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Non è soltanto una questione di talento puro, ma di maturità spaventosa. La seconda stagione di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1 si sta trasformando nel racconto di un'evoluzione costante, metodica, quasi implacabile. Al Gran Premio degli Stati Uniti il pilota italiano ha firmato la nona vittoria in carriera al termine di una gara gestita da veterano, pesando ogni singolo milligrammo di pressione e accarezzando la gomma media nel primo stint con la delicatezza dei grandissimi. Allungare lo stint sulla mescola media gli ha permesso di passare alla hard per completare ben 32 giri fino alla bandiera a scacchi, congelando una strategia a una sola sosta che ha ripagato in pieno l'immenso lavoro di preparazione svolto nel weekend.
Foto copertina: ANSA
Sulla pista del COTA l'unico vero spauracchio alla vigilia restavano i track limits, proprio quel tallone d'Achille che gli era valso l'autoironico soprannome di "Mr Track Limits". Tra i cordoli di Austin, Antonelli ha spazzato via anche l'ultimo cono d'ombra di questo 2026: 56 giri sul filo del rasoio e una sola imperfezione registrata a referto. Una dimostrazione di forza e consapevolezza che lo sta portando a scrivere a lettere d'oro una delle pagine più memorabili della storia del motorsport tricolore.
Le stelle stavano per allinearsi già in Texas per la festa iridata, ma per soli due punti il primo match point è sfumato a causa del posizionamento finale di George Russell. Poco male: con il trionfo di Austin la strada verso il titolo si fa estremamente in discesa. Tra una settimana in Messico all'azzurro basterà concretizzare una di queste tre combinazioni per laurearsi campione del mondo:
L'appuntamento con la storia è solo rimandato di sette giorni. Il Messico attende il nuovo re della Formula 1.