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Vent’anni, il sorriso aperto di chi sa ancora sognare in grande e una parlata bolognese che non ha mai perso, neanche ora che si trova sulla vetta più alta del motorsport mondiale. Andrea Kimi Antonelli continua a prendersi la scena, non solo in pista dove pochi giorni fa, sull'asfalto di Città del Messico, ha conquistato un titolo iridato storico diventando il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, ma anche fuori dal paddock. A certificarne l'impatto culturale e generazionale è L’Espresso, che lo ha eletto Persona dell’Anno 2026. Un riconoscimento importante, che arriva dopo quello assegnato nel 2025 al premier spagnolo Pedro Sánchez, a testimonianza di come l'impresa del giovane talento italiano abbia travalicato i confini delle cronache sportive per diventare un vero e proprio simbolo.
L'immagine del podio messicano è già nella storia della F1 moderna: Max Verstappen e Lewis Hamilton, due giganti capaci di sommare undici titoli mondiali in coppia, che lo sollevano sulle spalle per tributargli il giusto omaggio. Un passaggio di testimone visivo e simbolico che consacra definitivamente il talento di Casalecchio di Reno. Nel numero in edicola oggi, venerdì 6 novembre, il settimanale dedica ad Antonelli la copertina e una serie di approfondimenti. Nel suo editoriale intitolato “Quando il talento incontra un'opportunità”, il direttore Emilio Carelli analizza le ragioni di una scelta motivata non solo dalle prestazioni cronometriche: Mercedes ha scommesso su Kimi fin da quando muoveva i primi passi sui kart, accompagnandolo passo dopo passo in un percorso di crescita metodico fino all'iridata consacrazione. Un ragazzo capace di restare autentico, «un campione che non ha bisogno di atteggiarsi a campione», sottolinea Carelli, ed è proprio questa umiltà unita alla determinazione a renderlo un punto di riferimento per i suoi coetanei.
La storia di Antonelli porta con sé anche uno spunto di riflessione più ampio sul contesto italiano. La vittoria di un pilota tricolore al volante della monoposto della Stella rappresenta la dimostrazione di come il nostro Paese sappia esprimere eccellenze straordinarie, incontrando però spesso difficoltà nel farle crescere e valorizzarle all'interno dei propri confini senza il supporto di strutture internazionali. Un contrasto che L’Espresso mette in luce affiancando il successo di Kimi alle testimonianze dei disordini del 17 e 18 ottobre: due facce spaccate della stessa gioventù, tra chi ha avuto la possibilità di costruirsi un futuro ai massimi livelli e chi invece fatica persino a immaginarlo, richiamando l'urgenza di investire con forza in formazione, lavoro e opportunità per le nuove generazioni.
All'interno del numero, l'analisi sportiva ed emotiva è affidata alla penna di Umberto Zapelloni con il pezzo “Fenomeno Antonelli”, un ritratto del "predatore gentile" che ha saputo dominare la stagione 2026 collezionando ben nove successi, bilanciando la vita tra i cordoli con gli impegni scolastici e la rigida disciplina del programma giovani di Brackley. A chiudere il tributo è la firma del regista Marco Tullio Giordana, che traccia un suggestivo ponte ideale con Alberto Ascari, l'ultimo italiano capace di salire sul tetto del mondo in Formula 1 oltre settant'anni fa. Il nuovo numero de L’Espresso con Kimi Antonelli in copertina è in edicola da oggi e disponibile sulle piattaforme digitali.