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In una svolta attesa da anni dagli appassionati del motorismo storico, l’Italia estende la possibilità di ottenere targhe storiche originali anche per i veicoli prodotti prima del 1952. Fino ad oggi soltanto le auto e moto immatricolate dopo quella data potevano usufruire delle repliche ufficiali identiche alle originali. Con la pubblicazione della circolare ministeriale n. 33941/2025, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme alla Motorizzazione Civile, all’ACI e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha fatto un passo decisivo per tutelare estetica e valore culturale dei mezzi d’epoca più antichi.
Grazie alla circolare ministeriale pubblicata a fine novembre 2025, anche le auto e moto costruite prima del 1952 potranno avere targhe storiche replicanti i modelli originali in uso all’epoca della prima immatricolazione. Questo include non solo il layout grafico, ma anche materiali, dimensioni e font utilizzati negli anni ’20, ’30 e ’40 del Novecento.
Una delle principali innovazioni riguarda le procedure di immatricolazione: fino ad ora, in attesa della targa definitiva, il veicolo doveva restare fermo. Con le nuove regole, la richiesta di immatricolazione può essere presentata dopo la produzione della targa storica, consentendo così al mezzo di continuare a circolare regolarmente fino alla consegna del nuovo supporto identificativo. Il cambiamento non è solo estetico: oltre alla piena efficacia legale delle repliche storiche, si consolida un approccio volto alla tutela del patrimonio motoristico italiano, coinvolgendo enti certificatori come ASI e FMI e registri storici di marchi iconici come Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Una delle domande più frequenti tra i collezionisti riguarda cosa succede se si perde una targa storica originale o viene rubata. Fino a oggi, con le targhe moderne era possibile richiedere una duplicazione della targa originale di immatricolazione tramite gli uffici della Motorizzazione civile o lo Sportello Telematico dell’Automobilista, a fronte di una serie di costi e verifiche burocratiche. Nel caso delle targhe storiche originali, la replica viene considerata ufficiale e identica all’originale d’epoca: non si tratta di una “targa di fantasia” ma di un documento con piena efficacia ai fini dell’identificazione del veicolo, riconosciuto a norma di legge.
Se la targa originale viene persa o rubata, il proprietario può richiederne una nuova replica storica identica, purché il veicolo sia regolarmente iscritto nei registri storici riconosciuti e vi sia documentazione ufficiale che attesti la storia del mezzo o il numero di targa reperibile nei registri. In questo senso la nuova normativa agevola molto il recupero dell’identità storica di auto e moto, evitando che mezzi restaurati debbano montare targhe moderne o generiche.
Va ricordato che le targhe false o replica non riconosciute dagli enti ufficiali non sono legali, e chi circolasse con supporti non ufficiali rischierebbe sanzioni amministrative e il sequestro del mezzo. Per questo è fondamentale affidarsi alle repliche prodotte dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato o alle procedure autorizzate dalla Motorizzazione.