F1. “Se è sostenibile, lo facciamo”: McLaren spiazza Mercedes e apre al clamoroso ritorno dei motori V8

F1. “Se è sostenibile, lo facciamo”: McLaren spiazza Mercedes e apre al clamoroso ritorno dei motori V8
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Il Presidente FIA Ben Sulayem spinge per il ritorno dei motori V8 nel 2030. Zak Brown spiazza Mercedes e apre alla svolta finanziaria: ecco il piano per trasformare la McLaren in un costruttore totale
28 maggio 2026

La stagione 2026 è iniziata da appena cinque Gran Premi e le discussioni sul nuovo regolamento tecnico non si sono ancora arrestate. I dubbi sorti fin dal principio sono tanti e la Federazione – sfruttando il mese di pausa dovuto alla cancellazione di Bahrain e Jeddah – è intervenuta con correttivi per affrontare i chiari punti nevralgici. Nel mentre, il tavolo politico ha iniziato a muoversi anche in ottica 2027 per delle modifiche all’hardware, volte a spostare a 60/40 la divisione dei powertrain in favore del motore endotermico. Ma la possibilità di tornare ai motori V8 resta sotto la brace ed è pronta a prendere fuoco.

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Ancor prima che questo nuovo regolamento tecnico – con una power unit perfettamente bilanciata tra parte endotermica ed elettrica – venisse lanciato, la suggestione di tornare ai motori V8 era stata avanzata da Mohammed Ben Sulayem. Con una ridotta dipendenza dall’energia e uno spettacolo più coinvolgente per gli appassionati grazie a un sound più forte, questa architettura di motore risolverebbe molti problemi alla Formula 1 moderna. Primo tra tutti, la complicata sofisticazione dei powertrain attuali, che hanno richiesto budget spropositati per la loro progettazione. Per arrivare alla configurazione di questa era, la Federazione aveva deciso di cambiare la power unit per il 2026 proprio per consentire a nuovi costruttori di entrare nella griglia di Formula 1, azzerando il vantaggio dei motoristi già esistenti che dal 2014 non avevano più dovuto lavorare a un motore completamente nuovo. La strategia ha funzionato con Audi e Red Bull Ford, in attesa di Cadillac nel 2029, ma i budget investiti – soprattutto per quanto riguarda la Casa tedesca – sono stati più alti del previsto, motivo per cui non tutti – Ferrari in primis – vogliono modificare l’hardware per il 2027.

Tornare a un motore V8, invece, renderebbe molto più semplice la pratica, essendo meno sofisticato e decisamente più apprezzato dal pubblico e dai piloti, come espresso anche da Toto Wolff, non dovendo più dipendere in maniera così perenne dall’elettrico. E se dovesse andare in porto questa crociata portata avanti dal Presidente della FIA Ben Sulayem per il 2030 – anno di scadenza di questo ciclo tecnico –, un nuovo Costruttore sarebbe pronto a entrare in griglia. Non si tratta di un nome sconosciuto alla Formula 1, anzi: è un brand che ne ha scritto la storia, passata e recente, e che è pronto ad aprire un nuovo capitolo. Parliamo di McLaren che potrebbe, in caso di ritorno ai V8, diventare per la prima volta dal suo debutto nel Circus un Costruttore a tutti gli effetti, producendo i propri motori senza dover più acquistare power unit da terzi, rompendo così l’accordo di recente rinnovo con Mercedes che scadrà proprio nel 2030.

Penso che se avessimo una formula per il motore che fosse finanziariamente sostenibile, allora sì, la prenderemmo in considerazione, insieme alla tecnologia”, ha rivelato Zak Brown a SBJ. “Se ci viene presentata una proposta che, innanzitutto, ha senso dal punto di vista finanziario, allora la valuteremo”, ha proseguito il CEO della McLaren. Brown, allo stesso tempo, seguendo la linea tracciata già da George Russell, ha difeso lo spettacolo offerto dall’attuale regolamento tecnico. “Le corse sono fantastiche, se non si sentono i piloti e si guarda solo la TV, il prodotto televisivo è ottimo. Ci sono stati sorpassi, cinque diversi leader a Miami, sorpassi per la testa della corsa, quindi penso che i tifosi che guardano la gara stiano pensando: 'Che gara emozionante!’. Credo che sia successo quello che succede con qualsiasi nuova tecnologia. Lo abbiamo già visto a Miami. Abbiamo visto che i piloti, in primo luogo, si stanno abituando di più e, in secondo luogo, le regole stanno diventando più precise. Li porteremo forse non in un posto perfetto, ma ci sono sempre stati la gestione delle regole, la gestione degli pneumatici e ora c'è anche la gestione delle batterie”.

Parole che fotografano perfettamente la Formula 1 di oggi: un delicato compromesso tra l'ingegneria più estrema e la necessità di non perdere la propria anima. Se il futuro sarà un ritorno alle origini con il sound dei V8 o il consolidamento di questa sofisticata era ibrida, dipenderà dai delicati equilibri politici del paddock. Ma l'idea di una McLaren costruttore totale, pronta a ruggire da sola, è un fuoco che si è acceso e che difficilmente si spegnerà da qui al 2030.

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