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Alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna, Oliver Bearman ha parlato delle difficoltà tecniche della Haas, del bilancio dopo il difficile weekend di Spielberg e delle complessità legate allo sviluppo della vettura. Il britannico corre la gara di casa che lo scorso anno aveva terminato a un soffio dalla zona punti, ottenendo un undicesimo posto. Le cose in casa Haas però si sono rivelate piuttosto difficili negli ultimi appuntamenti, soprattutto in Austria dove ha espresso diverse difficoltà a trovare il ritmo e dove entrambe le vetture sono state molto lente per tutta la durata della corsa. L’ex pilota della Ferrari Driver Academy non ha nascosto la frustrazione per un verdetto della pista che ha ridimensionato le aspettative del team, definendo l'ultimo weekend un vero e proprio "schiaffo di ritorno alla realtà".
Analizzando il fine settimana in Austria, Bearman ha evidenziato come la mancanza di performance sia stata ancora più dura da digerire rispetto ad altre occasioni. "Rispetto a Barcellona è stato un peccato," ha ammesso Ollie. "Puoi digerire il fatto di essere l'ottava vettura più veloce in un fine settimana in cui sei davvero scontento del bilanciamento e dici: 'Sì, eravamo gli ottavi più veloci, ma non abbiamo ottimizzato tutto'. La scorsa settimana abbiamo ottimizzato tutto ed eravamo comunque l'ottava macchina più veloce; questa è una cosa davvero dura da accettare".
Nessun problema di setup o di esecuzione, dunque, ma un puro deficit prestazionale nei confronti della concorrenza. "Venivamo da Barcellona con un bilanciamento pessimo, ma con un passo gara relativamente competitivo. L'Austria è stata invece un pugno in faccia. La risposta è che siamo stati superati nello sviluppo e sorpassati dai nostri avversari. Non abbiamo portato altrettanta prestazione sulla vettura rispetto a tutti quelli intorno a noi fin dalla prima gara, e questo è stato chiarissimo".
A complicare i piani in vista di Silverstone si è aggiunta una direttiva dell'ultimo minuto da parte della Federazione riguardante l'energia ibrida erogabile, che ha di fatto vanificato le ore di lavoro già svolte al computer. Un cambio di regole in corsa che Bearman definisce logorante. "Passi l'intera sessione a ottimizzare la vettura attorno a una certa quantità di energia erogata, clipping e potenza, e poi ti tolgono il megajoule e ti ritrovi a dover ricominciare da capo. Lo fanno in un momento in cui è impossibile tornare al simulatore a rifare il lavoro, visti i nostri giorni limitati. È dura soprattutto per noi perché non abbiamo la migliore correlazione sul nostro simulatore".
Questa modifica impatterà inevitabilmente anche sul feeling di guida in pista, specialmente nelle curve veloci come Maggotts e Becketts. "Molti dei circuiti con più carattere della generazione precedente ora sembrano privi di gratificazione quando li guidi. Maggotts e Becketts quest'anno sembrano essere una curva sola. Nei tratti precedenti vai così lento perché non hai potenza che in realtà non è nemmeno più una curva".
Il pilota britannico si è detto inoltre contrario al format Sprint per le squadre di centro classifica, spiegando che i pochi punti a disposizione finiscono solo per avvantaggiare i top team. "Date le nostre prestazioni, non mi piacciono i weekend Sprint perché non faremo punti nella Sprint. Sono solo più punti che i nostri avversari possono potenzialmente fare. In gara c'è più possibilità con 10 auto a punti ed è a quello che possiamo puntare. Dopo Spielberg, forse dovremmo chiedere che vadano a punti 15 macchine per avere una chance".
Sul fronte dello sviluppo, Bearman ha gettato acqua sul fuoco riguardo a una pronta risalita, rimandando i correttivi più pesanti a dopo l'estate. "Quest'anno, fino a questa gara, abbiamo portato un solo vero aggiornamento sulla macchina, mentre gli altri hanno fatto molto di più. Siamo molto più limitati nel budget rispetto agli altri. Questo fine settimana avremo un piccolo aggiornamento, ma il pacchetto più grande arriverà solo dopo la pausa estiva".
Nonostante la pillola amara da ingoiare, il giovane talento della Haas guarda al bicchiere mezzo pieno e punta sulla spinta del pubblico di casa per ritrovare la motivazione. "Sono felice di aver fatto quei punti nelle prime gare perché ora abbiamo un po' di margine in classifica, ma vogliamo comunque chiudere il divario. Correre a Silverstone è incredibile, c'è così tanta adrenalina che è persino difficile dormire otto ore. I tifosi ti trasmettono un sacco di energia, sono entusiasta di vedere il supporto che ci daranno".