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Dopo anni di progressivo ridimensionamento, il motore diesel torna a ritagliarsi uno spazio nelle strategie dei costruttori europei. A riaccendere il dibattito è Stellantis, che secondo un’analisi di Reuters avrebbe già pronte almeno sette versioni a gasolio tra auto e veicoli per il trasporto persone destinate al mercato europeo. Un segnale chiaro di come il gruppo guidato da Antonio Filosa stia ricalibrando la propria offerta, rallentando di fatto la corsa esclusiva verso l’elettrico per rispondere a una domanda che, in alcune fasce di mercato, resta più tradizionale di quanto previsto.
La conferma ufficiale è arrivata dalla stessa azienda: "Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di aumentare la nostra offerta di propulsori". Una presa di posizione che trova riscontro nell’osservazione diretta delle reti vendita europee, dove alcune versioni a gasolio sono già tornate in listino dopo essere state accantonate negli ultimi anni. Non si tratta, secondo Reuters, di un annuncio roboante, ma di una strategia silenziosa e strutturata per compensare vendite di elettriche inferiori alle attese in determinati segmenti.
Nel 2015 le auto diesel rappresentavano circa la metà delle immatricolazioni in Europa; oggi, dopo lo shock del Dieselgate e l’inasprimento delle normative, la quota si è ridotta drasticamente. I dati di ACEA indicano che nel 2025 il gasolio valeva appena il 7,7% del mercato, contro il 19,5% delle elettriche. Eppure, soprattutto per chi percorre molti chilometri, il diesel continua a offrire un equilibrio difficile da replicare tra consumi e autonomia.
C’è poi un fattore industriale e geopolitico: sviluppare motori diesel di ultima generazione, conformi agli standard più severi sulle emissioni, richiede competenze e investimenti che rappresentano una barriera d’ingresso per molti costruttori asiatici. In questo senso, il gasolio diventa un vantaggio competitivo per i gruppi europei, chiamati a fronteggiare l’offensiva dei marchi cinesi soprattutto sul fronte dell’elettrico a basso prezzo.
Non a caso, la rinnovata attenzione al diesel coinvolge diversi marchi del gruppo, da Peugeot a Citroen, passando per Opel, Fiat, DS Automobiles e Alfa Romeo. L’obiettivo è presidiare sia il mondo dei veicoli multispazio e familiari sia quello dei SUV e delle berline più orientate alle prestazioni, “in risposta alla domanda dei clienti”, come sottolinea il gruppo.