F1. Fattore campo, ma non solo: ecco i segreti dell’exploit di Lewis Hamilton nella sprint qualifying di Silverstone

F1. Fattore campo, ma non solo: ecco i segreti dell’exploit di Lewis Hamilton nella sprint qualifying di Silverstone
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  • Inviata a Silverstone, Regno Unito
Lewis Hamilton a Silverstone ha saputo fare la differenza anche nei suoi momenti più bui. Ma dietro la sua pole position nella sprint qualifying del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 di Formula 1 c'è anche altro
3 luglio 2026

Lewis Hamilton conosce come le sue tasche la pista di Silverstone, che ha saputo trasformare un’altra volta nel suo territorio di caccia ideale, prendendosi la pole nella sprint qualifying del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 di Formula 1. Che il fattore campo per il sette volte campione del mondo sia molto impattante lo si è capito bene lo scorso anno, quando sfiorò la partenza al palo con una vettura che normalmente non sapeva prendere per il verso giusto. La musica, con il nuovo regolamento tecnico e una monoposto nel cui DNA c’è molto del suo intuito, è cambiata, e con lei la posta in gioco.

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Sono stati solo 11 i millesimi a separare Hamilton da Andrea Kimi Antonelli, che a differenza dell’inglese non ha un grande feeling con la pista di Silverstone. Ieri ci ha spiegato di aver lavorato con grande solerzia al simulatore per cercare di modulare lo sterzo con meno aggressività, in modo tale da interpretare al meglio le curve veloci che questo regolamento tecnico in un certo senso va a castrare. È con questo sforzo che Antonelli si è messo alle spalle – e non di poco – il compagno di squadra, George Russell, che qui gioca in casa.

Russell si ritrova quinto, a tre decimi abbondanti da Antonelli, su un tracciato in cui avrebbe dovuto fare la differenza. Ma la verità è che le monoposto 2026 non si sposano bene con lo stile di guida di Russell, che continua a lamentarsi della mancanza di grip sul giro secco. Le vetture del nuovo ciclo tecnico generano meno deportanza, e Russell è un pilota che ha dei limiti nelle condizioni di bassa aderenza. È questo il motivo per cui non riesce a essere incisivo come lo è invece Antonelli. E senza bandiere gialle, in questo caso non c’è stata partita.

Non sorride nemmeno Charles Leclerc, che accusa un deficit da Hamilton simile a quello che separa Antonelli e Russell. Leclerc paga lo scotto della sua confusione, nel contesto di un regolamento tecnico che penalizza il suo istinto e lo manda nel pallone sull’assetto e sul mantenimento delle gomme nella corretta finestra di utilizzo. E mentre Hamilton si è involato verso la partenza al palo, Leclerc si è dovuto accontentare della seconda fila con una Ferrari che ha stupito per efficacia.

Viste le difficoltà della Rossa nell’erogazione dell’energia, ci si attendeva una SF-26 deficitaria a Silverstone, una delle piste peggiori da interpretare con il nuovo regolamento tecnico. Sicuramente i problemi di surriscaldamento legati al turbo piccolo in quota in Austria qui non sussistono. Ma la sensazione è che, oltre a una discreta compensazione con l’aerodinamica, la Ferrari possa aver preparato meglio le modalità di gestione dell’energia rispetto alla Mercedes. Non sarebbe la prima volta che la scuderia di Brackley stecca in questo senso: era già successo a Miami, sempre con il format della Sprint.

A complicare le cose ha pensato anche un altro fattore. La FIA è intervenuta in corsa, andando a modificare i megajoule ricaricabili in qualifica quando i piloti avevano già lavorato al simulatore con i valori precedenti. Non è un fattore da poco di cui tenere conto. C’è chi, approfittando della vicinanza della propria fabbrica a Silverstone, ieri ha lavorato fino a tardi col simulatore per compensare. È la diretta conseguenza di un regolamento tecnico che finisce per togliere personalità a un tracciato iconico.

A fare azione di disturbo tra Ferrari e Mercedes ha pensato Max Verstappen. Trovare il giusto assetto con un pacchetto di aggiornamenti massiccio appena adottato, per quanto efficace sia, non è semplice. Ma la Red Bull ha saputo compiere ancora una volta un bel salto tra libere e qualifiche. Ed è incoraggiante la prestazione di Isack Hadjar, sì ottavo, ma a poco più di un decimo da Max. Merito delle ottime qualità di Hadjar come qualificatore, ma anche del fatto che Verstappen con questo regolamento tecnico non riesce a creare una differenza abissale rispetto al compagno di squadra.

Vicine a Leclerc e Russell sono le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, che per pochi millesimi non sono riusciti nell’assalto alla seconda fila, con un brivido ulteriore per Norris visto il lungo intervento ai box nella SQ2. Sono ravvicinati, i valori in campo in una Silverstone che avrà perso il suo mordente, ma che resta il posto sicuro di Lewis Hamilton. Il tracciato su cui non si è mai perso, nemmeno nel periodo più buio della sua carriera. Chissà se lo immaginava, un anno fa, quello che è possibile oggi.

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