Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un passo in avanti c’è stato, ma la strada per domare la Mercedes W17 resta tutta in salita. Al termine del venerdì di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas di Austin, Andrea Kimi Antonelli fa il punto sul lavoro svolto nel box di Brackley. Tra le mani del pilota italiano c'è un pacchetto di aggiornamenti finalmente completo: al COTA, infatti, sulla sua monoposto e quella di George Russell è stata montata la nuova ala anteriore — provata solo per un giro nelle FP1 di Singapore — che va a completare il pacchetto di sviluppi introdotto in Malesia. Un pacchetto che ha sì incrementato il potenziale, ma che ha anche ristretto notevolmente la finestra operativa della vettura, rendendone complessa la messa a punto.
Foto copetina: ANSA
Il lavoro nelle prime due sessioni di prove libere si è concentrato proprio sulla ricerca del giusto bilanciamento e sulla gestione delle gomme sul passo gara, in un tracciato impegnativo come quello texano dove i track limits promettono di essere uno dei temi caldi del fine settimana. "La macchina andava un po' meglio. Penso che abbiamo fatto un buon passo avanti rispetto alle FP1, ma c'è ancora tantissimo lavoro da fare. È stato un bel progresso, ora dobbiamo solo trovare quel qualcosa in più", ha dichiarato Antonelli analizzando la prima giornata di prove.
Incalzato sul fatto che la finestra operativa della W17 sia rimasta particolarmente stretta e critica dopo gli ultimi sviluppi, Kimi non ha nascosto le difficoltà, specialmente sulla lunga distanza: "Sì, la finestra è ancora stretta. Non è facile, soprattutto nel lungo periodo con il degrado delle gomme. Resta una situazione complessa, ma la squadra sta facendo un lavoro enorme per cercare di capire a fondo questo pacchetto. Ora iniziamo a vederci più chiaro e a capire di più. Stiamo provando davvero tante soluzioni diverse per cercare di mettere la macchina in una finestra di utilizzo migliore. Nel complesso sento che stiamo lavorando bene, ma c'è ancora del tempo da tirare fuori”.
Oltre alle sfide tecniche legate agli aggiornamenti, ad Austin l'attenzione di piloti e ingegneri è inevitabilmente catturata dalle insidie del tracciato e dal severo rispetto dei limiti della pista. Un fattore accentuato dai saliscendi, dal vento e dalle ampie vie di fuga in asfalto. "Sì, penso che oggi tutti abbiano avuto parecchi problemi con i limiti della pista. Non è affatto facile là fuori, ed è per questo che le FP3 di domani saranno fondamentali: dovremo trovare il limite preciso e capire quanto si possa spingere in curva senza oltrepassarlo. Sarà un fattore determinante, io cercherò di fare del mio meglio. Oggi, incredibilmente, non sono stato io il 're' dei track limits! Ma questa è una pista difficile, con tanti cambi di pendenza. In più, il vento in alcune curve soffia in modo davvero strano”.
Antonelli ha poi spiegato nel dettaglio cosa renda così facile commettere un'infrazione al COTA, chiamando in causa sia la conformazione del tracciato sia la tentazione offerta dalle vie di fuga: "I track limits nascono principalmente dagli errori: basta un piccolo bloccaggio e vai lungo. La FIA sta facendo del suo meglio allargando le linee bianche, ma non è semplice. E poi, quando cerchi di scoprire il limite, è normale finire oltre. Incide molto anche il fatto che ci sia così tanto asfalto: in alcune curve ce n'è davvero tanto e il cordolo verde all'uscita di alcune pieghe offre tantissimo grip. Questo ti spinge inevitabilmente a usare ancora più pista”.