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Il verdetto del Gran Premio degli Stati Uniti lascia in casa McLaren un misto di consapevolezza e fame di riscatto. Al termine della corsa di Austin, la Scuderia di Woking porta a casa un quinto posto con Lando Norris — andato in sofferenza nel finale dopo il coraggioso azzardo della sosta singola — e la settima piazza con Oscar Piastri, bravo nel finale a tenere a bada la Mercedes di George Russell. Una gara intensa, segnata sia da scelte strategiche al limite sia da una gestione interna di squadra ormai perfettamente oliata. A tracciare il bilancio del weekend texano, analizzando quanto visto in pista e guardando al finale di stagione, è Andrea Stella.
Nel corso del Gran Premio al COTA, i tecnici al muretto McLaren hanno cercato di sparigliare le carte per risalire la china, provando a capitalizzare sull'uso della mescola più dura: “Viste le posizioni di partenza, dal punto di vista strategico non avevamo molte opzioni al via. Abbiamo cercato di tenere il passo degli altri, vedendo che il ritmo era buono, e abbiamo puntato sulle gomme dure che nelle libere sembravano competitive. Quando abbiamo visto nel primo stint che i rivali faticavano con le mescole più morbide, ci siamo incitati: la dura poteva essere la chiave per ricucire il distacco. Nel secondo stint stavamo effettivamente recuperando sulle due Ferrari e su Verstappen. Ad un certo punto abbiamo scelto la singola sosta: rimanere sulle due soste ci avrebbe condannato a restare dietro. Una sosta ti dà la possibilità di sfruttare una Safety Car — che non è arrivata, stiamo ancora aspettando il 'credito' per quello che è successo a Madrid —, e volevamo capire quanto potessero durare le dure. Sapevamo che sarebbe stato difficilissimo tenere dietro Verstappen e Leclerc; con Hamilton pensavamo che dipendesse dal degrado finale. Non è andata benissimo nel finale, ma valeva assolutamente la pena tentarci. Siamo contenti dell'esecuzione strategica e del fatto che la vettura sia migliorata con gli aggiornamenti, ma dobbiamo assolutamente migliorare in qualifica se vogliamo lottare con costanza per il podio e per la vittoria”.
Durante la prima parte di gara, il muretto di Woking ha anche ordinato lo scambio di posizioni tra Norris e Piastri, una decisione spiegata nel dettaglio da Stella sotto il profilo tecnico e umano: “Nel corso del weekend avevamo notato che Lando era un po' più veloce di Oscar. Questa è una pista su cui Lando eccelle, mentre Oscar fatica un po' di più. Quest'anno per Oscar è particolarmente complicato: il suo superpotere è costruire il ritmo giro dopo giro quando ha riferimenti fissi, ma qui ad Austin ogni giro è diverso. Sono condizioni che mettono alla prova Oscar e che esaltano Lando, il cui superpotere è adattarsi istantaneamente, specie quando la macchina scivola. Avevamo discusso prima della gara: se Lando si fosse trovato dietro ad Oscar e quest'ultimo non fosse riuscito a tenere il passo di chi li precedeva, avremmo dato a Lando una chance per provare ad attaccare. È quello che abbiamo fatto. È la dimostrazione che come squadra, insieme ai piloti, mettiamo al primo posto l'interesse del team. Lo abbiamo ribadito con forza dopo Singapore: la priorità è riportare la McLaren dove merita, ovvero con Oscar e Lando in prima fila a contendersi la vittoria. Poi gestiremo la rivalità interna, ma fino ad allora dobbiamo remare tutti dalla stessa parte”.
Sullo sviluppo della MCL40 nelle ultime tappe del Mondiale, l'ingegnere umbro ha aperto una finestra sui prossimi pacchetti in arrivo: “A Baku avevamo fatto una pausa, ma ci sarà altro materiale in arrivo. Alla fine riusciremo a portare novità distribuite tra Brasile e Las Vegas, quindi per il Messico non avremo molto. Spero che questi aggiornamenti ci aiutino a stabilizzarci nella lotta per il podio e a raggiungere quel livello di competitività che serve per puntare dritti alla vittoria”.
Infine, Stella si è espresso con sincera ammirazione sulle prestazioni del connazionale Andrea Kimi Antonelli, dominatore del Gran Premio e sempre più vicino al titolo iridato: “Ci sono tanti aspetti da considerare. Prima di tutto voglio congratularmi con lui per la vittoria e per ciò che sta realizzando quest'anno: non è ancora finita, ma è davvero vicinissimo. Da italiano, dobbiamo tornare ai tempi di Ascari! Nomi che hanno formato l'ispirazione per tutti noi: vedere un italiano raggiungere questo livello di prestazioni e risultati in Formula 1 è qualcosa di particolarmente emozionante. Dal punto di vista tecnico, Kimi è un pilota interessantissimo da studiare: attacca quasi sempre. Vedi quanto spesso va oltre i limiti, guardi gli onboard ed è aggressivo. Ma al tempo stesso la sua non è solo guida aggressiva: è maledettamente efficace. In un'era in cui si parla sempre di quanto queste monoposto siano difficili da guidare al limite in modo costante, gli va riconosciuto il merito di aver sposato perfettamente il suo stile con le esigenze della vettura. E quando serve portare a casa il risultato, ci riesce sempre. È il leader meritato di questo Campionato e sta scrivendo una pagina di storia fondamentale per il motorsport: quando vincerà, sarà il pilota più giovane a riuscirci. Da parte nostra possiamo solo complimentarci con lui... sperando, come McLaren, di dargli filo da torcere molto presto e di non rendergli la vita così facile come a volte è sembrato in questa stagione”.