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La Formula 1 fa tappa a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, ma in casa Aston Martin l'atmosfera è tutt'altro che festosa. Il team di Silverstone continua a trascinarsi problemi tecnici a ogni appuntamento del calendario, e a dare voce alla frustrazione generale è un Fernando Alonso insolitamente duro e diretto. Lo spagnolo ha analizzato la situazione attuale della monoposto e i limiti del nuovo regolamento tecnico, lanciando un vero e proprio allarme sulla guidabilità e sul futuro dello sport.
Interpellato su come si affrontano oggi curve leggendarie e storicamente spettacolari come Copse e Becketts, Alonso non ha usato giri di parole, definendole ironicamente delle "stazioni di ricarica".
Il problema risiede nella gestione dell'energia e nel fenomeno del D-rate, il taglio della potenza elettrica per rigenerare le batterie, che quest'anno penalizza fortemente i piloti proprio nei tratti guidati. "Quando hai il D-rate in curva, l'esperienza al volante è persino peggiore rispetto a quando avviene alla fine dei rettilinei", ha spiegato il due volte campione del mondo. "La memoria ti ricorda quelle curve come estremamente impegnative, dove sentivi le forze G ed eri fisicamente sollecitato; ora, invece, sono semplicemente molto più lente. Diventa un effetto doppio: perdi velocità sia per la resistenza aerodinamica, sia per la resistenza al rotolamento degli pneumatici mentre sterzi".
Alonso ha poi tracciato un parallelo impietoso con le categorie minori quando l'unità elettrica smette di spingere. "Quest'anno, quando si taglia l'erogazione, abbiamo significativamente meno potenza rispetto all'anno scorso, e persino meno potenza rispetto a una Formula 2. È una bella sfida, ma guardando i dati del simulatore, per i piloti e per gli spettatori è piuttosto triste".
Alonso ha cercato di fare chiarezza anche sulla tabella di marcia del team, che da aprile ha deciso di congelare i piccoli sviluppi per attendere un pacchetto di aggiornamenti corposo, previsto per l'Ungheria. Lo spagnolo, tuttavia, ha voluto smorzare i facili entusiasmi dei tifosi per il prosieguo del 2026.
"Sapevamo che il nostro punto di partenza non era abbastanza buono: ci mancano carico aerodinamico, potenza, affidabilità del cambio ed esperienza. Ai tifosi che vogliono vederci vincere dico che quest'anno, qualunque sia l'aggiornamento, non sarà mai abbastanza. Ci mancherà sempre un pacchetto extra. Progrediremo e vinceremo, ma non quest'anno. Budapest sarà fondamentale solo per capire se abbiamo individuato i punti deboli e preso la direzione giusta per il 2027".
Nonostante i pensieri sul ritiro, la fame di corse di Alonso non accenna a spegnersi. Anche una volta appeso il casco da F1 al chiodo, le sfide per lui saranno solo nel motorsport. "Voglio vincere la Dakar, l'ho detto molte volte, e voglio rimettermi alla prova nelle gare di durata, specialmente se anche Max Verstappenvorrà farlo un giorno". E a chi gli chiede di un possibile approdo nel programma Hypercar di McLaren, lo spagnolo chiude la porta blindando il suo legame con il marchio di Lawrence Stroll. "Non so se Zak Brown abbia il budget! Io preferisco rimanere qui. Se smetto di correre in F1 voglio restare in Aston Martin con un ruolo diverso per mettere a disposizione la mia esperienza di 26 anni nel Circus. E se farò Le Mans, ci sono altissime probabilità che lo faccia prima di tutto con la nostra Valkyrie".