"Pessima giornata, non so dove sia finito il passo": Russell crolla ad Austin ma Antonelli vede il Mondiale

'Pessima giornata, non so dove sia finito il passo': Russell crolla ad Austin ma Antonelli vede il Mondiale
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Sgomento George Russell dopo l'8° posto nel GP degli Stati Uniti: oltre 54 secondi incassati da Kimi Antonelli. Le dichiarazioni del britannico sui dubbi della W17 e le combinazioni per il titolo in Messico.
26 ottobre 2026

Un weekend da incubo su uno dei tracciati storicamente più favorevoli. Il Gran Premio degli Stati Uniti si trasforma in un pesante rompicapo per George Russell, costretto ad accontentarsi di un amaro ottavo posto sul traguardo di Austin. A rendere ancora più amaro il bilancio del britannico è l'invalicabile barriera cronometrica che lo ha separato dal compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, capace di infliggergli un distacco monstre di ben 54 secondi e tre decimi. Un divario abissale, maturato lungo 56 tornate nelle quali il pilota inglese è parso l'ombra di se stesso, incapace di accendere la solita scintilla e di far funzionare una W17 che, sul lato opposto del garage, ha viaggiato a ritmi insostenibili per chiunque.

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Proprio il piazzamento di rincalzo di Russell ha finito per congelare per appena due punti la festa mondiale del giovane talento italiano. La matematica ha negato ad Antonelli il primo match point iridato in terra texana, ma la sostanza cambia poco: la vittoria di Austin spiana definitivamente la strada verso il trionfo finale. La resa dei conti è rimandata di soli sette giorni sul tracciato dell'Autódromo Hermanos Rodríguez. In Messico, le combinazioni a favore del pilota azzurro sono molteplici: l'alloro iridato diventerà realtà nel caso in cui né Russell né Lewis Hamilton riescano a centrare il gradino più alto del podio, oppure se, a fronte di una vittoria di Russell o Hamilton, Antonelli dovesse incrociare la linea del traguardo rispettivamente in nona o decima posizione.

Mentre l'entusiasmo tra i meccanici dell'italiano è ormai travolgente, nel lato del box riservato al numero 63 regna lo sconcerto. Al termine della gara, Russell non si è nascosto dietro a giustificazioni di facciata, evidenziando senza filtri tutte le sue perplessità: "Sì, è stata una pessima giornata. Non so davvero il perché: probabilmente avrò fatto sì e no sei giri su cinquanta in cui il passo era accettabile, mentre per il resto eravamo decisamente fuori ritmo. Non so proprio dove sia finito il rendimento della vettura, dobbiamo assolutamente capirlo e devo tornare più forte per il Messico".

Il confronto diretto con le prestazioni espresse dall'altra monoposto rende il quadro ancora più complesso da accettare a livello psicologico. Sollecitato sull'amarezza di non riuscire a trovare la rotta mentre la vettura gemella vola in testa al gruppo, l'inglese ha chiosato con grande trasparenza: "Al momento non ho risposte, e se le avessi non mi troverei in questa situazione. Quindi devo solo cercare di venire a capo della situazione insieme alla squadra". Per Russell, la trasferta a Città del Messico rappresenterà prima di tutto un'esigenza di riscatto personale, con l'obiettivo prioritario di ritrovare la corretta finestra di utilizzo della sua vettura prima del calare del sipario sulla stagione.

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