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Un’ottava posizione in griglia che brucia, ma che soprattutto mette a nudo tutti i limiti attuali della McLaren. Al termine delle qualifiche di Silverstone, Oscar Piastri non si nasconde dietro ai soliti cliché. Il volto è quello tirato di chi ha dovuto lottare contro una vettura improvvisamente diventata nemica, nervosa, incapace di trasmettere quella fiducia necessaria per aggredire i curvoni da pelo sullo stomaco del tracciato inglese.
"Abbiamo faticato per tutto il fine settimana con il bilanciamento della vettura", ammette l'australiano con onestà. "E in queste condizioni meteo così mutevoli, le cose sono decisamente peggiorate. Non è certo mancato l'impegno da parte nostra, ma finora è stato un weekend davvero, davvero complicato". Quando gli viene chiesto dove manchi esattamente il passo, la risposta di Oscar è una mazzata: "Ovunque. La macchina è semplicemente molto, molto nervosa. E quando ti trovi in questa situazione in ogni singola curva, specialmente in quelle ad alta velocità, non è per niente confortevole".
Una tensione, quella accumulata in pista, che ha rischiato di toccare il picco massimo nella corsia dei box con Arivd Lindblad nel Q3, per un brivido ravvicinato che Piastri liquida con la solita ironia tagliente: "Ho rischiato il contatto con la Racing Bulls proprio mentre uscivo dal garage. Diciamo che è stato un momento piuttosto eccitante... Ma la macchina era già abbastanza 'eccitante' da guidare in pista, non avevo certo bisogno di altre scariche di adrenalina nella pit lane".
Il distacco dai primi fa male, soprattutto dopo i segnali di crescita mostrati dal team nelle ultime uscite grazie ai pacchetti di aggiornamento. Ma Silverstone, con il suo vento imprevedibile e l'asfalto infido, non fa sconti. "Le condizioni di oggi hanno esposto chiaramente i nostri punti deboli. Quando il grip è buono e la situazione è costante, possiamo giocarcela a ridosso dei primi. Ieri bastava un decimo per essere terzi in griglia. Quando tutto è lineare riusciamo a mascherare i nostri problemi, ma oggi non c'era nessun posto dove nascondersi. Non è una sorpresa totale aver faticato così tanto, anche se il distacco è probabilmente un po' più ampio di quanto ci aspettassimo".
Il quadro clinico della MCL40 tracciato da Piastri fotografa una monoposto ancora troppo "meteoropatica", incapace di reagire quando si esce dalla finestra perfetta di utilizzo. "Sembra che fatichiamo enormemente non appena le cose si fanno un po' più difficili. Lo abbiamo visto in Canada e a Monaco quando le temperature delle gomme erano complicate da gestire. Fatichiamo quando il vento è forte. Quando qualcosa ci porta anche solo leggermente fuori dalla nostra zona di comfort, andiamo in crisi profonda. Questo è attualmente il nostro problema più grande".
E per la gara di domani, le prospettive non lasciano spazio a facili entusiasmi, anche se la Formula 1 ha già dimostrato di saper ribaltare ogni pronostico in pochi chilometri. "Sarà una corsa in salita", conclude Piastri. "La Mercedes è decisamente un passo avanti, così come la Ferrari. Anche se in Austria pensavamo che sarebbero state imprendibili e poi non è andata così. Nella Sprint qui non sono sembrate imbattibili, vedremo cosa riusciremo a fare. Ma sarà dura".