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Il tempismo dei campioni ha il profumo della campagna inglese e la precisione di un battito di ciglia. Andrea Kimi Antonelli si prende la Sprint Race di Silverstone con la spavalderia della giovinezza e la lucidità tattica di chi sembra abitare questo paddock da una vita intera. Diciassette giri tirati al limite, dove il talento italiano ha dovuto prima studiare, poi attaccare e infine demolire le difese di una leggenda come Lewis Hamilton. "È stata una gara divertente, vissuta praticamente a tavoletta", ha commentato a caldo un entusiasta Antonelli a fine corsa.
La partenza non era stata perfetta, con Kimi bloccato nel traffico senza lo slancio necessario per infilarsi davanti a tutti alla prima curva: "Ho fatto una buona partenza, ma poi non sono riuscito ad avere lo slancio giusto verso curva 1. Non ero abbastanza affiancato". Ma la forza mentale del pilota italiano si è vista nella capacità di non perdere la calma, restando aggrappato agli scarichi della Ferrari del sette volte campione del mondo. "Sono stato in grado di tenere il passo di Lewis e, una volta entrato in quella fase di sorpasso, ho iniziato a chiudere il divario sempre di più. Ho fatto la mossa e poi, ovviamente, con un po' più di aria libera, ho cercato di allungare. Ma sì, è stata una gara divertente, a tavoletta, e mi sono divertito".
Il momento chiave, quello che rimarrà negli occhi del pubblico di Silverstone, si è consumato con un sorpasso da antologia. Antonelli ha sfruttato una sbavatura di Hamilton all'uscita di curva 4, leggendo lo scenario con una rapidità disarmante. "Ovviamente ho avuto un ottimo spunto fuori da curva 4. Lui è andato un po' largo e penso che abbia usato il boost per difendersi. Io ho semplicemente aspettato, e poi l'ho usato fuori da curva 5. Ho usato tutto quello che avevo e, sì, ho fatto la mossa. La macchina era davvero forte". Una volta presa la leadership, il passo del diciannovenne italiano è diventato insostenibile per chiunque, forte di un bilanciamento perfetto che non richiede correzioni in vista delle qualifiche: "La macchina si è comportata bene durante la gara, anche in termini di degrado, quindi non vorrei cambiare molto. Le qualifiche riguarderanno più il cercare di estrarre qualcosa in più da me stesso. Ma sì, penso che siamo in un'ottima posizione".
Questa Sprint ha rappresentato anche un banco di prova cruciale per le vetture del nuovo regolamento tecnico, tanto criticato alla vigilia da gran parte della griglia per il rischio di vedere trenini di vetture senza spettacolo. Antonelli ha dimostrato sul campo che la differenza la fa ancora l'interpretazione strategica del pilota nell'abitacolo. "È molto simile al solito. Ci sono molte differenze a seconda di come i team distribuiscono la propria energia, di come usano l'energia. Penso che dietro di me stessero erogando di più nella sezione ad alta velocità rispetto a me. Io la stavo distribuendo più all'inizio del giro, quindi dipende molto anche da quello. Ma questo crea opportunità per fare dei sorpassi".
Mentre la porzione di box legata a George Russell attraversa un periodo di evidente appannamento e discontinuità prestazionale – accentuato dal divario cronometrico emerso anche oggi –, Antonelli preferisce indossare i panni del diplomatico, rifiutando di commentare i problemi del compagno di squadra per concentrarsi solo sul proprio percorso di crescita. "In realtà non voglio rispondere a questo. Non mi piace parlare degli altri, a essere onesti. Delle prestazioni degli altri, io mi concentro solo su me stesso. Ma George è molto forte e di sicuro tornerà in forma. Soprattutto in qualifica è sempre un ottimo qualificatore; è sempre in grado di estrarre il massimo. Penso che sia un pilota molto forte. Di sicuro ammiro i suoi momenti. Da parte mia, devo solo continuare a concentrarmi su me stesso".