mia ultima volta; in Cina, la mia ultima volta; a Monaco. E qui a Barcellona c'è un po' più questa possibilità, dato che non si correrà nemmeno l'anno prossimo”. Ma pensare al momento del ritiro per Fernando non è difficile. “Per me la cosa più complicata è non vincere le gare e non essere competitivo. Che sia l'ultima o meno, non mi influenza più di tanto. Sono in pace con la mia carriera e con la mia vita, e se ora arriva qualcosa, ben venga. Se non arriva, non cambierà il mio stato d'animo. Ho raggiunto molto più di quanto avessi mai sognato da bambino o quando ero qui, come abbiamo detto, al mio primo test o alla mia esperienza con i kart quando correvo in Spagna. Non ho mai sognato di diventare un pilota di Formula 1, e poi di correre per i migliori team del paddock e rimanerci così a lungo. Quindi, tutto è un guadagno. È un vantaggio anche adesso. Non siamo competitivi come tutti noi nel team vorremmo, e questo è probabilmente il dolore più grande che proviamo ogni fine settimana. Ma in termini di sensazioni personali, non è troppo difficile o altro”.

Tuttavia, lo spagnolo ha insistito sul fatto che, anche se decidesse di ritirarsi dalla Formula 1, ciò non segnerebbe la fine del suo coinvolgimento nel mondo del motorsport. “Ho sicuramente delle sfide da affrontare, la maggior parte delle quali legate al mondo degli sport motoristici”, ha ammesso lo scorso weekend di gara a Silverstone. “Voglio vincere la Dakar. L'ho detto molte volte che mi piacerebbe vincere altre cose o mettermi di nuovo alla prova nelle gare di durata, soprattutto se anche Max Verstappen volesse farlo un giorno”. Non a caso, quando Alonso si è unito all’Aston Martin nel 2023, ha tenuto in considerazione anche cosa il futuro gli avrebbe riservato al momento del ritiro, desiderando restare coinvolto nelle operazioni del team, ma in un ruolo diverso da quello di pilota. “Quando smetterò, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto continuare con questa squadra in un ruolo diverso, cercando di dare una mano. Sono in Formula 1 da 26 anni e penso di poter dare un contributo alla squadra. Probabilmente sono il secondo o il terzo pilota più esperto del team. Credo ci siano cose che possono essere utili alla squadra, e preferisco mettere a frutto la mia esperienza piuttosto che stare a casa a guardare la TV”. Ma la carriera di Alonso potrebbe non essere ancora arrivata alla parola fine, e potrebbe non proseguire in Aston Martin. Perché la suggestione di tornare dove tutto è iniziato, con la Renault, ora Alpine, è forte sia per lui che per Flavio Briatore.

Pubblicità