"Riportare una F1 a Palosco ha un significato speciale": il grande ritorno di Fondmetal dopo 26 anni

'Riportare una F1 a Palosco ha un significato speciale': il grande ritorno di Fondmetal dopo 26 anni
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Ventisei anni dopo l'era Minardi, lo storico marchio bergamasco rientra nel paddock della F1 fornendo le ruote forgiate alla Aston Martin AMR26. Un viaggio tra ingegneria estrema, ricordi di famiglia e travaso tecnologico verso le auto stradali
20 settembre 2026

L’aria che si respira a Palosco, nel cuore della provincia bergamasca, ha un sapore del tutto particolare. È l’odore del metallo lavorato con la precisione del millesimo, mescolato al profumo inconfondibile della storia delle corse. Entrare nello stabilimento e trovarsi di fronte alla sagoma affilata e verde dell'Aston Martin AMR26 fa un effetto strano, quasi un cortocircuito temporale. Eppure, osservando da vicino quelle ruote su cui poggia l’ultima creatura del team di Silverstone, si capisce subito che non si tratta di un semplice ritorno nostalgico, ma di una sfida tecnica proiettata al futuro.

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Fondmetal torna ufficialmente in Formula 1, e lo fa dalla porta principale, firmando le ruote forgiate che equipaggiano la monoposto di Silverstone nel massimo campionato del motorsport a quattro ruote scoperte. Un ricongiungimento che la famiglia Rumi ha voluto celebrare proprio lì, tra i macchinari e la passione di una giornata condotta da Matteo Bobbi, alla presenza del management aziendale e dei vertici tecnici del team, tra cui l’Engineering Director di Aston Martin, Luca Furbatto.

Per capire il peso specifico di questa operazione bisogna riavvolgere il nastro della memoria. Le radici di questo marchio nell'ambiente dei box sono profonde e viscerali: nel 1983 Fondmetal rivoluzionò la tecnica realizzando la prima ruota monoblocco in magnesio della storia della F1, diventando poi fornitore della Williams dal 1986. Poi vennero gli anni ruggenti e romantici della gestione diretta: la Scuderia Fondmetal F1 tra il '91 e il '92, nata proprio nelle officine di Palosco, e l'epopea con la Minardi tra il 1997 e il 2000 guidata dall'indimenticato Gabriele Rumi.

Oggi, a distanza di ventisei anni, la storia si chiude per riaprirsi sotto una luce diversa. Non più come costruttore completo, ma come eccellenza manifatturiera capace di rispondere ai requisiti estremi della Formula 1 moderna, dove la ruota non è più un semplice cerchio, ma un elemento aerodinamico e strutturale fondamentale per la gestione termica degli pneumatici e la ricerca dell'ultimo centesimo sul giro.

Questo travaso di tecnologia, però, non resta confinato al perimetro dei gran premi. La bellezza del motorsport moderno risiede nella sua capacità di fare da acceleratore per la produzione di serie. Le stesse macchine a controllo numerico (CNC) e le stesse mani d'opera che forgiano i componenti per l'AMR26 lavorano oggi alla nascita di prodotti stradali ad altissime prestazioni, come la Fondmetal 9RS. Un ponte diretto tra la pista e la strada che dimostra come la passione, quando incontra l'ingegneria di precisione, sappia trasformare la memoria di un grande passato nell'eccellenza del presente.

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