“Ha superato i limiti della macchina”. Wolff esalta Antonelli ma rinvia la festa Mondiale: “Nessuno sa cos’è successo quest’inverno”

“Ha superato i limiti della macchina”. Wolff esalta Antonelli ma rinvia la festa Mondiale: “Nessuno sa cos’è successo quest’inverno”
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Toto Wolff incorona Kimi Antonelli dopo il trionfo nel GP degli Stati Uniti ad Austin: il retroscena prima del via, la capacità di superare i limiti della vettura e il rinvio del match point iridato in Messico
26 ottobre 2026

Austin incorona un Kimi Antonelli semplicemente sublime. Sotto il cielo del Texas, il giovane talento bolognese si prende una vittoria straordinaria che profuma già di storia, bissando il trionfo di Madrid e confermando una crescita esponenziale che lascia senza parole. Eppure, il titolo mondiale non è ancora matematicamente in tasca: a mancare è stato un singolo tassello, racchiuso nell'ottava posizione finale di George Russell. Con quei quattro punti artigliati dal britannico, i giochi iridati si spostano ufficialmente in Messico, dove a Kimi basterà una tra queste tre combinazioni per cucirsi la corona addosso.

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Nel paddock di Austin, l'analisi di Toto Wolff racchiude alla perfezione la portata dell'impresa del suo pilota, capace di spingersi oltre ogni limite strutturale della monoposto. "Sul lato di Kimi, la notizia principale è che, per me, questa è la gara migliore che abbia disputato finora", ha dichiarato senza esitazioni il Team Principal della Mercedes. "Partire con una mescola inferiore e gestirla in quel modo in ogni momento... È stata la gara di un campione che non è ancora campione, ma è eccezionale. Ha sovraperformato rispetto alla vettura, superando le limitazioni stesse della macchina. Forse è un po' severo da dire, ma il suo stile di guida è semplicemente fluido con la vettura: lo abbiamo visto anche ieri in qualifica, dove nel suo ultimo giro avrebbe potuto fare un altro decimo e mezzo o due".

Un capolavoro che arriva da lontano, frutto di un percorso di maturazione lungo nove anni che Wolff difende con forza, ricordando i momenti più duri della trafila giovanile e l'inizio di stagione complesso dello scorso anno: "Le persone non capiscono che questo è il lavoro di nove anni, la difficoltà e l'integrazione con la squadra, i dieci e più milioni spesi nello sviluppo della sua carriera, della sua abilità e del suo carattere insieme ai suoi genitori. C'è chi diceva che non avrebbe dovuto essere in Mercedes, o addirittura in Formula 1. Le lacrime a Spa... E tutto questo oggi rende estremamente gratificante vedere ciò che è in grado di offrire e i risultati che sta ottenendo. Non è stata una strada facile".

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Dall'altra parte del box, invece, il fine settimana texano si è trasformato in un calvario per George Russell, penalizzato anche da dinamiche di gara sfavorevoli e da una finestra di utilizzo della vettura estremamente stretta. Ma Wolff non ha esitato a blindare il britannico, rispedendo al mittente le speculazioni sul suo futuro: "George, per tutti noi nella squadra, è un campione e merita di essere inserito nel gruppo dei primissimi. Quando calibriamo la macchina nel modo che gli si addice, è assolutamente veloce. Quando invece esce da quella finestra operativa, soffre più di Kimi. È un problema nostro e dobbiamo risolverlo con lui. George non è più lento di mezzo secondo o tre decimi, semplicemente non è così. Ha tutta la capacità, l'intelligenza e la determinazione necessarie".

Ora il Circus della Formula 1 è pronto a fare le valigie per il Messico, ultimo atto di un cammino straordinario. Tra feste a base di tequila e l'inevitabile tensione per l'epilogo iridato, Kimi Antonelli si presenta all'appuntamento con la serenità dei predestinati. Come ha raccontato lo stesso Wolff svelando un retroscena prima del via: "È venuto nel mio ufficio prima di vestirsi, si è seduto sul divano e mi ha detto: 'Me la godrò e non sto pensando minimamente al campionato'. Gli ho risposto di tenersi stretto questo atteggiamento: ha il lavoro più bello del mondo".

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