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Un quarto posto che sa di occasione sfumata, ma anche di solida conferma per la Scuderia Ferrari nel Gran Premio degli Stati Uniti. La gara di Lewis Hamilton sul circuito di Austin si chiude ai piedi del podio, condizionata nel finale dall'ingresso della Safety Car, provocata dal problema tecnico sulla Cadillac di Valtteri Bottas a sole quattro tornate dalla bandiera a scacchi , che ha congelato le distanze e spento le speranze del britannico di riprendere Max Verstappen. Un vero peccato, perché la rimonta di Hamilton avrebbe potuto regalargli una top 3 e coronare una splendida doppietta a podio per la Rossa.
Nonostante una SF-26 a tratti scorbutica e afflitta da continui problemi di sottosterzo, Hamilton è riuscito a costruire una prestazione solida e di pura gestione, dovendo però fare i conti sin dal via con una scelta di pneumatici non ottimale. Nel post gara, l'inglese non ha nascosto le complicanze affrontate fin dalle prime battute sul tracciato texano: “Non avevo un set di gomme nuove per la partenza, e questo mi ha penalizzato non poco rispetto a chi mi precedeva. Di conseguenza, nel primo stint ho dovuto fare i conti con un degrado superiore al loro. Passare da una gomma nuova a una usata in termini di passo gara costa circa due secondi, e quel divario l'ho pagato tutto nella prima parte di gara”.
Il nodo principale della domenica di Lewis è risieduto tuttavia nella messa a punto della monoposto, che lo ha costretto a remare contro la tendenza della vettura ad allargare le traiettorie in curva: “Detto questo, il problema principale è stato il bilanciamento: semplicemente, la macchina non era a punto. Credo però che la squadra abbia fatto un lavoro straordinario sia al muretto con la strategia, sia durante i pit stop”.
Se da un lato c'è l'amarezza personale per non aver estratto il 100% dalla monoposto, dall'altro resta la soddisfazione per il bilancio complessivo del weekend e per la prova del compagno di squadra, fondamentale nella lotta al secondo posto del Mondiale Costruttori: “Charles ha fatto un lavoro eccezionale per tutto il weekend. Per quanto ci riguarda, è fondamentale guadagnare punti sulla McLaren per difendere il secondo posto nel Campionato Costruttori”.
Con cinque soli appuntamenti al termine della stagione, la priorità di Hamilton è ora fare chiarezza con gli ingegneri per individuare la finestra d'assetto ideale e sbloccare quel passo che sente di avere a disposizione: “Personalmente devo riuscire a tirare fuori molto di più da questa monoposto nei prossimi appuntamenti. Sono convinto che potremmo essere più veloci se solo trovassimo la quadratura con l'assetto. Non eravamo lontani, ma il problema si è manifestato soprattutto all'inizio dello stint. Devo analizzare a fondo come arriviamo a certe scelte e perché finisco in questa situazione: è già successo in altre occasioni, come a Silverstone. Lì, ad esempio, non riuscivo a tenere il passo di Charles perché lui aveva un carico sull'ala anteriore notevole rispetto al mio, il che mi impediva di far girare la macchina. E oggi, in fondo, è successa esattamente la stessa cosa”.