F1, Lawson e la svolta Racing Bulls: "Ecco la verità sui nuovi regolamenti e il segreto della macchina"

F1,  Lawson e la svolta Racing Bulls: "Ecco la verità sui nuovi regolamenti e il segreto della macchina"
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Alla vigilia del Gran Premio d'Ungheria, Liam Lawson traccia il bilancio della prima parte di stagione 2026 con la Racing Bulls. Tra i progressi aerodinamici garantiti dal lavoro in fabbrica a Faenza e la complessa gestione dell'energia imposta dai nuovi regolamenti, il pilota neozelandese spiega cosa renda innaturale lo stile di guida attuale e rivela le ambizioni del team in vista del weekend all'Hungaroring.
23 luglio 2026

Con l’arrivo del Gran Premio d’Ungheria è tempo di bilanci per la prima parte del Mondiale 2026 di Formula 1. Alla vigilia del weekend all'Hungaroring, Liam Lawson ha analizzato i progressi della Racing Bulls, tracciando una linea tra la crescita tecnica della squadra e le insidie di una gestione tecnica sempre più complessa da assimilare.

Negli ultimi quattro anni, Lawson ha visto la struttura di Faenza evolversi da vicino, ma considera la stagione in corso come la più solida in assoluto dal punto di vista dello sviluppo. "I dati del simulatore in teoria possono sembrare ottimi, ma la pista è sempre la prova del nove", ha spiegato il pilota neozelandese. "Per noi però sta funzionando tutto benissimo. Siamo diventati molto bravi a massimizzare il pacchetto ogni weekend, partendo subito vicini agli assetti da qualifica con una vettura aggressiva e bella da guidare".

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Il segreto di questo salto di qualità risiede nell'efficienza del lavoro svolto in fabbrica e nell'uso mirato della galleria del vento. "Soprattutto il lato dello sviluppo aerodinamico è stato fortissimo. Spesso si vedono team portare novità che non funzionano come previsto, trovandosi poi costretti a fare tre passi indietro per ritrovare la rotta. A noi quest'anno non è mai successo: ogni aggiornamento introdotto ha dato i riscontri sperati".

Se la crescita del team prosegue senza soste, il feeling di guida richiede un adattamento continuo. La gestione della potenza, dei tagli d'erogazione e del recupero di energia ha trasformato radicalmente l'approccio al volante, costringendo i piloti a uno stile a tratti controintuitivo. "Dire al proprio cervello di non usare l'acceleratore in curva per non pagarne il conto dopo è estremamente innaturale per un pilota," ammette Lawson. "È una tecnica nuova che abbiamo dovuto sviluppare tutti quest'anno. Si tratta di essere estremamente fluidi e di portare velocità in percorrenza senza far pattinare le ruote, perché il wheelspin brucia energia senza fare strada".

A complicare il quadro c'è la costante variabilità tra i vari tracciati, dove non esiste una ricetta unica per essere veloci. "Non c'è nulla di costante. A volte pensi di fare un ottimo lavoro e poi scopri che ciò che stavi facendo era la scelta peggiore per quella specifica curva o per quel circuito. Bisogna capire esattamente quando e come si recupera energia".

Dopo un weekend complesso a Spa-Francorchamps, Lawson punta a un riscatto immediato sul tracciato magiaro, contando sulle caratteristiche dell'Hungaroring e sugli ultimi correttivi apportati alla vettura. "Prima di Spa la prima parte di stagione è stata davvero solida, con punti portati a casa in modo costante. Budapest dovrebbe essere una pista più favorevole alle nostre caratteristiche e speriamo di avere una vettura ancora più competitiva. L'obiettivo per questo fine settimana è ritrovare subito quel ritmo".

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