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"La fiducia che avevo perso negli ultimi sei mesi del mio precedente team è tornata tutta": Sergio Perez si confessa così alla vigilia del Gran Premio di Silverstone, aprendo una finestra intima sul proprio stato d'animo dopo il difficile weekend in Austria. Il pilota messicano, costretto al ritiro al Red Bull Ring a causa di un surriscaldamento ai freni che ha fermato anche la vettura gemella di Valtteri Bottas, non nasconde l'amarezza per un fine settimana definito senza mezzi termini "molto frustrante per tutta la squadra", arrivato proprio in concomitanza con il debutto di un cospicuo pacchetto di aggiornamenti sulla sua Cadillac. Ma la delusione tecnica non ha scalfito la ritrovata centralità di un pilota di esperienza come lui che si sente finalmente padrone del proprio destino.
"Sono davvero felice e fiducioso. Sento che la fiducia che avevo perso negli ultimi sei mesi nel mio precedente team è tornata tutta.", ha ammesso Checo con una serenità ricordando il suo periodo in Red Bull nel 2024. La chiave di questa metamorfosi risiede nel feeling ritrovato con l'ambiente e con la vettura: "Sentirsi un tutt'uno con la macchina e con la squadra riporta indietro tutta la fiducia e ti fa sapere che puoi esprimerti al meglio". Una confidenza che si traduce in pista in un ritmo gara eccellente e nella proverbiale sensibilità nella gestione delle gomme, una dote che il messicano sente di aver traslato intatta in questa nuova era tecnica: "La qualifica è stata buona, ma penso che sia il passo gara il settore in cui faccio un po' la differenza".
Il fine settimana alle porte si preannuncia, tuttavia, come una sfida monumentale: "il test più grande che stiamo affrontando finora con questi nuovi regolamenti". Silverstone, con i suoi curvoni, metterà a dura prova l'efficienza energetica delle monoposto costringendo i piloti a uno stile di guida quasi controintuitivo. "A volte penso che ci troveremo in una situazione in cui probabilmente andremo più lenti a centro curva, ma alla fine saremo più veloci. Ritardare l'applicazione del gas e fare questo tipo di gioco sarà piuttosto critico da queste parti", ha spiegato Perez, sottolineando quanto la mappatura del motore e i punti scelti per il recupero dell'energia faranno la differenza sul cronometro. Rispetto all'Austria, dove l'impianto frenante è stato messo alla frusta, il tracciato britannico concederà "un po' di respiro" sotto quel punto di vista, essendo uno dei meno esigenti del calendario per i freni, ma i problemi di gioventù della Cadillac restano al centro dei pensieri dei tecnici.
La scuderia sta lavorando a pieno regime per migliorare la comunicazione e la correlazione tra la fabbrica e la pista, un processo fisiologico per un team che si trova ad affrontare le complessità strutturali del motorsport ma che deve fare i conti anche con i limiti imposti dal tetto di spesa. "Dover spendere risorse per risolvere questi problemi non aiuta molto il nostro sviluppo, è sempre un bilanciamento che tutte le squadre devono affrontare", ha ricordato il messicano. Davanti a sé, la Cadillac ha ora un crocevia fondamentale per il proprio futuro: "Siamo in una fase critica in cui penso che i prossimi due o tre mesi saranno decisivi, sia in termini di sviluppo per il prossimo anno che per le idee e le decisioni che la squadra dovrà prendere per il futuro". Una sfida da vivere un giro alla volta, magari con un occhio rivolto oltreoceano alla sfida al Mondiale tra il suo Messico e l'Inghilterra: "Siamo estremamente eccitati, sono solo molto triste di correre domenica e non poter essere all'Azteca, perché sarebbe stato incredibile".