Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il rombo di 34 monoposto di Formula 1 ha riportato il pubblico dentro oltre quarant'anni di storia delle corse. La decima edizione dell'Historic Minardi Day ha richiamato all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola più di 20.000 appassionati, trasformando per un fine settimana il circuito in un museo dinamico: 590 vetture sono scese in pista, alle quali si sono aggiunte altre 200 auto impegnate nel raduno e nella parata.
Ad aprire il programma è stato Gian Carlo Minardi, protagonista del tradizionale giro inaugurale sulla Lotus Eleven del 1956 con motore Coventry Climax da 1.000 cc, guidata da Roberto Farneti. Sul tracciato di 4.909 metri si sono poi alternate Formula Junior, Formula Abarth, Formula Italia, Formula 2, Formula 3, Formula 4, GP3, GP2 e F3000, insieme a prototipi, GT storiche e GTS. Non sono mancate vetture più recenti ed esclusive, dalle Pagani Huayra R e Utopia Roadster alle Lamborghini Revuelto e Temerario, passando per Dallara Stradale ed EXP, Mazda MX-5 e modelli Lotus.
Il nucleo più spettacolare dell'evento è stato quello dedicato alla Formula 1. L'arco temporale andava dalla Ferrari 312 B2 del 1971 alla Toro Rosso STR8 del 2013 appartenuta a Jean-Éric Vergne e spinta dal V8 Ferrari. Tra le monoposto presenti figuravano la Tyrrell P34 a sei ruote, l'Arrows A1B ex Riccardo Patrese, la Ferrari 312 T5, l'Alfa Romeo 179, la Lotus 94T e le Ferrari 126 C4, 642, 643 e 412 T1. La storia della squadra di Faenza era rappresentata anche dalla Minardi M189 del 1989 e dalla PS04B del 2005.
La selezione comprendeva inoltre vetture di costruttori rimasti nell'immaginario degli appassionati, come Osella, Shadow, Merzario, Andrea Moda, Fondmetal e Monteverdi. Accanto alle auto autentiche era esposta anche una replica in scala 1:1 della McLaren MP4/15.
La manifestazione ha riunito piloti, progettisti e figure che hanno attraversato epoche diverse del motorsport. A Imola erano presenti, tra gli altri, Riccardo Patrese, Pierluigi Martini, Arturo Merzario, Thierry Boutsen, Bruno Giacomelli, Luca Badoer, Gabriele Tarquini e Giovanna Amati. Con loro gli ingegneri Aldo Costa, Gabriele Tredozi e Nigel Cowperthwaite, oltre a Mario Isola, Giorgio Piola e Daniele Audetto. La vicinanza fra pubblico, auto e protagonisti rimane uno degli elementi distintivi del Minardi Day rispetto agli eventi agonistici tradizionali.
Nel Museo Checco Costa sono state esposte sei monoposto legate alla storia di Faenza: le Minardi M185, M189, M192 e M193, affiancate da due Racing Bulls. Il programma ha incluso incontri, presentazioni di libri, talk e premiazioni. Il quinto Memorial Ferdinando Minardi è stato assegnato a Massimo Campodoni, esperto di automobilia e della storia del motorsport. L'ACI Storico Festival e il Raduno Terre di Romagna hanno esteso l'evento oltre i confini dell'autodromo: 120 equipaggi hanno raggiunto Faenza prima di rientrare a Imola per la parata conclusiva.
Il risultato del decennale mostra quanto la storia dell'automobile continui ad avere forza quando non rimane ferma in una collezione. Sentire in pista motori, trasmissioni e architetture nate in periodi molto diversi permette anche ai più giovani di leggere l'evoluzione tecnica della Formula 1 in modo immediato. Gian Carlo Minardi ha sottolineato proprio la presenza di ragazzi, famiglie e visitatori stranieri, indicando nella trasmissione della passione alle nuove generazioni uno degli obiettivi centrali della manifestazione.
Per Imola l'evento consolida inoltre un'identità che va oltre i grandi appuntamenti del calendario contemporaneo. Nell'epoca di una Formula 1 sempre più globale e tecnologicamente complessa, format come l'Historic Minardi Day rendono accessibile il patrimonio sportivo e industriale della Motor Valley, mettendo insieme memoria, turismo e cultura automobilistica senza ridurre le vetture a semplici oggetti da esposizione.