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Non pensavamo di vivere in una linea temporale in cui il modo di fare e il pensiero di Max Verstappen e Lance Stroll potessero incontrarsi, eppure eccoci qui. Benvenuti nella Formula 1 che scontenta sia il grande campione che il figlio d’arte, anche se per motivi completamente diversi. Sono stati loro a dare la scossa maggiore nella seconda giornata dei test prestagionali 2026 in Bahrain, asserendo che la livrea è l’unica cosa che preferiscono delle loro monoposto. Questo, però, per motivi diametralmente opposti.
Il problema di Verstappen è indubbiamente di natura concettuale. Sul banco degli imputati non c’è la RB22, ma il regolamento tecnico da cui è nata. L’ha definita una Formula E sotto steroidi, la Formula 1 di oggi. Un cortocircuito, questo, che il quattro volte campione del mondo trova evidentemente insensato. Un ibrido figurativo e di fatto che non lo convince minimamente. “Se avessi deciso io il regolamento, sarebbe stato molto diverso”, ha spiegato prima di riflettere sul fatto che se dovesse correre la 24 Ore del Nürburgring almeno potrebbe spingere al massimo.
Verstappen certe dichiarazioni può permettersele, e non ha certamente paura di dire la sua su un regolamento tecnico con cui i piloti stanno ancora prendendo le misure, con lo spettro della gestione dell’energia a distorcere le loro percezioni. Altri piloti sono stati più misurati, ma da Max, pilota di vecchio stampo da tanti punti di vista, ci si potevano aspettare giudizi molto tranchant. E mentre il resto dello schieramento, per politica o per vero stupore, sottolinea la bontà della power unit di cui è equipaggiata la sua Red Bull, Verstappen esce ancora una volta dagli schemi.
Pure Stroll salva solo la livrea della sua monoposto, ma per motivazioni molto diverse. La Aston Martin AMR26 è una vettura che dal suo punto di vista è manchevole non solo sul fronte della power unit, ma anche della parte aerodinamica e telaistica. Le parole di Stroll sembrano confermare le voci che stanno serpeggiando nel paddock sulle difficoltà della scuderia di Silverstone. E viene da chiedersi se non si sia cercato di volare troppo vicino al sole, con un progetto aerodinamicamente audace e un motore in “esclusiva” che non può sfruttare i dati di scuderie clienti.
È presto per parlare di un fallimento, ovviamente. Ma che Stroll, notoriamente laconico, si sia lasciato andare a dichiarazioni pepate – ha persino detto che l’unica cosa che salva dei test in Bahrain finora è il meteo – dimostra che qualcosa non va davvero in casa Aston Martin. Il distacco abissale nella classifica dei tempi accusato da Alonso – quattro secondi e mezzo – sarà pure esagerato dalle circostanze, ma non è un buon segno, come ha riconosciuto un pepatissimo Stroll, accesosi all’improvviso quando meno ce lo si aspettava.
La seconda giornata dei test prestagionali in Bahrain si è conclusa con il miglior tempo di Charles Leclerc, il che, come sappiamo, lascia il tempo che trova. È invece buono il chilometraggio macinato con la SF-26, così come lo è quello della Haas motorizzata Ferrari di Ollie Bearman. Oggi Alex Albon si è lasciato andare a un commento sulla Ferrari che invita alla riflessione. A suo avviso, la Rossa starebbe sacrificando la performance a favore della guidabilità. Ma è ancora tutta un’incognita, come è inevitabile che sia quando ogni team porta avanti il suo percorso verso Melbourne con diverse modalità di scoperta di queste monoposto.
Viste le bordate arrivate da Verstappen e una generale aura di scetticismo, verrebbe da chiedersi se ci sia qualcuno di soddisfatto. La risposta è sì. Lando Norris, presentatosi davanti alla stampa presente in pista, ha sfoggiato il sorriso delle grandi occasioni per dirci che lui si diverte molto con queste vetture così diverse. Che sia l’euforia da novello campione del mondo o meno non è dato sapere. Quello che è certo è che il pilota più talentuoso – e se vogliamo rappresentativo – della F1 di oggi non è per nulla soddisfatto della piega che ha preso la categoria con queste normative cervellotiche, forse quasi innaturali per chi istintivamente non vuole fare altro che testare i limiri delle monoposto. E in fondo anche i propri.