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La morsa di calore che sta attanagliando l’Europa è pronta a raggiungere il suo picco nel paddock di Formula 1. Il Circus sta per essere scosso da un nuovo terremoto, quello che porta il nome di Max Verstappen. Come vi abbiamo spiegato ieri, la Red Bull è sprofondata nuovamente in una crisi profonda, con il pilota olandese che non si sente più ascoltato dal team e Gianpiero Lambiase isolato da Pierre Waché. Si è innescato così un clima teso e di profonda scontentezza da ambo le parti. E a sfruttare questa frattura, che sembra ormai insanabile, potrebbe essere la McLaren con un colpo da maestro.
La nuova era tecnica ha fatto il suo debutto ormai sette mesi fa, e i primi valori in campo hanno iniziato a delinearsi. Sebbene la FIA abbia decretato che a Milton Keynes abbiano realizzato il miglior motore endotermico, la Red Bull non se la sta passando molto bene. La RB22 è una monoposto capricciosa, di difficile interpretazione e ora anche “pericolosa”, come ha dichiarato senza mezzi termini Max Verstappen. Un giudizio forte, scaturito inevitabilmente dal malcontento del quattro volte campione del mondo. Ma se alle basse prestazioni si aggiunge un clima tesissimo in fabbrica, gli elementi per un’estate bollente ci sono veramente tutti. Come ogni anno, a ridosso della pausa estiva, il nome dell'olandese torna al centro del dibattito del mercato piloti. Solo che questa volta tutte le stelle sembrano allinearsi.
Il contratto firmato da Max Verstappen con la Red Bull ha una scadenza naturale fissata alla fine del 2028. Tuttavia, all’interno di quel documento è presente una clausola che libera l’olandese qualora, prima della sosta estiva, non occupi una delle prime tre posizioni in classifica. E attualmente occupa addirittura la settima piazza dopo il ritiro a Silverstone, con un appuntamento a Spa-Francorchamps che per Laurent Mekies si preannuncia complicato per la gestione della RB22. Di conseguenza, con i soli punti dell’Ungheria — pista più nelle corde della vettura di Milton Keynes — difficilmente Verstappen riuscirà a rilanciarsi in ottica mondiale. Il pilota potrebbe quindi liberarsi senza problemi da ogni vincolo con la Red Bull e decidere, qualora volesse effettivamente continuare la sua carriera in Formula 1, di cambiare scuderia per ritrovare nuova linfa vitale.
Parlando di mercato, ancor prima che si avvicinassero i tempi per esercitare quella clausola, Verstappen non ha mai voluto affrontare chiaramente l’argomento. “Sarò io a farvi sapere”, ha sempre liquidato così noi giornalisti. Questa linea così diplomatica, senza mai prendere una vera e propria posizione, ha fatto adirare i vertici della Red Bull. Al punto da costringere Chalerm Yoovidhya, rappresentante della maggioranza thailandese del gruppo austriaco, a volare da Dubai (dove risiede) a Milton Keynes. Lì, prima della gara di casa al Red Bull Ring, si è tenuta una riunione d’emergenza con Mark Mateschitz, rappresentante della minoranza austriaca, e il manager di Verstappen, Raymond Vermeulen, per tentare di fare fronte comune per il bene della Red Bull.
In quell’occasione, però, come appreso da PlanetF1 e rivelato anche da Erik van Haren — giornalista olandese del De Telegraaf molto vicino all'entourage del quattro volte campione del mondo —, la Red Bull avrebbe voluto estinguere a suon di milioni quella clausola, così da chiudere una volta per tutte le discussioni circa un addio anticipato da parte di Verstappen. Quest’ultimo, tuttavia, ha rifiutato categoricamente. Come riportato dalla testata olandese De Limburger e confermato da PlanetF1.com, questo rifiuto avrebbe fatto infuriare la dirigenza, poiché il suo pilota di punta continua a tenerli in sospeso riguardo a un eventuale impegno futuro. Da lì è nata una vera e propria escalation, con un Mateschitz infuriato che — stanco di questi continui tira e molla e con un Max ormai con un piede fuori dalla porta — avrebbe voluto chiudere definitivamente ogni rapporto. Nel tentativo di gettare un ponte tra le parti, l’amministratore delegato Oliver Mintzlaff avrebbe addirittura proposto a Verstappen un'estensione di contratto fino al 2030.
Solo che ora, sul piatto, non c’è più solo la consapevolezza che Max sia il perno centrale della Red Bull, ma entra in gioco anche una questione di lealtà. A Milton Keynes sanno di aver fatto di tutto per Verstappen negli anni, sia in termini economici — con un cospicuo compenso percepito nell’ultimo decennio — sia sul piano delle scelte tecniche, compiute solo ed esclusivamente per andargli incontro. Fino al punto di licenziare di punto in bianco, lo scorso anno, Christian Horner, con cui il rapporto stava naufragando ormai da tempo. Il problema è che adesso l’entourage di Verstappen ha perso nuovamente la fiducia nei confronti del team. Le accese discussioni si sono verificate — e sono state anche documentate — nel corso del weekend a Silverstone, dove era presente anche Jos Verstappen. E proprio in terra d'Oltremanica si è consumato un secondo episodio che testimonia quanto Max non si senta più ascoltato dalla squadra.
Che la RB22 fosse una belva indomabile sull'asfalto britannico lo si era capito sin dai primi giri del fine settimana. Problemi cronici di bilanciamento, una reattività imprevedibile in inserimento e quel fastidioso problema in scalata che toglieva fluidità alla guida dell'olandese. Nonostante questo scenario deficitario, Verstappen stava compiendo l'ennesimo capolavoro di gestione e costanza, arrampicandosi fino alla terza posizione con le unghie e con i denti. Poi, l'improvvisa perdita del retrotreno all'ingresso della Stowe per un problema di chiusura dell'ala posteriore lo ha trasformato in un passeggero impotente. Sotto gli occhi della marea di tifosi della tribuna Lando Norris, l'olandese ha dato sfogo a tutta la sua furia, scagliando il volante fuori dall'abitacolo prima di incamminarsi verso il paddock. “L'intero fine settimana non sono stato felice del bilanciamento della macchina e ho accusato una mancanza di velocità di punta dal mio lato del garage. È stato lo stesso in gara. Se fosse dipeso da me, sarei partito dalla corsia dei box”, ha spiegato. Ma la Red Bull non gli ha voluto dare ascolto. Una frattura con il suo box che colpisce anche l’aspetto emotivo di un campione: “Al momento, onestamente, non vedo l'ora di andare a casa e non pensare alla Formula 1”.
Infatti, come era già accaduto in Canada, la Red Bull ha ignorato le richieste del pilota, il quale si sente sempre meno considerato dalla squadra. A peggiorare la situazione si aggiungono gli illustri addii che si stanno verificando a Milton Keynes. Dopo la partenza di Adrian Newey e Jonathan Wheatley, anche il nome di Gianpiero Lambiase si è aggiunto alla lista. A partire dal 2028 lo storico ingegnere di pista di Max andrà in McLaren, e presto anche Paul Monaghan — che sembra essere attualmente in congedo retribuito — dovrebbe unirsi alla Cadillac. Questa fuga di cervelli dalla Red Bull non fa altro che rendere Verstappen sempre più scettico su ciò che il futuro possa riservargli con il suo storico team. Motivo per cui, oltre alle ipotesi di un anno sabbatico o di un ritiro, ora si aggiungono i rumors di un clamoroso passaggio a un'altra scuderia.
Tutte le strade portano a Roma, ma quelle di Max sembrano portare a Woking. Come vi abbiamo raccontato ieri, dall’Inghilterra già da qualche settimana si ipotizzano discussioni in corso tra il clan Verstappen e i vertici della McLaren. E quando a Zak Brown è stato chiesto cosa potrebbe allettare Verstappen del team McLaren e cosa la sua squadra potrebbe avere che la Red Bull non può offrirgli, il CEO ha voluto rispondere così a tutte le voci di mercato: “Non ci ho pensato molto perché ho i sedili già occupati da due piloti. Quindi, quello che non potrei offrirgli è un posto sulla mia macchina da corsa”, ha dichiarato. “Ma penso che la McLaren sia una squadra fantastica. Così come la Red Bull, l'Alpine e la Ferrari. I team di Formula 1 sono fantastici. Penso che abbiamo un ambiente unico, ma come tutti i team di gara. Abbiamo una squadra eccezionale che ha ottenuto molti successi e penso che sia un buon posto in cui lavorare, che tu sia un pilota, un team principal, un meccanico o qualsiasi altra cosa al Team McLaren”.
Sicuramente il sedile in discussione non è quello di Lando Norris che, nato e cresciuto nel programma di Woking, ha riportato alla McLaren il titolo piloti lo scorso anno. In bilico c’è invece quello di Oscar Piastri che, complici le difficoltà della MCL40, non sta riuscendo a performare come sperato. Per il momento l’olandese professa ancora fiducia nella sua squadra davanti ai media, ma dietro le quinte le acque sono più agitate che mai. Come riporta PlanetF1, un accordo triennale sarebbe già pronto sul tavolo per portare Verstappen a vestire i colori papaya. Alcune fonti hanno addirittura ipotizzato che in Red Bull siano già pronti a un annuncio in settimana. Dall'altro lato, infatti, ci sarebbe un’importante novità, con Piastri pronto a occupare il sedile lasciato vacante proprio da Verstappen. E Norris potrà così dare prova del suo talento, visto che la scorsa settimana aveva dichiarato di “essere in grado di battere chiunque, compreso Max a parità di macchina”.
Per il momento la McLaren non dispone della miglior vettura in griglia, a causa di problemi di integrazione tra la power unit Mercedes e il telaio progettato a Woking, oltre a un ritardo nello sviluppo aerodinamico stimato in almeno tre mesi. Un ritardo nato proprio “per colpa di Max”, vista la lotta serrata fino ad Abu Dhabi per il titolo lo scorso anno. Ma la McLaren ha dimostrato negli anni di avere tutte le carte in regola per risollevarsi grazie a sviluppi che testimoniano in modo concreto quanto Woking sia una sede appetibile per i tecnici. Lo dimostrano chiaramente la figura di Rob Marshall, anche lui ex Red Bull, e il futuro approdo di Gianpiero Lambiase nel 2028. In poche parole, tutto quello che al momento manca a Milton Keynes. Inoltre, a partire dal prossimo anno, la McLaren offrirà a Verstappen anche la possibilità di affacciarsi, quando e se vorrà, al mondo dell’Endurance, visto il debutto della scuderia nella classe regina del WEC.
Piastri per il momento si dice tranquillo della sua posizione, forte del contratto pluriennale firmato solamente un anno fa. Ma la Formula 1 insegna che non si può mai essere certi del proprio sedile. E proprio la McLaren ha già portato a termine una mossa simile in passato, pagando a Daniel Ricciardo quanto gli spettava da contratto per poi appiedarlo a fine 2022 proprio per far debuttare Piastri nel 2023. Se veramente Verstappen fosse in procinto di firmare con la McLaren, l’australiano potrebbe comunque dormire sonni tranquilli: la Red Bull potrebbe infatti ingaggiarlo per sostituire Max. Una scelta che non stupirebbe il paddock, visto che già in passato il pilota era stato messo sotto la lente d'ingrandimento dai vertici austriaci. Per il momento sono solo voci di mercato, ma ci troviamo indubbiamente dinanzi a una situazione pronta a esplodere da qui alla pausa estiva…