F1, Bearman avvisa la Ferrari: “Non aspetterò all'infinito Hamilton. Voglio il Mondiale”

F1, Bearman avvisa la Ferrari: “Non aspetterò all'infinito Hamilton. Voglio il Mondiale”
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Oliver Bearman traccia un bilancio lucido della prima metà di stagione 2026 con la Haas prima della pausa estiva. Tra le difficoltà tecniche della monoposto statunitense dopo gli aggiornamenti di Montreal e i problemi di costanza delle componenti, il britannico guarda avanti. Il suo obiettivo resta diventare un pilota Ferrari e vincere il Titolo Mondiale, ma la permanenza prolungata di Lewis Hamilton a Maranello pone interrogativi sul futuro.
6 agosto 2026

Ollie Bearman si conferma come uno dei talenti più cristallini della Generazione Z prestati al motorsport mondiale. Dopo lo straordinario e inaspettato debutto in Formula 1 al Gran Premio di Jeddah 2024, quando venne chiamato a sostituire d'urgenza Carlos Sainz sulla Ferrari per via di un attacco di appendicite, l'inglese ha immediatamente dimostrato di non essere soltanto una promessa, ma una certezza assoluta. Un talento puro che la Scuderia di Maranello custodisce ed intende valorizzare all'interno della propria Driver Academy fin dal 2021.

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Giunto alla sua seconda stagione completa tra le fila della Haas, il ventenne britannico si trova oggi ad affrontare le complesse dinamiche strutturali del team statunitense, costretto a fare i conti con le insidie del nuovo regolamento tecnico entrato in vigore proprio quest'anno. Alla vigilia della pausa estiva, nel contesto della conferenza stampa piloti dell'Hungaroring, Bearman ha tracciato un lucido bilancio di metà campionato, per poi lasciarsi andare a profonde riflessioni sul suo futuro a lungo termine nell'iconico podcast Beyond the Grid.

Il bilancio del 2026 tra spunti brillanti e stallo tecnico

L'avvio della campagna 2026 aveva illuso l'ambiente Haas, regalando sprazzi di competitività inaspettata. Nelle prime uscite stagionali, la vettura americana ha saputo interpretare con sorprendente efficienza le pieghe del nuovo regolamento aerodinamico e di power unit, priva di quell'inaffidabilità cronica o dei difetti software che hanno al contrario rallentato altri concorrenti. Nelle primissime gare dell'anno, Bearman si è persino ritrovato a duellare direttamente con la Red Bull, approfittando di un avvio a rilento del team campioni in carica per raccogliere un bottino di punti pesante e prezioso.

Con il passare dei mesi e il proseguire del campionato, tuttavia, il trend positivo si è inesorabilmente arrestato. L'ultimo significativo pacchetto di aggiornamenti portato in pista a Montreal si è rivelato inefficace nel garantire il salto qualitativo sperato. Nel medesimo arco temporale, rivali diretti quali Audi, VCARB ed Alpine hanno profuso sforzi enormi, introducendo sviluppi in grado di scavalcare la Haas nella gerarchia della griglia. Dall'appuntamento canadese in poi, per la squadra statunitense la zona punti si è trasformata in un miraggio lontano.

 

 

 

Come evidenziato dallo stesso Bearman durante la conferenza stampa del Gran Premio d'Ungheria, il percorso si è rivelato lungo e a tratti davvero complesso.“È stato un periodo lungo a tratti. Ero davvero felice di come avevamo iniziato: lottavamo persino con la Red Bull nelle prime gare e abbiamo gestito bene le sfumature dei nuovi regolamenti. Ma da Montreal non andiamo a punti. Quando il massimo che puoi tirare fuori dalla macchina è un 12° o 14° posto, la situazione diventa frustrante. Stiamo aspettando con ansia il prossimo incremento di prestazioni per la seconda metà di stagione”.

Ad appesantire il lavoro del giovane pilota inglese vi sono le variazioni imprevedibili da un giorno all'altro diano quasi la sensazione di correre con le mani legate dietro la schiena.  “È una situazione difficile. L'incoerenza tra i nostri pezzi è stata elevata e significa stare sempre a inseguire un obiettivo in continuo movimento. Da un giorno all'altro il bilanciamento cambia senza preavviso: a volte ci sembra di lottare con le mani legate dietro la schiena”.

Nonostante i limiti del mezzo, il britannico si dice ampiamente soddisfatto della propria crescita personale al volante. “Sento di guidare ad altissimo livello e vedo un netto passo avanti nelle mie prestazioni rispetto a 12 mesi fa. In questa fase dobbiamo tirare fuori il massimo da noi stessi e imparare il più possibile. La storia reale non è necessariamente quella che si legge nei titoli dei giornali, ma sono contento di ciò che sto facendo in macchina”.


 

Il sogno Ferrari, l'ingombrante presenza di Hamilton e la tentazione di guardarsi intorno

Se il presente impone al giovane britannico la massima resilienza al volante della Haas, il suo sguardo resta costantemente proiettato al futuro. Il sogno mai nascosto di Oliver Bearman è quello di indossare la tuta rossa della Ferrari come pilota titolare, coronando un percorso iniziato anni fa nel vivaio di Maranello. Tuttavia, lo scenario della griglia ha subito una scossa sismica con la conferma e la permanenza di Lewis Hamilton al fianco di Charles Leclerc, blindando di fatto il sedile del Cavallino Rampante anche per il 2027 e chiudendo le porte ad un immediato inserimento del giovane talentino della FDA.

Ai microfoni di Beyond the Grid, Bearman ha confidato quanto sia stimolante ed affascinante vedere Hamilton vincere con la Ferrari, riconoscendo l'eccezionalità della cosa per tutto il motorsport britannico. Al contempo ha ammesso con trasparenza che in ottica personale non si tratta della situazione ideale, ricordando però a se stesso di avere soltanto 21 anni e di considerare la permanenza in Haas come un'ottima opportunità di consolidamento. “È davvero figo vedere Hamilton a questo livello. Vedere vincere la Ferrari con il miglior pilota britannico, il miglior pilota che abbiamo mai visto in F1, è qualcosa di davvero speciale. Certo, in termini di futuro non è l’ideale. Ma sono ancora giovane, ho solo 21 anni e non ho fretta. Rimanere in Haas per il prossimo futuro non è una brutta cosa.”

Nonostante la pazienza dimostrata, Bearman ha voluto mandare un segnale chiaro all'intero paddock ed ai vertici di Maranello: l'attesa non potrà protrarsi all'infinito. Consapevole di essere attenzionato con forte interesse da altre scuderie di vertice della griglia, Ollie ha chiarito che non rimarrà parcheggiato diversi anni in squadre satellite correndo il rischio di sprecare le sue annate migliori in attesa di una chiamata da Maranello che potrebbe anche non concretizzarsi mai. "Il mio obiettivo resta quello di essere un pilota Ferrari un giorno; ovviamente però non voglio starmene seduto ad aspettare per 3, 4 o 5 anni in attesa che si liberi un sedile, perché non ci sono garanzie e rischierei di sprecare i miei anni migliori. Il mio obiettivo ultimo è competere per dei titoli Mondiali; perciò, se dovessi avere questa opportunità da qualunque parte, la prenderò”.  Tra la necessità di portare a termine una seconda metà di stagione 2026 in crescendo con la Haas ed il desiderio bruciante di consacrazione iridata, Oliver Bearman affronta la pausa estiva con la consapevolezza di chi sa di avere il talento e il destino saldamente tra le mani.

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