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Vent'anni d’amore, di curve affrontate con il cuore in gola e di un legame viscerale con la marea britannica. "Siamo forti di vent'anni insieme, quindi è un legame decisamente profondo. Credo sia il mio ventesimo anno qui, no? Qualcuno me lo ha ricordato. È qualcosa che si è costruito per un lungo, lungo tempo". Ma questa volta è diverso. Questa volta, per il secondo anno consecutivo, Lewis Hamilton si presenta ai cancelli di Silverstone vestito di rosso. Un impatto visivo che fa ancora un certo effetto, un vero e proprio "momento da darci i pizzicotti da soli", come lo definisce lo stesso sette volte campione del mondo: "Ricordo quando guardavo Michael Schumacher gareggiare qui da casa, mentre crescevo... Mi do ancora i pizzicotti quando esco dal garage, faccio il giro della pista e vedo la folla che lo sosteneva. Non avrei mai pensato che avrei avuto la possibilità di guidare per la Ferrari, quindi è ancora più speciale".
Foto copertina: ANSA
Oggi, alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna 2026, Lewis è l'idolo di casa che cerca la decima sinfonia sul tracciato del Northamptonshire, nel bel mezzo di un'estate sportiva caldissima per l'Inghilterra tra la Formula 1 e i Mondiali di calcio: "Questo weekend avremo la folla più grande che abbiamo mai avuto, ed è un tale privilegio per noi britannici essere qui a rappresentare il Paese, soprattutto nel culmine di questo grande momento sportivo". Eppure, la rincorsa mondiale a Kimi Antonelli e alla sua straripante Mercedes somiglia a un'impresa titanica. Quando gli si chiede cosa serva personalmente per considerare questo come un anno da titolo, Hamilton si lascia andare a una risata delle sue, scanzonata e maliziosa, lanciando una battuta che ha subito infiammato il paddock: "Penso che, a meno che io non vada nel garage Mercedes a svitare i bulloni delle loro macchine... La Mercedes è un team fenomenale, li vedete performare a un livello così incredibile ed è bellissimo quando una squadra è in totale sinergia. Quello che hanno portato e fatto quest'anno è colossale, e penso che servirà uno sforzo immane per chiunque per andarli a riprendere. Ora avete visto anche la Red Bull fare un passo avanti, Max sarà senza dubbio un grande contendente".
La realtà con cui la Ferrari deve fare i conti a Silverstone, però, non è solo legata agli avversari, ma anche alle caratteristiche tecniche del tracciato. Dopo il bagno di realtà dell'Austria ("Nelle scorse gare avevamo avuto grandi prestazioni, ma il fatto è che in gara perdiamo parecchio tempo: credo siano circa quattro decimi al giro persi in rettilineo, ed è difficile recuperarli nelle curve"), le curve veloci inglesi spaventano i piloti per la gestione della potenza elettrica con i regolamenti correnti. "Non è che io non sia fiducioso, ma il fatto è che ci sono lunghi rettilinei. Penso che questo sarà il weekend più senza precedenti in termini di power deployment. Tutti noi piloti ne stavamo parlando proprio nella nostra chat, di quanto sarà scarsa la potenza su questa pista. Finiremo l'energia della batteria, ci sono solo poche curve per ricaricare il motore, quindi l'ibrido rimarrà spento per una gran parte del giro. Ed è lì che probabilmente faticheremo di più, e il deficit sarà due volte più grande".
Una sfida quasi contro la fisica, che cambierà radicalmente il modo di affrontare i passaggi più iconici e amati del mondiale. "Onestamente penso che l'impatto sarà enorme. Se guardi le tracce di velocità, iniziamo a perdere il deployment entrando alla Copse. Normalmente lì i motori urlano mentre entri e ti aggrappi alla macchina per non volare via, a tavoletta. Quest'anno il motore calerà di giri. Molto probabilmente dovremo scalare dalla settima alla ottava marcia mentre siamo a pieno gas, cercando di mantenere i giri del motore più alti. Anche a Maggots e Becketts non sembrerà lo stesso, perché penso che bisognerà fare del lift and coast o qualcosa del genere per un periodo di tempo. Quindi è una pista completamente diversa. Le parti migliori del tracciato sono proprio quelle, la Copse, Stowe, Maggots e Becketts, e in quei punti la potenza crollerà. Spero sia qualcosa che possano correggere per il prossimo anno".
Nonostante i limiti tecnici legati all'efficienza della PU in rettilineo, l'aria di casa e la spinta dei tifosi restano la benzina di Lewis: "Nigel Mansell lo ha detto nel modo migliore: sulla tua terra natale ottieni quel briciolo di velocità in più che ti arriva dall'energia dei fan, quindi spero che questo ci spinga e ci aiuti a chiudere il gap con i ragazzi che sono davanti". Gli ingegneri di Maranello lo stanno coccolando, chiedendogli ogni segreto su come vincere a Silverstone, sfruttando la sua esperienza enciclopedica sul circuito: "I miei ingegneri sì, mi hanno chiesto: 'Come hai fatto, cosa facevi? Come regoli normalmente la vettura?'. Quindi spero di averli indirizzati nella retta via. Ma domani avremo solo una sessione di prove libere, quindi sarà sicuramente una sfida continua".
Hamilton, dal canto suo, si gode una ritrovata serenità e una leadership tecnica in Ferrari che lo scorso anno faticava a imporsi: "La macchina di quest'anno l'ho sviluppata io, chiedendo elementi precisi che ho testato al simulatore. Finalmente ho i freni che volevo, il che ha richiesto una grande spinta. Ci sono stati cambiamenti ingegneristici nel mio team personale, riaggiustando il modo in cui si connettono con la squadra e riallineando me stesso con le alte cariche dell'organizzazione, per assicurarci di essere sulla stessa scia e di essere alleati piuttosto che nemici. L'anno scorso, quando ogni weekend era difficile, la gente tendeva ad ascoltarti meno. Perché dovrebbero ascoltarti quando hai quei risultati? Quindi ci è voluto molto tempo per costruire quella fiducia. Penso che ora quella fiducia ci sia, le cose che chiedo vengono fatte, ed è una strada a doppio senso. La collaborazione finalmente c'è".
E sulla competitività pura della rossa e sulle novità tecniche portate a ripetizione, Lewis rivendica con orgoglio il ruolo del Cavallino: "Essere tornati davanti rispetto a dove eravamo l'anno scorso è una svolta notevole per noi come squadra. Sono molto, molto orgoglioso di tutti. Ogni weekend portiamo pezzi nuovi, evolviamo costantemente. L'anno scorso mi chiedevo spesso: 'Dove sono le innovazioni? Dovremmo essere i leader'. La Ferrari è la squadra più grande e di maggior successo in questo sport, dovrebbe essere il team che tutti seguono. Tutti dovrebbero guardare la nostra macchina e pensare 'dobbiamo fare lo stesso', e lo abbiamo visto quest'anno ad esempio con l'ala posteriore o l'elemento dello scarico che ora tutte le altre squadre hanno copiato. Come team dobbiamo solo continuare a credere, rimanere calmi e continuare a lavorare. Dobbiamo estrarre tutto ciò che possiamo da ogni fine settimana, e se possibile anche un briciolo in più rispetto a quanto consentito dalle prestazioni. Ci saranno piste in cui la situazione si neutralizzerà un po' come Budapest, che non ha lunghi rettilinei... Ad essere onesti abbiamo bisogno di più circuiti di quel tipo. Kimi è lontano, ci sono ancora molti punti in palio e ne ha guadagnati altri nell'ultima gara, ecco perché ho detto che è stato un buon bagno di realtà. Ma non è finita finché non è finita".