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La Formula 1 non si ferma e si prepara ad affrontare il secondo appuntamento di questo infuocato double-header europeo. Archiviato il weekend del Red Bull Ring, il Circus sbarca sull’iconico tracciato di Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, vera e propria culla del motorsport. Laddove tutto è iniziato, i piloti sono pronti a darsi battaglia in uno dei circuiti più veloci e tecnici del calendario.
Alla vigilia del weekend inglese, Pierre Gasly ha analizzato le sfide tecniche che attendono la scuderia, senza risparmiare qualche critica all'attuale ciclo regolamentare della Formula 1. "Potrei dire molte cose, ma credo che aspetterò domani per vedere effettivamente come andranno le cose in pista. Sarà una sensazione diversa rispetto a quella a cui siamo abituati su questo tracciato e non credo che le sensazioni saranno migliori rispetto al passato. Ora, quanto sarà diverso, dovremo scoprirlo nei prossimi giorni. Conosciamo i limiti di questo regolamento e penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che non lo terremo per altri 20 anni. Credo sia la classica pista che mette in evidenza i limiti della nostra attuale Power Unit. Alla fine dei conti, questo fine settimana sarà lo stesso per tutti. Dovremo solo farcela, cercare di fare un lavoro migliore degli altri e poi domani scopriremo come va”.
Nonostante una scorsa stagione complicata, il pilota francese sottolinea come l'attuale cambio di passo del team di Enstone sia il frutto di una precisa strategia a lungo termine: la scelta deliberata di bloccare gli sviluppi sulla vecchia monoposto per farsi trovare pronti all'alba del nuovo ciclo tecnico che stiamo vivendo in questo 2026. "L'anno scorso i risultati sono stati ovviamente piuttosto scarsi, ma potevo già vedere un grande cambiamento a porte chiuse fin dall'inizio della stagione. I distacchi erano minimi a causa delle decisioni prese all'inizio dell'anno di non sviluppare la vecchia macchina. La gente all'epoca pensava che stessimo attraversando una crisi, ma nel frattempo venivano implementati molti processi, arrivavano molte persone e c'era un grande focus sul 2026. Le cose stavano andando nella direzione giusta".
"Direi che si tratta della continuità di un percorso iniziato circa 18 mesi fa. Non siamo ancora nella posizione in cui vorremmo essere, ma almeno abbiamo un piano chiaro. Credo davvero che nel team ci siano persone di immenso talento per fare quel salto di qualità di cui abbiamo bisogno. L'inizio dell'anno è stato piuttosto discreto, sia per me che per la squadra, che vuole agganciare il treno di testa. Ma è un passo importante e non avverrà in un paio di settimane: dobbiamo essere pazienti, ma ho piena fiducia nel team”, ha continuato il francese.
Silverstone è famosa anche per la variabilità meteo. Gasly, che ha già avuto modo di testare la vettura sul bagnato proprio sul circuito inglese durante un filming day prestagionale in condizioni estreme, non teme l'arrivo della pioggia, pur riconoscendo le incognite legate agli pneumatici da bagnato della generazione attuale. "Il mio run a Silverstone a inizio anno è stato uno dei più rischiosi che abbia mai fatto su una vettura di Formula 1. Faceva molto freddo, credo 3 o 4 gradi. Ora con l'estate le temperature saranno diverse e voglio credere che le cose andranno decisamente meglio. Tracciati ad altissima velocità come questo o Spa rendono sempre le cose piuttosto complicate sul bagnato. Alla fine della fiera non possiamo fare grandi modifiche all'auto o alle gomme che ci vengono fornite, ma la pioggia resta una condizione in cui mi diverto a guidare. Più le cose sono complicate con queste vetture, più devi saperti trovare a tuo agio in condizioni scomode. Io ho già affrontato gli scenari più estremi, quindi se dovesse piovere non dovrei trovarmi in una brutta posizione".
In conclusione, il francese ha offerto un'interessante panoramica tecnica su come sia cambiato il comportamento delle monoposto attuali rispetto alle generazioni precedenti, evidenziando una dinamica di guida complessa ma comunque stimolante. "Le vetture attuali sono più morbide e progressive nelle reazioni quando tendono a scivolare. Sono 'bestie' molto diverse: sono più leggere, ma abbiamo molto meno carico aerodinamico. Di conseguenza, la frenata sembra piuttosto diversa e avvertiamo meno forza G in curva. In alcuni punti arriviamo a una velocità maggiore, in altri a una velocità molto inferiore. È un cambiamento piuttosto grande. Non voglio parlar male dei regolamenti dicendo se sia meglio o peggio, fa tutto parte dell'apprendimento di queste nuove auto. Quando in curva sei al limite del grip, l'aderenza a disposizione è quella. Dietro al volante hai i due pedali e devi solo andare il più veloce possibile. Le sensazioni sono diverse, ma mi sto ancora divertendo".