"Kimi merita questo Mondiale": dai kart a noleggio a Misano al trionfo in F1, il tributo da brividi di Bortoleto

'Kimi merita questo Mondiale': dai kart a noleggio a Misano al trionfo in F1, il tributo da brividi di Bortoleto
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Dalle pedalate in risciò e le sfide sui kart a noleggio a Misano fino al tetto del mondo in Formula 1: il tributo emozionante di Gabriel Bortoleto per l'amico Kimi Antonelli alla vigilia del GP del Messico
29 ottobre 2026

Vedere trionfare un coetaneo, uno di quelli con cui fino a ieri si condividevano le sfide sui kart e i pomeriggi spensierati, può far scattare due reazioni: la frustrazione o l'ispirazione. Per Gabriel Bortoleto, di fronte all'iride quasi conquistata da Kimi Antonelli al suo secondo anno nella massima categoria, la risposta è nettamente la seconda. “Se vedere Kimi vincere il titolo mi rende impaziente? No, affatto. Semmai mi dà ancora più fame di raggiungere i miei obiettivi”, racconta il brasiliano nel paddock di Città del Messico. 

Foto copertina: ANSA

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“So bene che stiamo facendo due percorsi diversi. Kimi è un talento incredibile, lo ha dimostrato sia nelle categorie propedeutiche che in Formula 1. Ha disputato una stagione eccezionale e merita pienamente di essere campione del mondo. Ovviamente anche io voglio raggiungere i miei traguardi il prima possibile, ma le nostre situazioni di partenza erano opposte: quando lui è entrato nel suo team, era già una struttura da vertice. Io sono arrivato in una squadra che l'anno prima aveva chiuso all'ultimo posto nel costruttori”. Una consapevolezza lucida, quella del pilota brasiliano, che sottolinea con orgoglio i passi in avanti compiuti dal team: “Sapevo benissimo quanto lavoro ci sarebbe stato da fare. Ma stiamo andando nella direzione giusta: anno dopo anno abbiamo migliorato le nostre posizioni e oggi siamo stabilmente uno dei team di riferimento del midfield. Sappiamo dove dobbiamo ancora crescere e stiamo inseguendo ogni singolo centesimo di miglioramento. Spero che presto, magari proprio con questa squadra, potrò giocarmi anche io un titolo mondiale”.

L'amicizia con Antonelli affonda le radici ben lontano dai riflettori patinati del Paddock, in un motorsport fatto di semplicità e passione pura. “Ci conosciamo da quando eravamo piccolissimi. Quando andavo a Misano per correre in Formula 4, uscivo spesso con Kimi. Ricordo le uscite in risciò o in bicicletta con tutti i ragazzi italiani, ci divertivamo come matti in centro. O le sfide sui kart a noleggio sempre a Misano. Potrei raccontare mille aneddoti. Vedere qualcuno che conosci da così tanti anni coronare il sogno più grande di ogni pilota è bellissimo. Tanto cappello a lui”. Spostando l'attenzione sul weekend all'Autodromo Hermanos Rodríguez, la sfida tecnica si preannuncia complessa per la vettura elvetica, complice l'altitudine e la configurazione dell'ultimo settore. “Non sarà un fine settimana facile. Nel terzo settore, quello più lento, sarà fondamentale mantenere alto il boost di potenza, ma temo che soffriremo un po'. Spero solo non quanto accaduto in Malesia o a Singapore con quelle condizioni estreme. L'altitudine riduce drasticamente il carico aerodinamico e le vetture scivolano molto; devi cercare di tornare sul gas il prima possibile per non perdere giri motore. Sarà insidioso”.

Inoltre, Bortoleto cederà il volante nella prima sessione di libere a Slater, un piccolo handicap su un tracciato notoriamente "sporco" al venerdì mattina: “Saltare una sessione ti svantaggia sempre, ma se dovessi scegliere una pista dove farlo, sceglierei proprio una con bassissimo grip come il Messico nei primi minuti delle FP1. Raccoglieremo dati preziosi sulla Power Unit con Nico [Hülkenberg], poi nelle FP2 analizzerò la telemetria per trovare subito il ritmo e il giusto feeling”. Sullo sfondo resta la grande trasformazione della squadra verso l'era Audi, rafforzata da nuovi innesti organizzativi per supportare la gestione di Mattia Binotto tra la pista e la sede tedesca. “Mattia non può avere il dono dell'ubiquità tra il campo di gara e Neuburg. Avere una figura di riferimento costante sul campo a coordinare le operazioni e supportare gli ingegneri che lavorano al progetto da anni sarà fondamentale per assicurarsi che la linea strategica venga seguita quotidianamente”.

Inevitabile, infine, uno sguardo all'adattamento richiesto dai complessi sistemi di gestione energetica introdotti dal regolamento, un aspetto su cui il brasiliano sta lavorando duramente. “Sul giro secco o nel corpo a corpo siamo stati veloci fin da inizio anno, ma la vera curva di apprendimento riguarda la gestione dell'energia in gara. Quando attaccare, quando attendere, come gestire il deployment... Lo scorso anno, appena vedevi un varco, ti buttavi perché sapevi che alla staccata successiva non avresti avuto tagli di potenza. Oggi è un mondo completamente diverso e penso sia il tema principale per tutti noi piloti. Corro da quando avevo sei anni, per sedici anni ho guidato in un determinato modo. Riprogrammare certi automatismi richiede tempo: rivedo continuamente le mie gare per capire dove ho superato e dove avrei potuto gestire meglio le risorse”.

Un processo di maturazione costante che Bortoleto punta a mettere a frutto già questo weekend per agguantare la zona punti, prima di volare a Interlagos per l'attesissimo Gran Premio di casa: “Non vedo l'ora di correre in Brasile, l'anno scorso me ne andai molto deluso dalla mia prestazione e voglio riscattarmi davanti al mio pubblico. Ma prima c'è il Messico: le ultime gare ci hanno visto spesso sfiorare la zona punti, chiudendo in undicesima posizione. Ora vogliamo concretizzare”.

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