Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un secondo posto che lascia il segno, ma non il sorriso. Max Verstappen scatterà dalla prima fila nel Gran Premio degli Stati Uniti dopo aver conquistato la piazza d'onore nelle qualifiche di Austin, staccato di due decimi dal poleman Kimi Antonelli. Per il campione olandese e il giovane talento italiano si tratta del quinto duello ad altissima quota in prima fila in questo campionato, a conferma di una sfida ormai al vertice della Formula 1. Nonostante la posizione di partenza privilegiata, l'umore dell'alfiere della Red Bull al termine del Q3 tradiva una forte insofferenza per una sessione che sembrava potersi concludere con ben altro finale.
La qualifica di Verstappen era iniziata sotto i migliori auspici, con un feeling eccellente nei primi due tagli della sessione che lasciava presagire un assalto deciso alla pole position. “Nel Q1 e nel Q2 le sensazioni in macchina erano davvero ottime", ha spiegato il pilota Red Bull. "Nel Q2 ero riuscito a stampare il mio miglior tempo con un set di gomme usate, quindi affrontare il Q3 con un treno di pneumatici nuovi mi faceva ben sperare. Purtroppo, però, le cose non sono andate come previsto”.
A tradire l'olandese nel momento decisivo è stato un calo d'aderenza improvviso nel tratto finale del tracciato texano, che non gli ha permesso di sfruttare il potenziale della gomma nuova: “Non ho trovato la presa di cui avevo bisogno. Non riuscivo ad appoggiarmi con fiducia all'asse posteriore nell'ultimo settore e questo mi è costato parecchio tempo. Alla fine la P2 resta un buon risultato da cui partire, ma speravo in qualcosa di più e questo giro semplicemente non è arrivato. Quando la vettura non ti trasmette le giuste sensazioni in qualifica ma ti porti comunque a casa la prima fila va bene, me la tengo stretta, ma di certo non c'è motivo per mettersi a sorridere ed essere felicissimi”.
Cercare alibi non rientra nello stile di Max. Nemmeno quando gli si chiede se le improvvise raffiche di vento o il mutamento dell'asfalto abbiano condizionato il comportamento del suo retrotreno: “Il vento si è indubbiamente alzato, ma non può essere una giustificazione per come ho avvertito la macchina nel primo run del Q3. Nel secondo tentativo il vento ha inciso di più, ma la realtà è che le sensazioni non erano più quelle di prima. Quando nel Q2 vai così forte con gomma usata ti aspetti che montando la nuova sia il momento di spingere al massimo, e invece la gomma non si è 'accesa'. Sono cose che possono succedere”.
Se sul giro secco la Red Bull ha dovuto cedere il passo alla concorrenza, le speranze di vittoria rimangono intatte in vista del Gran Premio. Lo stesso Antonelli ha indicato la scuderia di Milton Keynes come la principale minaccia sul ritmo sulla lunga distanza, un'analisi che Verstappen condivide cautamente: “Ieri c'era ancora del margine di miglioramento nel comprendere il comportamento degli pneumatici e la vettura in generale. Tuttavia, ultimamente ci stiamo trovando meglio sui long run, e l'auspicio è di ritrovare lo stesso passo anche in gara”.
In chiusura, Verstappen si è espresso da vero leader nei confronti del suo giovane rivale di prima fila, dribblando la domanda su eventuali consigli da dispensare e preferendo rendergli omaggio: “Non ha assolutamente bisogno dei miei consigli. Sa bene quello che fa e deve solo pensare a fare la sua corsa per provare a vincere. Se non succederà domani, accadrà il prossimo fine settimana, oppure quello dopo ancora. Sta disputando una stagione incredibile: il mio consiglio è solo quello di godersi questo momento e il percorso fatto negli ultimi mesi. Quando poi il risultato diventerà ufficiale, allora ci sarà tutto il tempo per festeggiare”.