F1 2026, Alonso scuote Aston Martin: “Non siamo dove volevamo". Ma su Newey avverte: “Non ha dimenticato come vincere”

F1 2026, Alonso scuote Aston Martin: “Non siamo dove volevamo". Ma su Newey avverte: “Non ha dimenticato come vincere”
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Fernando Alonso ammette le difficoltà iniziali dell’Aston Martin AMR26 nei test in Bahrain, ma difende Adrian Newey: “Non ha dimenticato come vincere”. La squadra parte in ritardo, ma il campione spagnolo resta fiducioso per il futuro
13 febbraio 2026

L’attesa per l’AMR26 era altissima. La prima Aston Martin interamente concepita sotto la direzione tecnica di Adrian Newey doveva rappresentare l’inizio di una nuova era per il team di Silverstone, ma dopo la prima settimana di test prestagionali in Bahrain l’attenzione si è spostata dai sogni di gloria ai problemi nel box. Dopo le parole schiette di Lance Stroll, anche Fernando Alonso non ha nascosto il disappunto per un programma partito in salita.

Foto copertina: ANSA

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Il due volte campione del mondo ha invitato alla prudenza sui giudizi riguardo ai nuovi regolamenti 2026, che hanno già diviso il paddock. “È difficile dare un’opinione ora, dobbiamo aspettare un paio di gare per vedere come funzioneranno quando saremo tutti insieme e capire come sarà il livello delle corse”, ha spiegato. Dal punto di vista puramente tecnico, Alonso rimpiange un’epoca in cui il pilota faceva la differenza soprattutto in curva: “Per me la fine degli anni ’90 e i primi 2000 resteranno imbattibili in termini di adrenalina e abilità pura. A quei tempi sceglievi il livello di carico aerodinamico per fare la 10-12 qui in Bahrain in pieno, a 260 km/h. Era una decisione del pilota, un fattore decisivo sul giro”.

Oggi lo scenario è cambiato radicalmente. “In 10-12 siamo circa 50 km/h più lenti perché non vogliamo sprecare energia lì, la vogliamo tutta sui rettilinei. Invece di fare la curva a 260, la fai a 200. A quella velocità può guidare chiunque. Ma sei condizionato da quanta energia avrai sul rettilineo successivo”. Da qui la comprensione verso le critiche di alcuni colleghi come Max Verstappen: “Capisco chi dice che ora c’è meno spazio per l’input del pilota. Vorresti fare la differenza con 5 km/h in più in curva, ma ora tutto è dettato dalla gestione dell’energia”.

Eppure, per Alonso, la sostanza non cambia: “Questa è la Formula 1. L’anno scorso o due anni fa chi aveva più carico faceva le curve a 280 e gli altri a 250. Alla fine chiudiamo la visiera e corriamo: è sempre lo stesso motorsport”. Alla domanda se oggi vengano premiati più i migliori piloti o i migliori “manager”, lo spagnolo ha risposto con una battuta significativa: “Probabilmente viene premiata la migliore gestione dell’energia”.

Se sul fronte regolamentare il giudizio resta sospeso, sullo stato di forma dell’AMR26 il quadro è più chiaro. “Non siamo nella posizione in cui volevamo essere. Abbiamo iniziato con il piede sbagliato”. L’assenza del filming day e uno shakedown privo di problemi a Barcellona ha pesato enormemente: “Alcuni team hanno fatto girare la macchina già il 9 gennaio. Hanno avuto un mese per analizzare dati e risolvere problemi. Per noi, questo in Bahrain è il primo vero test”.

ANSA

Il risultato è un programma frammentato da continue piccole anomalie: sensori da controllare, dati da verificare, interruzioni che spezzano la continuità del lavoro. “Se hai in programma di provare tre diverse rigidità delle sospensioni ma dopo un run devi fermarti per un problema, quando torni in pista un’ora dopo la pista è cambiata. Così è difficile progredire sul setup”. Secondo Alonso, altri team potrebbero aver risolto queste difficoltà settimane fa, mentre Aston Martin le sta affrontando solo ora.

Le difficoltà in frenata, con bloccaggi evidenti soprattutto in curva 10, sono lo specchio di una fase di apprendistato tecnico. “È la prima volta nella storia del team che costruiamo il cambio, il differenziale, la frizione. È tutto nuovo. Prima avevamo motore e cambio Mercedes con settaggi già definiti, ora dobbiamo imparare tutto da zero. Se le scalate sono un po’ brusche, torniamo ai box, cambiamo impostazioni e riproviamo”. Un riferimento diretto al passaggio alla nuova power unit Honda, già indicata da Stroll come in ritardo di sviluppo e con criticità legate a surriscaldamento e affidabilità agli alti regimi.

Sui rivali, Alonso non si sbilancia ma riconosce il buon lavoro di chi ha debuttato con un nuovo motore e sembra già competitivo: “Sembra che abbiano una buona power unit. Hanno girato molto a Barcellona e anche qui stanno facendo tanti chilometri. Sono impressionato da quello che hanno fatto”.

Quanto ai distacchi, le cifre circolate – 4”5 o addirittura 5 secondi – vanno prese con cautela. “Lance lo ha detto perché a Barcellona eravamo a 4”5 e nei primi due giorni qui sembrava lo stesso trend. Ma è difficile saperlo davvero. Io ieri ho fatto un giro in cui sono andato largo in curva 10 e da quel punto al traguardo ho migliorato di otto decimi. Questo per dire quanti errori ci sono ora in ogni giro. Ci sono tornate in cui cambiando un settaggio guadagni o perdi otto decimi. Magari non dobbiamo trovare due decimi, ma secondi interi quando ottimizziamo tutto”.

La consapevolezza è chiara: “Siamo realistici, non saremo i più veloci a Melbourne. Abbiamo iniziato in ritardo, dal lato lento della griglia. È difficile dire esattamente dove siamo”. La fiducia però resta, soprattutto sul telaio: “Sul lato chassis non ho dubbi. Dopo oltre 30 anni in cui Adrian ha dominato questo sport, non è che si dimentica tutto in un anno. Anche se non siamo al 100% ora, ci arriveremo presto”.

Più complesso il discorso sulla power unit: “Dobbiamo capire meglio il regolamento, dove siamo e, se siamo indietro, migliorare il prima possibile”. In una Formula 1 sempre più legata all’energia e all’integrazione tra motore e trasmissione, la sfida di Aston Martin è appena iniziata. E a Silverstone sanno che servirà tempo prima di vedere il vero potenziale della AMR26.

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