WEC. "Era la nostra giornata": clamoroso trionfo Ferrari alla 6 Ore di Austin a 10 minuti dalla fine!

WEC. "Era la nostra giornata": clamoroso trionfo Ferrari alla 6 Ore di Austin a 10 minuti dalla fine!
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Colpo di scena finale alla 6 Ore di Austin: il ritiro della Toyota regala alla Ferrari #50 la prima vittoria del 2026. Le parole di Fuoco, Nielsen, Molina, Pier Guidi, Coletta e Cannizzo
7 settembre 2026

Ispirazione, strategia raffinata e un pizzico di crudele destino firmato dal motorsport. La Ferrari firma la sua prima vittoria della stagione 2026 nel WEC con una prestazione impeccabile alla 6 Ore di Austin, ponendo fine al digiuno più lungo della sua storia nel Mondiale Endurance proprio su quel tracciato del COTA dove negli ultimi due anni si era dovuta accontentare dei gradini più bassi del podio. A spingere la Hypercar numero 50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina sul gradino più alto non è stata soltanto la velocità pura, ma la pazienza, la lucidità tattica e la fame di riscatto di tre piloti capaci di non commettere la minima sbavatura di fronte a quasi 70.000 spettatori.

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Il sole cocente del Texas e gli scrosci di pioggia improvvisi hanno incorniciato un duello tiratissimo durato per quasi tutte le sei ore di gara. Per la maggior parte del tempo, la scena è stata dominata dalla Toyota numero 7, spinta da uno straordinario Nyck de Vries insieme a Kamui Kobayashi e Mike Conway. Il costruttore giapponese sembrava finalmente pronto a sfatare il tabù di Austin, uno dei quattro soli tracciati nella storia del WEC in cui non era mai riuscito a trionfare. Ma la Dea Bendata del motorsport ha deciso di cambiare la sceneggiatura a soli 11 minuti dalla bandiera a scacchi: quando de Vries guidava la gara con sei secondi di margine sulla Rossa ed era proiettato verso il successo, un guasto idraulico ha fermato la sua marcia, costringendolo a un amaro e drammatico ritiro.

L'opportunità era lì, pronta per essere colta, ma il successo della Ferrari nasce da lontano, da una scelta tattica coraggiosa. Nelle battute iniziali, Miguel Molina si è reso protagonista di un avvio grintoso risalendo dalla quinta alla terza posizione, sopravvivendo anche a un contatto con la Genesis di André Lotterer, prima di rientrare ai box anticipatamente dopo soli 50 minuti per sfalsare la strategia di gara. Una mossa perfetta che ha catapultato la numero 50 nelle posizioni di vertice. In una gara frammentata da due periodi di Safety Car e tre Full Course Yellow, Molina, Fuoco e Nielsen hanno spinto con il coltello tra i denti. "Oggi la strategia è stata veramente difficile da gestire, ma tutta la squadra ha fatto un grande lavoro e siamo stati premiati", ha spiegato un felicissimo Antonio Fuoco. "Abbiamo spinto dall’inizio alla fine, anche se a un certo punto sembrava che la corsa si stesse davvero complicando. Aspettavamo di tornare sul gradino più alto del podio da un po’ di tempo e finalmente ci siamo riusciti".

Nel finale, Nielsen ha dapprima superato l'Alpine di Charles Milesi nel traffico per agguantare la seconda piazza, per poi ereditare la testa della corsa quando la Toyota è finita KO. "È stata una gara davvero imprevedibile che alla fine siamo riusciti a vincere sfruttando le potenzialità della nostra vettura e un ottimo lavoro in termini di strategia e gestione delle gomme", ha commentato Nicklas Nielsen. Gli fa eco Miguel Molina, sottolineando il valore collettivo dell'impresa: "Lasciamo l’America con la prima vittoria stagionale della 499P, un ottimo risultato per il nostro equipaggio e per la Ferrari, raggiunto grazie a un lavoro perfetto come squadra. I punti ottenuti saranno importanti per il Mondiale Costruttori. Ora guardiamo alle prossime tre gare con fiducia e convinzione nei nostri mezzi".

Se la numero 50 festeggia, per la gemella numero 51 guidata da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi resta il sapore amaro di un potenziale enorme vanificato dalla sfortuna e da un imprevisto ai box. Dopo aver conquistato la pole position, l'equipaggio ha visto la propria corsa complicarsi drasticamente a causa di un problema alla ripartenza dal pit-stop — uno spegnimento accidentale che ha richiesto un reset completo della vettura — unito a neutralizzazioni capitate nei momenti meno opportuni. "In questa Lone Star Le Mans sono successe tante cose fuori dal nostro controllo e la fortuna nelle fasi di neutralizzazione non è mai stata dalla nostra parte", ha raccontato un rammaricato Alessandro Pier Guidi. "Peccato lasciare l’America solo con il punto ottenuto per la pole. Ora guardiamo avanti pensando già al prossimo appuntamento". Anche Antonio Giovinazzi ha ribadito l'amarezza per l'esito della loro gara, senza dimenticare lo spirito di squadra: "Complimenti ai nostri compagni che hanno permesso alla Ferrari di guadagnare tanti punti per il Mondiale Costruttori. Per il nostro equipaggio la corsa è stata tutta in salita. Nel finale abbiamo provato con una strategia più aggressiva, ma l’ultima Safety Car ha reso impossibile il tentativo di rimonta".

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Un'analisi lucida dell'intero weekend arriva dai vertici di Maranello. Antonello Coletta, Global Head of Endurance e Corse Clienti, ha tracciato il bilancio di una giornata dalle mille sfaccettature: "Abbiamo ottenuto il primo successo stagionale al termine di una gara ricca di colpi di scena. Nelle prime tre ore la vittoria sembrava completamente alla nostra portata con la 499P numero 51, poi purtroppo c’è stato un problema alla ripartenza dal pit-stop e da lì la corsa si è complicata tantissimo. In ogni caso, anche grazie a un pizzico di fortuna, perché Toyota era ormai vicina alla vittoria, alla fine abbiamo centrato un grande traguardo. È la dimostrazione del fatto che la squadra non molla mai e cerchiamo sempre di portare a casa il massimo risultato". Gli ha fatto eco Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: "La nostra sfortuna con la vettura numero 51 è stata ripagata da un po’ di fortuna a fine gara, però le corse endurance sono così, bisogna essere veloci fino all’ultimo. Ci sono state varie situazioni che ci hanno sfavorito, compreso l'errore accidentale al pit-stop, ma portiamo a casa una grande vittoria e diversi spunti di miglioramento per continuare a lottare fino alla fine per il campionato".

A completare il quadro di una 6 Ore di Austin spettacolare c'è il secondo posto della Cadillac del team Hertz JOTA guidata da Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber, abili nel beneficiare di una penalità comminata nel finale all'Alpine numero 35 di Milesi, da Costa e Habsburg per un unsafe release in corsia box. L'Alpine si accontenta così del terzo gradino del podio, il primo della sua stagione. Al quarto posto brilla la prestazione della Valkyrie di Aston Martin, con Harry Tincknell e Tom Gamble che eguagliano il miglior risultato della Hypercar britannica, precedendo la seconda Alpine guidata da un superlativo Victor Martins nel finale.

A completare la zona punti ci pensano Sébastien Buemi, sesto su Toyota numero 8 dopo una gran rimonta finale, seguito dalla Genesis numero 17 di Lotterer (miglior piazzamento di sempre per il marchio coreano nonostante il contatto iniziale con Molina), dalla BMW numero 15, dalla seconda Cadillac e dalla Peugeot numero 94.

Il risultato di Austin riapre completamente i giochi iridati: lo zero in classifica per la Toyota numero 7 e la BMW numero 20 lascia congelata e apertissima la corsa al titolo Piloti, mentre la vittoria della Rossa trasforma il campionato Costruttori in un infuocato scontro a tre.

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Nella classe LMGT3, lo spettacolo non è stato da meno, incoronando la Aston Martin Vantage LMGT3 Evo numero 27 della squadra di casa Heart of Racing. Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi hanno conquistato il primo successo di categoria dopo due anni di digiuno, regalando alla compagine americana la seconda vittoria al COTA negli ultimi tre anni. Dopo aver bloccato la prima fila in qualifica, Aston Martin ha firmato una fantastica doppietta 1-3, completata dal terzo posto della numero 23 guidata da Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam: è il primo doppio podio di sempre per il marchio britannico in LMGT3.

La gara delle GT è stata un'autentica battaglia d'altri tempi. Nei primi tratti sono parse favorite le Ford Mustang GT3 EVO di Proton Competition, subito in testa con una doppietta 1-2 prima che le sanzioni e un contatto tra Stefano Gattuso e Salih Yoluc facessero svanire i sogni di gloria. Successivamente è salita in cattedra la Porsche 911 GT3 R Evo numero 91 di Manthey DKR (Cottingham, Boguslovskiy e Güven), la cui marcia verso la vittoria si è però arrestata a causa di una penalità di 5 secondi inflitta per aver tratto vantaggio fuori dai limiti della pista.

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L'episodio ha riaperto le porte alla Vantage numero 27. Dopo gli ottimi stint di Robichon, è salito in cattedra un imponente Mattia Drudi, capace di scavare il solco decisivo sugli inseguitori nonostante un guasto all'aria condizionata che ha trasformato l'abitacolo in un forno. "È stata probabilmente una delle gare più dure della mia vita", ha confessato Drudi a fine corsa. "La macchina era velocissima e siamo stati bravi con l'undercut. Dopo il primo stint durante la Safety Car, l'aria condizionata ha smesso di funzionare, quindi lasciatemi dire che fa parecchio caldo lì dentro! Fortunatamente avevo aria pulita nei primi giri per sfruttare le gomme fresche e allungare. Dopo mezza stagione in cui un piccolo imprevisto ci fermava sempre, è bellissimo ottenere la prima vittoria nella gara di casa del team e siglare un doppio podio con la numero 23". Per Drudi e Robichon si tratta del primo successo personale nel WEC.

Alle spalle dell'Aston Martin #27 e della Porsche #91, la concorrenza ha masticato amaro: la Mercedes-AMG #61 di Iron Lynx è stata affondata da una raffica di penalità finendo sesta, mentre le battistrada del campionato hanno tutte faticato. L'unica a muovere la classifica tra i leader iridati è stata la Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di VISTA AF Corse (Heriau, Mann e Rovera), ottima quarta al traguardo. Fuori dai giochi la Corvette #33 (in testa-coda al via e 12ª finale) e la Porsche #92 per un problema allo sterzo. Il Goodyear Wingfoot Award, votato dai tifosi, è andato a James Cottingham.

L'intenso Mondiale Endurance tornerà in pista dal 25 al 27 settembre per la 6 Ore del Fuji, in Giappone, sesto di otto appuntamenti della stagione 2026.

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