“Non ha senso correre così domani”. Verstappen è una furia a Silverstone: battuto da Hadjar, crolla al 7° posto e attacca la Red Bull e questa F1

“Non ha senso correre così domani”. Verstappen è una furia a Silverstone: battuto da Hadjar, crolla al 7° posto e attacca la Red Bull e questa F1
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Max Verstappen mastica amaro dopo il settimo tempo nelle qualifiche del GP di Silverstone. Il campione del mondo, battuto anche dal compagno Hadjar, accusa pesanti problemi di potenza e lancia un duro atto d'accusa: "Inutile correre domani se la macchina resta questa"
4 luglio 2026

C’è un’ombra che si allunga sul garage di Max Verstappen al termine delle qualifiche di Silverstone, ed è un’ombra che sa di frustrazione profonda, quasi di rassegnazione. Il settimo tempo finale, incastrato dietro alla McLaren di Lando Norris ma soprattutto alle spalle di un sorprendente Isack Hadjar, quinto con l’altra Red Bull, non è solo il verdetto del cronometro: è lo specchio di un feeling mai nato con la monoposto e di una Formula 1 che, secondo il quattro volte campione del mondo, sta smarrendo la sua anima più pura.

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Il weekend inglese, che per Max doveva essere l'occasione del riscatto su una delle piste più epiche del mondiale, si sta trasformando in un calvario. I team radio durante la sessione avevano già tradito il nervosismo del pilota, ma è ai nostri microfoni alla media pen che Verstappen ha scaricato tutta l'amarezza per una situazione che sembra sfuggirgli di mano. "La vettura non andava già ieri e oggi non siamo riusciti a fare passi avanti, è rimasta praticamente la stessa", spiega con lucidità l'olandese. Ma il vero dramma si consuma sui rettilinei. C'è un problema di potenza sulla sua RB22, una carenza avvertita fin dal primo giro: "La macchina è lentissima in rettilineo. Per qualche motivo, dal mio lato del garage siamo giù di potenza fin dal primo passaggio. E quando ti manca potenza su questa pista, passi più tempo sui rettilinei, consumando più batteria. L'effetto è ancora peggiore nell'ultimo settore, dove praticamente fuori dalla curva 15 non c'è potenza". Un deficit macroscopico a cui si somma un bilanciamento deficitario: "Ho sofferto anche di un pessimo bilanciamento, la vettura è semplicemente scollegata".

Verstappen ammette di aver tentato ogni strada possibile durante la qualifica, modificando l'approccio e le traiettorie: "I piloti possono fare la differenza e io ho provato un sacco di cose diverse durante la qualifica, ma il risultato era sempre lo stesso, il problema era chiaro. Questa è una cosa che mi preoccupa per domani: non ha alcun senso correre in questo modo se la macchina resta esattamente la stessa". Il paradosso del parco chiuso gela le speranze, perché intervenire per risolvere il problema significherebbe rinunciare alla quarta fila: "Non puoi risolverlo a meno che tu non intervenga sulla vettura, ma se tocchi la macchina sai benissimo che non potrai partire dalla posizione in cui ti sei qualificato".

Ma oltre al dato puramente tecnico, c'è un malessere più profondo che traspare dalle parole dell'olandese, un rifiuto filosofico verso la gestione dell'energia e la guida di queste monoposto. Silverstone, una delle piste più veloci del calendario, non gli trasmette più alcuna gioia. "Purtroppo per me non c'è stato alcun divertimento. Resta una pista fantastica, so come ci si sentiva a guidare qui prima, ma adesso è diverso. Rallentiamo così tanto prima delle curve che la guida diventa molto meno interessante. È una situazione assurda perché è tutto estremamente sensibile: essere un po' più aggressivi o avere un minimo pattinamento delle ruote può avere un effetto enorme sulla batteria. No, non è una situazione normale". È una Formula 1 "yo-yo", fatta di continui cali e picchi di erogazione, che Verstappen liquida con una battuta tagliente sull'essenza dello sport: "L'apprezzamento di questo spettacolo dipende solo da quanto si comprenda il concetto di corse pure".

In questo scenario cupo, dove la prospettiva di un Gran Premio difensivo si fa concreta sui lunghi rettilinei di Silverstone ("Non sarà molto divertente"), a Max è stato chiesto cosa lo mantenga motivato quando la vettura non asseconda il suo talento. La risposta è un ritorno alla realtà che va oltre la visiera: "La vita. Semplicemente respirare". Il campione è ancora lì, ma la sua Red Bull, per ora, resta a guardare.

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