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Arrivare nel paddock di Austin con le idee chiare e il piglio di chi, a soli ventitré anni, ha già dovuto imparare a governare le tempeste di una Formula 1 spietata. Oliver Bearman si presenta alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti senza filtri, tracciando il bilancio di una stagione complessa ma formativa, proiettandosi inevitabilmente sul futuro e sull'arrivo nel box Haas del suo prossimo compagno di squadra, Rafael Camara. Ma l’obiettivo è chiaro: correre per la Ferrari il prima possibile.
Una coincidenza curiosa lega i due piloti cresciuti nel vivaio di Maranello: "È divertente perché siamo entrati in Ferrari lo stesso giorno, abbiamo firmato nello stesso momento e abbiamo solo tre o quattro giorni di differenza di età, quindi l'anno prossimo faremo una festa di compleanno insieme". Per il brasiliano, l'approdo nel team americano rappresenta il palcoscenico ideale: "Penso che sia fantastico per lui. Ha fatto benissimo nelle formule minori e la Haas è il posto perfetto per iniziare la carriera in F1. È un team accogliente, molto caloroso e appassionato, con un'atmosfera unica rispetto ad altre squadre dove finiscono i rookie".
Se il 2025 ha regalato scintille e piazzamenti nei punti in serie, la stagione in corso ha chiesto a Bearman uno sforzo di adattamento ben diverso, fatto di margini strettissimi e strumenti di simulazione a volte deficitari rispetto ai top team: "Rispetto all'anno scorso, in cui sapevo esattamente cosa aspettarmi salendo in macchina dal venerdì, questa stagione è molto più disconnessa e complessa da sviluppare in modo lineare. Quando identifichiamo tre o quattro gare in cui possiamo lottare per i punti, dobbiamo essere perfetti al cento per cento. Se lasci l’1% sul tavolo, non raccogli nulla. Ma è una sfida divertente".
Un banco di prova severo che ha messo a nudo anche i limiti strutturali della squadra: "Man mano che la stagione va avanti e guardiamo ai dettagli, notiamo le crepe nei nostri strumenti di simulazione e nella mancanza di un simulatore costante. Io ed Esteban abbiamo fatto pochissimi giorni al simulatore quest'anno. A Singapore abbiamo capito quanto siamo indietro in certe aree, ma la macchina ha comunque le sue caratteristiche e sappiamo dove possiamo difenderci".
Nel frattempo, il test a Portimão sulla vettura 2025 ha riacceso sensazioni sopite e il piacere puro della deportanza estrema: "È stato uno dei giorni più divertenti dell'anno. Quando risali su quella macchina ti rendi conto di cosa ti sei perso: il carico aerodinamico, la reattività, un livello completamente diverso. Ho dovuto quasi dimenticare in una mattina tutto quello che ho imparato negli ultimi sei-otto mesi, ma è stato bellissimo e ti tiene sulle spine".
Sullo sfondo restano i nodi contrattuali e la gestione del legame indissolubile con la Scuderia Ferrari, che inevitabilmente monitora la crescita di entrambi i suoi giovani talenti in vista del domani: "Il rinnovo? Da parte mia e della squadra c'è la massima certezza di voler continuare insieme, i dettagli che mancano sono puramente contrattuali e fuori dal mio controllo, me ne occupo attraverso il management e la Ferrari. Io sono felice alla Haas e sento che questo è il team in cui voglio stare nel medio termine, ma a un certo punto sento di essermi guadagnato l'opportunità di puntare a un top team. E ovviamente, con il mio legame con la Ferrari, quello è l'obiettivo finale".
Una prospettiva che inevitabilmente accende i riflettori su un confronto generazionale diretto con lo stesso Camara: "Siamo coetanei, lui avrà meno esperienza in Formula 1 ma per la Ferrari è un ottimo modo per valutare il futuro. Il mio obiettivo è mettermi nella posizione migliore affinché quel pilota sia io. Charles è arrivato in Ferrari dopo un solo anno eccellente in Sauber; nel mio caso la tempistica è stata diversa, ma la Formula 1 è fatta di momenti e di realtà".