"Sosta unica e gara perfetta": Antonelli trionfa ad Austin ma rimanda il sogno mondiale. "Messico? Stessa mentalità"

'Sosta unica e gara perfetta': Antonelli trionfa ad Austin ma rimanda il sogno mondiale. 'Messico? Stessa mentalità'
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Andrea Kimi Antonelli domina il GP di Austin ed eguaglia le 9 vittorie di Leclerc. Il titolo F1 è a un passo: ecco le sue parole e cosa serve in Messico.
26 ottobre 2026

Un dominio incontestato dal primo all’ultimo giro. Sul tracciato del COTA, Andrea Kimi Antonelli veste i panni del nuovo sceriffo di Austin, conquistando con autorità la nona vittoria in carriera in Formula 1 e eguagliando Charles Leclerc alla sua sola seconda stagione nel Circus. Il territorio texano non è bastato per chiudere aritmeticamente i giochi per il titolo mondiale a causa della posizione di George Russell, ma l'appuntamento con la storia è soltanto rimandato di una settimana a Città del Messico. Con un margine di sicurezza e sole tre combinazioni a favore nel prossimo round, il pilota italiano ha analizzato una prestazione matura e impeccabile.

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La chiave del successo in Texas è risieduta nella perfetta gestione delle coperture e in una scelta strategica audace, come raccontato dallo stesso Antonelli nel post-gara: "Sì, penso sia stato uno dei migliori, per come ci siamo costruiti la gara durante tutto il weekend. E poi è stato anche un grande lavoro di squadra oggi, specialmente con la strategia e nel credere nella sosta unica. Sì, è stato davvero un grande sforzo collettivo e oggi se lo meritano tutti questo risultato".

Una gara orchestrata fin dai primi metri, quando l'avvio su gomma Media ha richiesto una lettura attenta del passo nei confronti dei rivali su mescola più morbida. "All'inizio ero un po' preoccupato, ma poi siamo riusciti ad allungare lo stint e il passo con le gomma media è tornato buono, permettendoci di proseguire senza perdere troppo tempo. Quindi sì, dopo il primo stint sulle medie ci siamo detti: 'Ok, andiamo per la sosta unica'. E la gomma dura, a dire il vero, si è dimostrata molto solida, quindi mi sentivo abbastanza sicuro di poter arrivare fino in fondo. Semplicemente non sapevo quanta gestione sarebbe stata necessaria, ma sì, è andata bene e la macchina oggi si guidava benissimo".

La decisione della mescola di partenza è stata dettata anche dalle opzioni rimase nel garage, rivelandosi tuttavia vincente sulle lunghe distanze. "A dire la verità non avevamo molta scelta. Non avevamo più gomme soft nuove, quindi la media nuova era praticamente l'unica opzione che ci rimaneva, insieme alla dura. La media non era straordinaria: penso che oggi la gomma migliore sia stata la dura, semplicemente perché era la più resistente, ed è stato abbastanza sorprendente dato che nelle ultime gare la soft era sempre stata probabilmente la gomma migliore. Quindi sì, è stata una bella sorpresa e per fortuna ha funzionato a nostro favore".

Il rendimento sul tracciato americano ha confermato l'efficacia del lavoro di sviluppo tecnico portato avanti dal team nelle ultime uscite stagionali. "In alcuni punti direi di sì, non ancora del tutto come ci aspettavamo, ma in altri aspetti sta rispondendo molto bene. Penso che nelle curve ad alta e media velocità la vettura sia molto forte e il bilanciamento sia buono. Stiamo ancora faticando un po' nelle curve a bassa velocità con il bloccaggio dell'anteriore, ma nel complesso sento che il pacchetto sta finalmente iniziando a dare i suoi frutti e cominciamo a vedere i risultati e i miglioramenti".

Focalizzandosi sul bilancio complessivo di un'annata straordinaria ma non ancora conclusa, il giovane talento azzurro ha mostrato la solita autocritica che contraddistingue i grandi campioni: "È stata una bella sorpresa questa stagione finora. Ovviamente non è ancora finita, ci sono ancora alcune gare in cui voglio fare bene e lottare per la vittoria. Sarebbe bello finire in bellezza. Guardando indietro alla stagione, ci sono ancora cose su cui lavorare e da migliorare, sul mindset in certe situazioni o sul modo in cui gestisco alcuni scenari. A fine stagione avrò più tempo per analizzare cosa è andato bene e cosa poteva andare meglio, ma finora è stata una stagione molto solida e cercheremo di mantenerla tale fino alla fine".

Stuzzicato sul confronto tra la cavalcata di Austin e il trionfo indimenticabile di Monza dalla pancia del gruppo, Antonelli ha espresso una preferenza chiara dal punto di vista dell'esecuzione pura: "A Monza avevamo chiaramente la macchina più veloce ed è stato incredibilmente speciale risalire dal fondo, su una pista dove era relativamente facile sorpassare. Monza resta un momento super speciale che ricorderò per sempre, ma questa di Austin probabilmente è stata migliore in termini di esecuzione, per come abbiamo costruito la prestazione e il lavoro lungo tutto il fine settimana". Ora l'attenzione si sposta all'appuntamento messicano, dove la pressione del match point mondiale non sembra scalfire la concentrazione dell'italiano: "La affronterò con la stessa mentalità di sempre, cercando di divertirmi il più possibile e sperando di lottare per un'altra vittoria. Sarebbe fantastico finire in bellezza e questo è l'obiettivo. Per il resto, cercherò solo di godermi quanto rimane della stagione da qui in avanti".

Con la maturità di un veterano e la velocità pura del talento, Andrea Kimi Antonelli lascia il Texas da padrone assoluto del weekend. La festa per l'iride è soltanto rimandata di qualche giorno: Città del Messico attende il giovane azzurro per l'ultimo, decisivo tassello di una stagione fin qui da incorniciare. E se l'approccio rimarrà quello visto ad Austin, fatto di lucidità tattica, gestione impeccabile e fame di vittoria, il sogno mondiale è davvero a portata di mano.

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