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Sergio Perez è tornato. Dopo un anno lontano dalla Formula 1, conseguenza del licenziamento da Red Bull al termine del 2024, il messicano ha riassaporato il paddock e la pista nella seconda giornata di test prestagionali in Bahrain, completando quest'oggi 42 giri al volante della Cadillac, alla sua prima stagione nella massima serie. A dividersi il lavoro con lui Valtteri Bottas, autore di 67 tornate, in un programma intenso e fondamentale per una squadra totalmente nuova.
Il bilancio di Perez, però, va oltre i numeri. “Nel complesso sta andando bene, stiamo andando nella giusta direzione”, ha spiegato. “Il team ha fatto un buon lavoro nel mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Non è semplice, ma stiamo facendo progressi ed è la cosa principale per noi come nuova squadra”. L’obiettivo non è tanto presentarsi a Melbourne con una posizione definita in griglia, quanto crescere costantemente: “È un po’ irrilevante dove inizieremo in Australia, conta quanto progresso riusciremo a fare nei weekend successivi”.
Il salto regolamentare del 2026 rappresenta una sfida enorme, soprattutto sul fronte power unit. “Dal lato motore è un cambiamento tremendo, è cambiato tantissimo. C’è molto da capire”, ha ammesso. La gestione dell’energia è diventata centrale e, per certi versi, spiazzante: “È probabilmente il più grande cambiamento regolamentare della mia carriera. È molto difficile capire cosa stia succedendo con energia e deploy. La power unit entra in gioco molto più che in passato, e non è l’ideale”.
Parole che si inseriscono nel solco delle critiche già espresse da altri piloti come il suo ex compagno di squadra Max Verstappen. Perez non si spinge a bocciare il nuovo corso, ma ammette che la sensazione è radicalmente diversa: “Questa Formula 1 è estremamente diversa da quella a cui ero abituato”. Sullo spettacolo preferisce sospendere il giudizio: “Il divertimento per me è la gara. Al momento non so come si correrà. Sembra che sorpassare possa essere più complicato, con tutta la gestione dell’energia. Non voglio saltare a conclusioni, ma potrebbe sembrare un po’ Formula E. Aspettiamo e vediamo”.
Le prime gare, secondo lui, potrebbero essere anche caotiche: “Specialmente all’inizio, quando tutti dovranno capire le proprie power unit, la gestione, quando usare l’overtake, quanta energia si consuma. È tutto molto complicato”. Sul piano strettamente tecnico, la giornata in Bahrain è stata più produttiva rispetto alle precedenti uscite. “È stata una giornata migliore, stiamo ottenendo il massimo dalla macchina. C’è ancora del lavoro da fare, ma speriamo di migliorare nelle prossime settimane”. La priorità assoluta resta l’energia: “Al momento ogni giro è diverso, c’è una variazione tra mezzo secondo e un secondo. Dobbiamo capire perché succede, lavorare sulla gestione, fare più partenze e procedure. E poi esplorare di più la vettura, perché finora non abbiamo potuto fare molto lavoro di set-up”.
Perez ha sottolineato anche come ogni power unit e cambio abbiano caratteristiche differenti nel paddock: “Vedi piloti usare marce molto basse, altri che non possono farlo o che hanno un modo diverso di recuperare energia. Stiamo cercando di mettere insieme tutte queste informazioni sul lato motore ed energia”. Sui presunti benchmark, come la Red Bull indicata da molti - Toto Wolff in primis - come riferimento nella gestione dell’energia, Checo resta prudente: “È molto presto per dirlo. È difficile sapere cosa stiano facendo gli altri”.
Infine, il lato umano. Tornare dopo un anno di stop non è stato traumatico: “È bello rivedere tante facce familiari. Sembra che nulla sia cambiato nel paddock, sono sempre le stesse persone. Io sono solo un po’ più avanti nel mio percorso. Sono felice di essere tornato”. Ha già incrociato alcuni dei suoi ex ingegneri Red Bull: “Non ho visto tutto il team, ma molti di loro sì. È stato bello”. Cadillac, dal canto suo, sta reagendo bene alla pressione di un debutto storico. “Stanno affrontando la situazione nel modo giusto. Si stanno facendo molti progressi. Dobbiamo continuare così, è la cosa più importante”.