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Un weekend per stringere i denti, un pacchetto di aggiornamenti da valutare con estrema cautela e la voglia di ritrovare quell'armonia perfetta tra pilota e macchina prima di staccare la spina per la pausa estiva. Lando Norris si appresta ad affrontare il Gran Premio d'Ungheria con un atteggiamento altamente pragmatico, consapevole che l'Hungaroring rappresenta l'ultimo banco di prova prima delle tre settimane di stop forzato.
A Woking hanno lavorato a pieno ritmo per portare a Budapest una serie di modifiche sostanziali: un fondo completamente riprogettato per stabilizzare il carico aerodinamico nelle curve a media velocità e un'ala posteriore ad alto carico chiaramente ispirata alla soluzione "Macarena" introdotta dalla Ferrari, Nonostante le novità visive sulla MCL40, l'inglese preferisce mantenere i piedi per terra. “Vogliamo essere ottimisti e fiduciosi, sperando che possa risolvere alcuni dei problemi con cui stiamo lottando e che ci stanno limitando”, ha spiegato Norris. Nessun proclamo trionfalistico, semmai la sana prudenza di chi ha già visto sviluppi non mantenere del tutto le promesse: “Ci sono stati alcuni aggiornamenti quest'anno che forse non hanno funzionato esattamente come speravamo, quindi siamo solo un po' più cauti nell'aspettare di vedere se funzionerà esattamente come ci aspettiamo. Se così fosse, penso che ci darebbe sicuramente una buona spinta e una bella dose di prestazioni. È una pista dove in passato abbiamo fatto bene, spero che questa combinazione funzioni con questa vettura”.
Non c'è spazio per le frustrazioni nei pensieri del campione in carica, nemmeno quando il discorso scivola sulla corsa al titolo mondiale e sui punti da recuperare dalla vetta. “Rientrare di 100 punti da dove sono ora sarà davvero dura. Sono più il tipo di persona che vive nel presente e guarda al futuro. Onestamente, sento di aver guidato meglio in questa prima metà di stagione rispetto allo stesso punto dell'anno scorso. Dal punto di vista del lavoro che sto facendo su me stesso, sono molto, molto felice. Certo, vorrei ricevere più ricompense da questo, ma credo ancora che possiamo ottenere buoni risultati quest'anno. Devo essere paziente, il che non è mai facile nel mondo della Formula 1”.
A complicare il quadro generale ci si mette anche una gestione tecnica e regolamentare sempre più cervellotica, tra logiche di deployment della batteria che talvolta generano comportamenti imprevedibili alla riapertura del gas e interventi continui della FIA a weekend in corso. Un contesto complicato al quale Norris è ormai abituato a fare fronte fin dai suoi primi passi nel Circus: “Ho dovuto cambiare il mio stile di guida ogni singolo anno della mia vita. Per me, il mio stile di guida funzionava nel 2018, quando ho fatto il mio anno di test. Più esperienza hai in Formula 1, meglio dovresti fare; se non sei pronto ad adattarti a una macchina diversa, non sei a un livello abbastanza buono. È il nostro lavoro, siamo pagati cifre enormi per guidare qualsiasi macchina ci venga data, che sia buona, brutta, facile o difficile”.
Sul tecnico e sinuoso tracciato ungherese, dove le velocità d'ingresso in curve come la 4 e la 11 saranno più alte della passata stagione pur con un grip inferiore, il nuovo fondo e l'ala posteriore saranno messi a dura prova, offrendo però la cornice ideale per far emergere il talento puro. “Ci sono alcune regole ridicole a volte che semplicemente non hanno senso, ma su una pista come questa penso che un pilota possa fare la differenza. In effetti, le velocità di percorrenza alla 4 e alla 11 saranno più alte della scorsa stagione con meno grip, quindi è quasi l'opposto: è un'opportunità per fare di più la differenza come buon pilota”.