F1. "Non siamo dei bambini, il Mondiale non è un gioco": Vasseur gela tutti dopo il trionfo Ferrari a Silverstone

F1. "Non siamo dei bambini, il Mondiale non è un gioco": Vasseur gela tutti dopo il trionfo Ferrari a Silverstone
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Dopo la straordinaria vittoria di Leclerc e il podio di Hamilton a Silverstone, Frédéric Vasseur spegne i facili entusiasmi sulla lotta iridata: "Una settimana siamo fenomenti e quella dopo nullità. Piedi per terra, la Mercedes ha ancora un vantaggio"
5 luglio 2026

Il vento di Silverstone pulisce la linea dell’orizzonte, ma non spazza via i dubbi. C’è voluto il fascino crudo e velocissimo del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 per ridare alla Ferrari l’ossigeno che mancava dai giorni felici di Barcellona. Ma la spirale negativa, un tunnel di sguardi bassi, di Charles Leclerc, durava da molto prima, da Monaco. Il trionfo oggi del monegasco e il terzo posto di Lewis Hamilton, riportano il sereno su Maranello. Eppure, nel retrobox della Scuderia, Frédéric Vasseur mantiene pragmatismo, refrattario alle facili euforie come ai catastrofismi.

Foto copertina: ANSA

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"La vittoria di oggi è la miglior spinta possibile per la fiducia di Charles", esordisce il Team Principal francese ai nostri microfoni, consapevole del peso specifico di questo successo. "Nelle ultime gare abbiamo dovuto riadattare l’assetto ogni volta a causa di alcune modifiche, come quella ai freni di qualche Gran Premio fa. Ma non era una questione di pura performance, i dati dicevano che c’eravamo. Era una questione di fiducia. Ogni piccolo passo di setup magari non stravolge il tempo sul giro, ma dà al pilota la sicurezza per spingere di più. E sul passo gara questo è cruciale. Oggi Charles è stato incredibilmente costante”. Una costanza che ha premiato le scelte del muretto, compresa la gestione strategica nei confronti dei rivali della Mercedes: "La decisione di richiamare Charles quando era a tre secondi da Kimi Antonelli? È stata puramente una questione di gestione del traffico, stavamo riprendendo le vetture davanti. Abbiamo fatto la mossa giusta al momento giusto”. 

Se il garage di Leclerc festeggia la rinascita, quello di Lewis Hamilton racconta una domenica di pura resilienza. Il britannico è salito sul podio di casa nonostante una penalità di cinque secondi per falsa partenza e il caos provocato dalla direzione gara, che ha trattenuto in pista la Safety Car rovinando i piani strategici della Rossa. Vasseur, tuttavia, difende a spada tratta il suo campione dalle accuse di aver commesso troppi errori: "Dire che Lewis ha fatto molti errori mi sembra un po' severo. I sensori dicono che la vettura non si è mossa sulla griglia. Poi è vero che dal video si nota il bollino delle gomme muoversi di appena 42 millimetri, ma non spetta a me giudicare. Trovo che sia una decisione dura quando i sensori non rilevano movimento. In ogni caso, il feeling tra Lewis e la squadra cresce: lavoriamo insieme su questo progetto da un anno, ci conosciamo meglio e la macchina è migliore rispetto al passato. È un lavoro di mattoncino dopo mattoncino".

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Vasseur spegne anche sul nascere le polemiche su una presunta penalità sfiorata da Hamilton per non aver rallentato a sufficienza sotto bandiera gialla, causata dallo stop dell’Audi di Hulkenberg: "Lewis non ha colpe, la decisione di farlo transitare in quel modo era legata a una situazione d'emergenza, non c'è stato alcun errore da parte sua". Anche sulla scelta di pittare durante la neutralizzazione, il manager difende l'operato del muretto: "Siamo rimasti sorpresi che la Safety Car sia rimasta in pista così a lungo, ci aspettavamo un restart immediato. Ma se non ci fossimo fermati noi, lo avrebbe fatto Russell. Lui avrebbe avuto gomme nuove e noi le hard usate, avremmo rischiato di perdere la gara. Se dovessi rifare quella scelta adesso, la rifarei in un secondo".

Silverstone fotografa una Ferrari solida, capace di ottimizzare ogni singola opportunità su un tracciato che alla vigilia spaventava gli ingegneri per una cronica carenza di velocità in rettilineo. "Abbiamo ancora un deficit di performance, lo sappiamo", ammette Vasseur con totale onestà. "Non abbiamo cambiato tutto da ieri a oggi. Siamo andati passo dopo passo durante il weekend ed è il massimo che potessimo fare. Su questa pista abbiamo trovato condizioni di vento diverse dal solito e caratteristiche uniche. Ma non c'è nulla di magico, non si guadagnano cinque o sei decimi in un colpo solo. È la somma di piccoli guadagni in ogni area a fare la differenza".

Con Hamilton ora a soli 32 punti dalla vetta del mondiale, la tentazione di parlare di titolo è forte per tutti, ma non per il muretto di Maranello. Vasseur rifiuta le montagne russe emotive della Formula 1 con un sorriso ironico. "La lotta per il campionato? Dopo Barcellona si diceva che la Ferrari fosse tornata in corsa, e io ho detto no. La settimana successiva mi avete detto che eravamo finiti, e ho detto no, siamo in prima fila. Domani mattina a Maranello avremo lo stesso identico approccio. Direi ai ragazzi: abbiamo fatto un buon weekend, ora concentriamoci su Spa. Non siamo dei bambini. Non passiamo dall'essere nullità a essere fenomeni. La Mercedes ha ancora un piccolo vantaggio in termini di performance pura, soprattutto sul giro singolo, mentre sulla lunga distanza per noi è un po' più facile gestire la strategia. Ma la tra due settimane a Spa sarà un'altra sfida. Dobbiamo resettare e ripartire da zero".

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