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La magia di Silverstone si accende nell'anima del suo pubblico, ma dentro l'abitacolo della McLaren numero #1, quella del campione in carica, la realtà ha una consistenza molto più ruvida. Lando Norris artiglia un risultato insperato nella Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna 2026, ma il sorriso sul podio non deve ingannare. Dietro la gioia dei diecimila tifosi della sua tribuna personalizzata si nasconde la fotografia nitida e spietata di una MCL40 che fa fatica, lontana anni luce dal livello espresso da una Mercedes tornata cannibale con Kimi Antonelli e la Ferrari di Lewis Hamilton.
Foto copertina: ANSA
Quando gli si chiede se la vettura lo abbia sorpreso positivamente rispetto alle opache qualifiche del venerdì, Lando risponde con disarmante onestà: "Da nessuna parte. Ho solo fatto un'ottima partenza e un buon primo giro. Non è che abbia dovuto rimontare lottando da dietro a suon di sorpassi; sono semplicemente riuscito a tenere duro da quel momento in poi”. Lo stacco della frizione è stato il vero capolavoro di Norris, capace di scavalcare Max Verstappen e Charles Leclerc nei primi metri. ”La mia partenza è stata eccezionale, ha reso tutto molto più facile. Ma, ad essere onesti, ho combattuto contro la macchina in ogni singola curva. Non è stata affatto una corsa lineare. Sapevo che George Russell sarebbe tornato sotto, specialmente nelle battute finali. Però è stato divertente, ammetto che mi ha sorpreso trovarmi qui oggi".
Nel cuore della gara, la gestione del carburante ha costretto gli uomini di Woking a remare di tattica, ma Norris spegne sul nascere qualsiasi rimpianto legato a una potenziale caccia alla posizione di Hamilton. La distanza tecnica dai leader è un divario che fa male: "Senza il fuel saving sarei stato più vicino a Lewis? No, nessuna possibilità. Non siamo nemmeno su un livello simile a questi ragazzi in termini di puro potenziale della macchina. Ecco perché sono stupito di essere qui: oggi abbiamo battuto un buon numero di vetture che erano decisamente più veloci di noi. Senza quella gestione, semplicemente avrei sofferto meno la pressione di Russell, che mi ha messo alle strette per alcuni giri in cui siamo andati davvero al limite".
Le riserve e lo scetticismo che accompagnavano il debutto delle nuove e tormentate regolamentazioni tecniche 2026 sul tracciato ad alta velocità di Silverstone sembrano parzialmente rientrati. La pista fisica, con il suo carico di forze G e la complessità di asfalti mutevoli, restituisce sensazioni diverse rispetto alle fredde simulazioni digitali della fabbrica: "Credo che Lewis lo abbia detto in modo più gentile di quanto farei io. Sinceramente è stato meglio di quanto mi aspettassi. Al simulatore non percepisci davvero il senso di velocità, finisci per sentire solo i lati negativi di ogni cosa. Anche sul bagnato e in condizioni miste è rimasta una bella sfida, non è una guida piatta o morta. Direi meglio del previsto, e su una pista come questa è un'ottima notizia".
A macchiare il sabato inglese resta però quel messaggio radio lanciato da Lando nel giro di rientro, un "cerchiamo di fare le cose per bene una volta tanto, per favore" che ha il sapore del richiamo all'ordine verso il muretto e la squadra. Norris decide di non scendere nei dettagli macroscopici, ma traccia una linea netta sulle ambizioni interne: "Si tratta solo di alcune cose, non serve approfondire qui. Ma su certi aspetti dovremmo semplicemente fare un lavoro migliore, è abbastanza semplice. Parliamo di dettagli che limitano le nostre prestazioni e il nostro potenziale di conquistare podi e punti pesanti quando ne abbiamo l'occasione. Dobbiamo migliorare come squadra".
Infine, c'è spazio per le schermaglie psicologiche del paddock. A George Russell, che alla vigilia aveva ironizzato sulla volontà di soffiargli una tribuna per i suoi fan l'anno prossimo, Norris risponde con una carezza al veleno: "George può fare quello che vuole. Io penso solo di avere i tifosi più passionali e una fazione di supporto migliore, la mia tribuna era semplicemente più richiesta dal pubblico ed è una cosa fantastica. La verità è che anche nei miei spalti c'è un bel mix di appassionati di tutti i team e di altri piloti, e non ho nulla in contrario. Ma George stia tranquillo: non mi porterà via nessun posto".