"Se avessi corso le ultime tre gare sarei 2°": Hadjar show a Baku al rientro dall'infortunio, battuto Verstappen

'Se avessi corso le ultime tre gare sarei 2°': Hadjar show a Baku al rientro dall'infortunio, battuto Verstappen
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Isack Hadjar conquista la 4ª piazza a Baku al rientro dall'infortunio, battendo Verstappen. Le sue parole: "L'approccio giusto, ora occhio alla partenza".
25 settembre 2026

"Entro, spacco, esco, ciao": potrebbe essere benissimo questo il nuovo motto di Isack Hadjar. Dopo uno stop di oltre un mese che lo ha costretto a saltare i tre appuntamenti di Zandvoort, Monza e Madrid a causa della frattura al polso, il talento franco-algerino della Red Bull è tornato al volante firmando una prestazione maiuscola nelle qualifiche del Gran Premio d’Azerbaijan.

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Tra le insidiose mura della capitale azera, Hadjar ha stampato il quarto tempo, prendendosi il lusso di beffare il compagno di squadra Max Verstappen, rimasto piantato in ottava posizione. Un rientro da incorniciare al volante di una RB22 con cui il rookie ha trovato immediatamente un feeling invidiabile, dimostrando una maturità e una gestione del rischio da veterano.

Analizzando la sua sessione ai microfoni della stampa, Hadjar ha mostrato grande lucidità pur con un pizzico di autocritica: "Sono contento dell'approccio. Ieri ho preso le cose con molta calma fino alla Q1, dove ho fatto un bel salto in avanti. Niente di straordinario, sia chiaro: sento solo che mi servirebbero più giri al volante per potermi piazzare davvero in prima fila, ma i distacchi davanti sono risicatissimi. Quindi sì, sono soddisfatto. Se avessi disputato le ultime tre gare sarei sicuramente secondo in griglia, ma rientrare dopo due mesi su una pista del genere è davvero complessa. Lo abbiamo visto con tanti piloti: stare al limite è come camminare sul filo di un rasoio, ci vuole un attimo a superarlo, bloccare le ruote e finire nella via di fuga".

Un percorso di avvicinamento metodico, costruito sessione dopo sessione senza sbavature su un tracciato che non perdona il minimo errore. Alla domanda su come sia riuscito a mettere insieme il giro perfetto dopo le incertezze del venerdì, il giovane portacolori Red Bull ha spiegato la sua strategia: "Sì, mi ero imposto come obiettivo tassativo quello di non toccare i muri. Ad essere sinceri, al rientro non aveva alcun senso prendersi troppi rischi. Per tutto il weekend ho guidato un po' sotto il limite nei tratti più guidati, per poi fare quel passo avanti naturale in Q3. Ho sempre avuto la situazione sotto controllo: soltanto verso la fine della Q2 ho iniziato a divertirmi e a spingere davvero, e infatti per la prima volta nel fine settimana sono andato lungo arrivando al bloccaggio. Alla fine è stato l'approccio più intelligente".

Se la guidabilità nel guidato ha fatto un chiaro salto di qualità rispetto alle ultime uscite prima della sosta forzata, il punto debole della monoposto di Milton Keynes resta la velocità di punta nei lunghi rettilinei del circuito cittadino di Baku, soprattutto al cospetto di una Mercedes e di un George Russell in forma smagliante: "In curva la macchina si comporta meglio rispetto a come l'avevo lasciata a Budapest, sul bilanciamento abbiamo fatto un netto passo avanti. L'ho percepito subito, fin dal primo giro di ieri: la base è migliore, semplicemente la Mercedes vola nei rettilinei. Non che non sia rapida nei tratti guidati, resta comunque la più veloce, ma nel terzo settore, sul dritto, facciamo molta fatica".

In vista dei 51 giri della gara di domani, Hadjar fissa gli obiettivi puntando al podio, ma sa bene che la chiave per coronare questo weekend da incorniciare sarà tutta nei primi metri dallo spegnimento dei semafori: "Mi aspetto un ritmo in linea con quello mostrato in qualifica, quindi in piena lotta con Ferrari e McLaren. L'unica cosa fondamentale sarà azzeccare la partenza: le ultime non sono state un granché e non possiamo permetterci di perdere subito una o due posizioni in curva 1".

Con un Hadjar così solido ed efficace fin dai primi metri al rientro dall'infortunio, la Red Bull ritrova una risorsa preziosissima nella corsa alle posizioni di vertice. Domani la pista darà il suo verdetto, ma la prima risposta del giovane talento è già un segnale forte e chiaro a tutta la griglia.

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