"Un weekend disastroso": Hadjar agguanta il 3° posto ad Austin ma non ci sta. E lancia la sfida per la gara

'Un weekend disastroso': Hadjar agguanta il 3° posto ad Austin ma non ci sta. E lancia la sfida per la gara
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Isack Hadjar conquista la seconda fila nel GP degli Stati Uniti dopo un sabato difficile: "Un weekend iniziato male, ma la vettura ha potenziale. La pole era alla portata, domani giocheremo d'attacco per vincere".
25 ottobre 2026

Quando un terzo posto in griglia di partenza profuma al tempo stesso di impresa e di occasione mancata. Le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti consegnano a Isack Hadjar una seconda fila conquistata a denti stretti, al culmine di un sabato partito nel peggiore dei modi e terminato con la consapevolezza di non aver estratto il 100% dal potenziale a disposizione. 

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Il ritratto del suo fine settimana texano prima del Q3 era quello di un rompicapo senza via d'uscita. Tra track limits violati e una cronica mancanza di ritmo nei momenti chiave, il percorso di avvicinamento al momento decisivo è stato una vera corsa ad ostacoli: “Per me fino a questo momento è stato un weekend disastroso. Mi sono visto cancellare continuamente ogni tempo sul giro e questa mattina non sono riuscito a completare nemmeno un tentativo pulito con le gomme Soft. Sapere che la macchina aveva potenziale rendeva tutto più frustrante: in alcuni tratti mi sentivo a mio agio e percepivo il valore del mezzo, ma non riuscivo mai a chiudere un giro intero”.

A stravolgere l'inerzia del sabato è stato l'intenso lavoro di rifinitura consumato all'interno del garage, che ha permesso di ritrovare la chiave di lettura della monoposto proprio quando il margine d'errore era azzerato: “In qualifica la vettura si è finalmente accesa. Abbiamo scavato a fondo sul set-up provando tantissime soluzioni nel corso del fine settimana, e alla fine il lavoro ha pagato. Da questo punto di vista, ritrovarmi terzo è estremamente soddisfacente, anche se mi resta un pizzico di amaro in bocca”.

Quel retrogusto agrodolce trova spiegazione nelle dinamiche del Q3. Non l'ultimo assalto al cronometro, viziato da un tracciato meno performante per tutti, bensì la prima uscita cronometrata si rivelerà il vero nodo della sessione: “L'ultimo giro non è stato granché, ma la pista era peggiorata ed era una condizione uguale per tutti. Il vero peccato è stato il primo tentativo nel Q3: ho preso una forte raffica di vento a favore che mi ha fatto perdere davvero tanto tempo. Sento che oggi avremmo potuto raccogliere persino qualcosa in più, ma considerando da dove eravamo partiti, posso dire di essere contento di questa risalita”.

Resta la certezza di una monoposto competitiva e in grado di giocarsela alla pari con i primi della classe. Un potenziale espresso appieno dai riscontri parziali e dai meriti dei diretti avversari: “La pole position era alla nostra portata. Già nel Q2 sono rimasto sorpreso dal crono fatto segnare da Max con gomma usata; le sensazioni a bordo erano ottime ed ero convinto che potessimo giocarci la prima fila. Poi Kimi ha fatto un lavoro fantastico”.

Archiviata la caccia al giro secco, lo sguardo è già proiettato sulla gara. Partire nelle primissime posizioni offre argomenti importanti in ottica strategica, dove il lavoro di squadra potrà rivelarsi decisivo nei 56 giri sul tracciato di Austin: “Se possiamo lottare per la vittoria? Assolutamente sì. Saremo in due lì davanti a giocarcela e questo ci garantisce un bel vantaggio tattico: cercheremo di sfruttarlo al massimo”.

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