"Lui si gioca il titolo mondiale, io costruisco il futuro": Bortoleto incorona Antonelli ed evidenzia la sfida di Austin

'Lui si gioca il titolo mondiale, io costruisco il futuro': Bortoleto incorona Antonelli ed evidenzia la sfida di Austin
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Dalle battaglie in Formula 2 alla lotta per il mondiale in F1: alla vigilia del GP degli Stati Uniti, Gabriel Bortoleto incorona Kimi Antonelli, analizzando al contempo il proprio percorso di crescita con il progetto Sauber/Audi
23 ottobre 2026

La Formula 1 approda ad Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti e Gabriel Bortoleto si presenta al Circuit of the Americas con la consapevolezza di chi sta costruendo qualcosa di importante, mattone su mattone, lontano dai riflettori della lotta di vertice ma con una visione estremamente chiara del proprio percorso. I recenti weekend non hanno regalato soddisfazioni in termini di tabellino, ma il pilota brasiliano tiene a precisare come le prestazioni non siano state intaccate dai recenti aggiornamenti portati in pista dalla squadra: "No, non credo dipenda dagli sviluppi, perché in Malesia siamo stati molto veloci pur avendo quel pacchetto. È stato semplicemente un fine settimana andato storto, cose che possono capitare. Abbiamo individuato alcuni problemi su cui preferisco mantenere il massimo riserbo interno. Non è stato il nostro miglior weekend, ma sono pronto a voltare pagina e a ripartire da Austin per cercare di estrarre il massimo”.

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Un percorso di crescita che si incrocia inevitabilmente con la gestione dell'affidabilità, elemento chiave nella maturazione Audi: “Sul fronte dell'affidabilità abbiamo visto grandi progressi. A Singapore abbiamo avuto un problema di cui crediamo di aver individuato la causa reale: ovviamente non è mai ideale quando succede, ma la prende con un pizzico di frustrazione in meno quando non ti trovi a lottare per le primissime posizioni. Spero che per il resto della stagione si riesca a girare senza intoppi gravi, portando a termine le gare e mettendo la macchina nelle migliori condizioni possibili in qualifica”.

Il brasiliano riflette anche sulla natura del proprio impegno in F1, confrontando la prospettiva immediata di chi lotta subito per la vittoria con un percorso di rifondazione a lungo termine: “Se potessi scegliere, chiaramente andrei sull'impostazione a breve termine, voglio vincere le gare. Ma al tempo stesso c'è una grande bellezza in ciò che sto facendo ora, ovvero edificare un progetto. Tutti vorrebbero risultati immediati: sono felice per Kimi Antonelli, ad esempio, abbiamo corso insieme in F2 e ora si gioca il titolo mondiale. Vincere il mondiale di Formula 1 significa coronare l'obiettivo di una vita, ma ognuno di noi ha il proprio viaggio. Io mi tengo il mio: sto costruendo un percorso solido con un marchio che ha vinto in ogni categoria in cui ha fatto parte. Un giorno, spero, potrò raccontare la storia di quando siamo arrivati in griglia ed eravamo l'ultima squadra in classifica e poi l'abbiamo portata a vincere. Sarebbe una storia bellissima da raccontare, anche se c'è ancora una quantità enorme di lavoro da fare”.

Nel box si guarda con attenzione anche al vivaio e alle nuove leve come Freddie Slater, in azione per le FP1 di Messico e Brasile, che bussano alle porte della massima formula: “So che è stato al simulatore di recente, anche se non abbiamo girato negli stessi giorni. Ha un programma molto denso tra F3 e F2 ed è giusto che si concentri sulle sue serie. Ora che la stagione è finita viene più spesso in sede per prepararsi alle sessioni di F1. Ha fatto un lavoro eccellente finendo secondo al debutto in F3. Il prossimo anno correrà con Invicta, la squadra con cui ho corso io, un team incredibile: lavorando così potrà lottare per il titolo. Spero di condividere la pista con lui nelle prime libere in Brasile”.

Spostando il focus sulle caratteristiche tecniche del tracciato texano, Bortoleto sottolinea la delicatezza della gestione delle monoposto con gli attuali regolamenti, dove l'attenzione ai dettagli operativi conta quasi più del puro istinto di guida: “Lo scorso anno, con valori di carico aerodinamico estremamente elevati, nel giro secco di qualifica potevi fare quel piccolo salto di qualità lanciando la macchina ad alta velocità, trovando un limite che quasi non ti spiegavi. Quest'anno, con meno grip, si raggiunge il limite molto prima nelle curve. In questo senso la guida sembra quasi più semplice, ma l'operatività è molto più complessa: il giro d'uscita dai box, il deployment dell'energia, la gestione della batteria. Se commetti un piccolo errore nel warm-up e inizi il giro lanciato con il 10% di batteria in meno, sei tagliato fuori. Richiede molto di più al pilota dal punto di vista gestionale”.

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