F1. "Rallenti molto, c'è un calo del motore: è semplice": Max Verstappen svela l'incubo tecnico di Silverstone (e gela le voci di mercato)

F1. "Rallenti molto, c'è un calo del motore: è semplice": Max Verstappen svela l'incubo tecnico di Silverstone (e gela le voci di mercato)
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Max Verstappen svela le pesanti criticità tecniche del GP di Silverstone 2026 tra deficit di potenza elettrica e i dubbi sulle bandiere gialle, blindando la sua posizione dalle sirene di mercato della McLaren
2 luglio 2026

Il fascino di Silverstone risiede da sempre nella sua ferocia. Ma alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna 2026, l'iconico tracciato inglese si presenta ai piloti con una veste inedita e decisamente più complessa. A tracciare il quadro di un fine settimana che si preannuncia tanto affascinante quanto "doloroso" è Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo, reduce dal podio in Austria, non si nasconde dietro ai soliti cliché ed ha ammesso con disarmante franchezza le sfide che attendono la Red Bull e l'intera griglia questo weekend con nuovo regolamento tecnico 

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La gestione dell'energia e delle nuove configurazioni delle monoposto è il fulcro del ragionamento dell’olandese. Il layout di Silverstone, con i suoi curvoni da pieno carico e le pochissime frenate impegnative, mette in crisi i moderni sistemi di recupero. Una criticità che Verstappen spiega senza troppi giri di parole: "A causa di come generiamo molta potenza oggigiorno, questa strategia sfortunatamente, sì, non è adatta, perché con tutti i continui vincoli e gli avanzamenti rapidi, non riesci davvero a ricaricare abbastanza. Non hai abbastanza potenza. Quindi, in molti punti della pista, praticamente rallenti molto e, a causa di ciò, c'è un calo del motore".

Se la passata stagione offriva punti di riferimento diversi, quest'anno la fisica e la tecnologia impongono un approccio differente. "Di sicuro, alcune curve sono completamente diverse rispetto all'anno scorso, per esempio, e questo rende anche molto più facile completare il giro, immagino", ammette l'olandese. Ma la realtà all'interno dell'abitacolo è ben diversa: "Allo stesso tempo è piuttosto doloroso, perché tutti i tuoi input contano ancora di più. E quindi, sì, è molto più emozionante di sicuro". Un livello di concentrazione richiesto che è altissimo, ben lontano dal diventare un automatismo naturale o un'abitudine: "Non lo è affatto. Non lo è affatto. Siamo tutt'altro che vicini. Specialmente su questo layout, saremo lontani da questo. Perché anche in Austria non facevi le cose reali nelle curve. L'anno prossimo la situazione migliorerà un po' con i miei input, ma sfortunatamente, a causa di quello che abbiamo al momento, dobbiamo davvero adattarci come piloti".

Oltre alla pura tecnica di guida, il giovedì di Silverstone si infiamma anche sui temi caldi della direzione gara e della sicurezza, scaturiti dalle recenti polemiche sui comportamenti in regime di bandiera gialla. Come avvunto nel Q3 a Spielberg con la pole conquistata da Russell nonostante l’avviso di dover alzare il piede per la presenza della RB22 di Verstappen insabbiata a curva 9. Carlos Sainz ha recentemente proposto una penalità di tre posizioni in griglia per chiunque provochi una bandiera gialla o doppia gialla in qualifica, strizzando l'occhio a regolamenti già visti in altre categorie dove chi causa un'interruzione perde il proprio tempo. Il pilota Red Bull esprime la sua visione, parzialmente d'accordo ma focalizzata sul vero nocciolo del problema: "Penso che quando qualcuno lo fa deliberatamente, la penalità debba essere ancora più pesante di così. Ma dal mio punto di vista, ovviamente, era fuori dal mio controllo quello che è successo lì. Sì, è un argomento di cui parliamo da molto tempo. In altre serie, penso che quando crei una situazione di gialla o rossa, perdi il tuo giro, per esempio. Quindi sì, è qualcosa da guardare di sicuro, ma questo ancora non risolve ciò che è successo realmente".

Il nodo centrale per il campione olandese non è tanto il comportamento del pilota che segue, quanto la tempestività e la severità delle decisioni della Direzione Gara: "Oltre a questo, le persone stanno ancora, ovviamente, completando il giro, o almeno ci provano. Puoi leggere le regole davvero bene, completi il giro e ti è permesso tenerlo. Ma penso che, prima di tutto, non avrebbe dovuto essere una singola bandiera gialla. Almeno una doppia gialla o una bandiera rossa, prima di tutto. E il pilota poi, ovviamente, ottimizza la situazione attorno ad essa. Penso sia fair play, probabilmente avrei cercato di fare lo stesso. È proprio così che va. Ma non dovrebbe nemmeno essere permesso, o dovrebbe essere impossibile finire il proprio giro in quel modo. Questa è per me la preoccupazione principale in tutto questo". Una gestione che, con le regole attuali, lascia ancora troppe zone grigie: "Ho fatto questa discussione molte volte, in cui sentivo che i piloti dovevano essere piuttosto vicini per giocare su quel limite. E penso che non siamo ancora del tutto a capo di queste cose. Con una singola gialla, quanto devi rallentare. Per una doppia gialla, ad esempio, se alcuni rallentano più di altri, uno si trova bene e l'altro male. È un argomento molto difficile".

Nessuna distrazione, infine, sul fronte mercato. Le voci del paddock che vorrebbero il suo management in contatto con la McLaren vengono liquidate con il classico pragmatismo "alla Max", che non lascia spazio a speculazioni e spegne sul nascere anche i complimenti dei rivali, come Lando Norris che si era detto pronto ad accoglierlo come compagno: "Non ho intenzione di farmi coinvolgere in questo. Ho già detto quello che volevo dire in precedenza. Se c'è qualcosa di nuovo o qualcosa che cambia, lo saprete. Lo verrete a sapere da qualcun altro. Io mi concentro solo sul lavoro che ho con la mia squadra. Siamo sulla via del ritorno, quindi è davvero bello da vedere. Ho avuto un weekend davvero positivo in Austria. Sto solo cercando di migliorare da qui in avanti. So che sta diventando piuttosto dura, c'è molta concorrenza. Ma siamo qui solo per cercare di andare più veloci".

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