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Un sabato di analisi profonde e assoluta trasparenza quello di Andrea Stella al termine delle qualifiche di Silverstone. Il Team Principal della McLaren non si è nascosto dietro alle difficili condizioni meteo per il vento costante ma improvviso; ha aperto il libro dei dati tecnici per spiegare i tre o quattro decimi di ritardo accumulati da Ferrari e Mercedes, tracciando una linea netta che unisce i limiti aerodinamici della MCL40, lo sfruttamento della power unit della Mercedes HPP e le scelte strategiche ereditate dalla passata stagione.
Il primo fattore emerso sul tracciato britannico è legato alla pura aderenza e alla sensibilità al vento, elementi che hanno messo in crisi il bilanciamento della vettura di Woking nei curvoni veloci. "Penso che questo sia un circuito in cui abbiamo un po' meno aderenza complessiva rispetto a quanta ne avessimo, per esempio, in Austria. La macchina scivola molto. Oggi non era solo ventoso, c'erano raffiche di vento. E quando hai queste condizioni, penso ci sia un premio per le vetture che hanno il miglior comportamento in curva, il miglior grip in curva. Quindi, in un certo senso, non sono sorpreso che Ferrari e Mercedes abbiano aperto un gap su Red Bull e McLaren oggi, dove le condizioni di aderenza erano più difficili".
Ma le difficoltà di Silverstone non si esauriscono con l'aerodinamica. Il circuito richiede una gestione sofisticata della parte ibrida, un'area in cui il muretto papaya - questo weekend in bianco e verde bosco per omagiare Bruce McLaren - sente di non esprimere ancora il massimo potenziale del propulsore Mercedes, specialmente guardando i dati dei rivali. "Inoltre, è un circuito dove c'è un'importante carenza dal punto di vista dell'energia, e lo sfruttamento della power unit e le prestazioni della power unit sono particolarmente importanti. E devo dire, e l'ho detto altre volte, che sembriamo avere ancora un piccolo deficit nell'estrarre il massimo dalla power unit HPP. Quindi, penso che abbiamo i tre, quattro decimi che abbiamo perché siamo indietro in termini di sviluppo della nostra vettura. A questo, oggi, dobbiamo aggiungere il fatto che le condizioni erano difficili. E semmai, in queste condizioni, sembriamo avere un divario ancora maggiore nelle curve, oltre allo sfruttamento della power unit, su cui sembriamo avere un po' di deficit. E se si guardano le sovrapposizioni dei dati GPS, diventa evidente che in qualche modo dobbiamo mantenere aperta la nostra conversazione con HPP perché c'è della performance che sembriamo lasciare sul tavolo".
A precisa domanda sulle novità software o di mappatura viste sulla Mercedes, Stella ha ammesso la sorpresa del team: "Beh, questa è una caratteristica che, una volta vista ieri nella qualifica della Sprint applicata da... l'ho vista così presto, non sono sicuro se Antonelli e Russull l'abbiano applicata, ci ha un po' sorpreso perché non è qualcosa di cui abbiamo discusso, né sono sicuro che sia disponibile per noi perché richiede probabilmente alcuni elementi interni ulteriori, diciamo, per usare la power unit. Quindi, come ho detto prima, ci sono sicuramente sessioni in corso con HPP a livello tecnico per assicurarci di utilizzare ciò che è disponibile in questa power unit, che è brillante. È davvero un grande pezzo di tecnologia. C'è molta prestazione che sta anche nei dettagli dello sfruttamento, e ora stiamo aspettando di vedere se possiamo aggiornare la nostra specifica e se questo aiuterà in qualche modo lo sfruttamento. Dovrebbe essere solo un aggiornamento di affidabilità, quindi non sono sicuro che sia così, ma sicuramente ci sono altri fattori di cui dobbiamo continuare a discutere con HPP, perché quando guardiamo le prestazioni sui rettilinei, anche tenendo conto del fatto che potrebbero avere meno resistenza aerodinamica, c'è ancora qualche punto interrogativo".
Il ritardo nella fornitura dell'ultima specifica di motore, tuttavia, non incrina i rapporti con Brixworth: "Abbiamo discusso con HPP sul motivo per cui non stiamo ancora ricevendo questa specifica. Capiamo le ragioni. Ci fidiamo di HPP. Abbiamo avuto una così grande collaborazione negli anni passati. Sono stati totalmente strumentali nel far sì che la McLaren diventasse campione del mondo due volte, quindi questo non cambia le fondamenta del rapporto. La conversazione è in corso. Stanno correndo veloce, proprio come stiamo correndo veloce noi per cercare di sviluppare la nostra macchina. Stanno correndo veloce con quattro team da rifornire, quindi ci sono state alcune condizioni per cui non è stato possibile fornire la power unit alla McLaren. Speriamo che questo accada al prossimo evento".
Per comprendere le radici di questo divario tecnico dal punto di vista telaistico e aerodinamico, Stella compie un passo indietro, rivelando come la rincorsa iridata del 2025 contro Verstappen abbia parzialmente frenato la transizione concettuale verso la nuova monoposto. "Capendo la stagione 2026, vedendo il trend di sviluppo e persino alcuni dei concetti adottati sulle varie vetture – pensiamo all'ala anteriore, alla carrozzeria, al layout generale della vettura – capiamo che il ritardo è stato effettivamente generato durante la fase di sviluppo lo scorso anno. Abbiamo avuto un periodo in cui non abbiamo sviluppato riuscendo a mantenere un certo gradiente di crescita, e questo è il gap di performance che stiamo cercando ora di compensare attraverso gli sviluppi e gli aggiornamenti che portiamo durante la stagione. È diventato chiaro che parte del ritardo che sperimentiamo al momento è stato accumulato in realtà durante lo sviluppo nel 2025".
Un lavoro di riprogettazione interna che ha richiesto mesi per essere digerito e deliberato: "Sicuramente direi che l'essere stati in un campionato così stretto con la Red Bull e Verstappen in particolare, i piloti, ha richiesto parte della nostra attenzione in termini di continuare a lavorare sulla vettura. Anche se non abbiamo portato grandi aggiornamenti, sicuramente dovevamo continuare a prestare attenzione da un punto di vista tecnico alla MCL39 perché dovevamo assicurarci di massimizzare le nostre prestazioni gara dopo gara, dato che la sfida di Verstappen stava diventando sempre più concreta. Allo stesso tempo, durante lo sviluppo, penso che abbiamo adottato alcune direzioni, lasciatemi dire, da un punto di vista concettuale, che man mano che impariamo di più sul regolamento 2026, direi che stiamo reindirizzando. Reindirizzando. E questo, come tutto, soprattutto da un punto di vista aerodinamico, non è qualcosa che si può far convergere nello spazio di una settimana. Normalmente ci vogliono uno o due mesi. Penso che questo paio di mesi sia il ritardo che abbiamo al momento. E vediamo che sono probabilmente due o tre mesi lo spazio tra cui vediamo gli aggiornamenti dai top team. Quindi questo è ciò che crediamo. Ora abbiamo una direzione chiara in termini di sviluppo, ma ci sono voluti un paio di mesi in alcune aree della vettura per vederla realizzata. Quindi dovremmo vedere in Ungheria i primi risultati di questo approccio e poi, si spera, sempre più aggiornamenti per il resto della stagione. Lo sviluppo a partire dall'inizio della stagione in realtà è forte, e ora sta a noi tradurre questo sviluppo e questo gradiente di crescita in parti fisiche, aggiornamenti che la facciano funzionare".
Nel debriefing c'è spazio anche per chiarire i team radio concitati della Sprint Race relativi al calcolo del carburante di Lando Norris, spiegando la complessità di questa variabile nella moderna Formula 1: "Si hanno dei riferimenti in termini di consumo durante le prove e si usano questi riferimenti per definire la quantità di carburante. Ovviamente si vuole fare attenzione a non essere troppo generosi nell'aggiungere benzina, perché sappiamo che ogni singolo chilogrammo di carburante ti rende più lento di 30 millisecondi. Ma devo dire che nelle ultime due gare il consumo effettivo che la vettura ha registrato in gara è stato superiore alle previsioni. Quindi penso che questo sia un piccolo punto di controllo per gli ingegneri, da tenere in considerazione specialmente con questa nuova Formula 1 e quando si hanno queste situazioni con la scia, un utilizzo della power unit che devia dall'uso standard di quando si è da soli in pista o nelle prove. E ora hai un'altra macchina, inizi a sorpassare, a difenderti, quindi alcuni parametri possono variare e dobbiamo essere più bravi a considerare questa variabilità nel modo in cui decidiamo il carburante da mettere in macchina. Di per sé, è una questione relativamente semplice".
Nonostante il sesto posto in griglia di Norris e l'ottavo di Piastri, il bicchiere della Sprint resta mezzo pieno, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra per il Gran Premio domenicale: "Il risultato della Sprint è stato decisamente incoraggiante. Dopo la prestazione che avevamo avuto nelle qualifiche della Sprint, e anche nelle libere, penso che sia stato un po' un 'overdelivery' rispetto al nostro potenziale. Questo è stato anche grazie al fatto che la vettura ha avuto partenze competitive. Penso che i nostri piloti, insieme agli ingegneri, abbiano fatto un buon lavoro nell'esplorare la power unit. Avete visto quanto questo influisca sul posizionamento alla partenza della gara. Penso che Lando, una volta arrivato in terza posizione, abbia fatto un ottimo lavoro, massimizzando tutto, senza alcun problema. Ha perso tempo solo con Perez alla curva 9, e penso sia importante anche il fatto che quando entri in un ritmo in cui puoi usare il deployment, la power unit, non per lottare ma per fare il tempo sul giro più veloce perché non sei più in una lotta, allora guadagni un po' di passo. E Lando ha fatto un buon lavoro anche da questo punto di vista. Quindi un po' di 'overdelivery', penso. Non mi sarei mai aspettato di finire davanti a una Mercedes come abbiamo fatto, o a una Ferrari, ma penso che per domani sarà un po' più difficile. Quindi rimaniamo realistici. Speriamo che domani il vento sia meno a raffiche. Abbiamo visto oggi che soffriamo in queste condizioni. Ma allo stesso tempo, penso che in qualifica ci siamo classificati come quarti, ma in gara sembriamo avere, forse, un piccolo vantaggio di gestione del degrado gomme sulla Red Bull. E penso anche che sembriamo fare un buon lavoro con la power unit in qualifica, mentre sembriamo più competitivi in gara. Quindi penso che battere la Red Bull sia possibile, probabilmente difficile".