"Sfruttare una macchina vincente a quel livello non è da tutti": Colapinto spende parole d'oro per Kimi Antonelli

'Sfruttare una macchina vincente a quel livello non è da tutti': Colapinto spende parole d'oro per Kimi Antonelli
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Franco Colapinto incorona Kimi Antonelli prima del GP del Messico: l'elogio alla gestione della pressione e l'analisi della stagione del pilota italiano
29 ottobre 2026

L'aria rarefatta e i duelli mondiali accendono la vigilia del Gran Premio del Messico. Tra i protagonisti più attesi del paddock c'è Franco Colapinto, pronto ad affrontare un fine settimana particolare in cui lascerà il sedile della sua vettura a Gabriele Minì per la prima sessione di prove libere di venerdì. L'argentino ha fatto il punto sulle insidie tecniche dell'Autodromo Hermanos Rodríguez, sul rendimento straordinario di Andrea Kimi Antonelli (assente al media day per influenza) e sul significato speciale di correre accanto a un'icona come Sergio Pérez, giunto al traguardo dei 300 Gran Premi nella sua gara di casa.

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Affrontare il tracciato messicano non è mai un esercizio banale per ingegneri e piloti, a maggior ragione quando si deve cedere il volante nelle FP1 per far spazio al giovane talento italiano. La quota elevata impone modifiche drastiche e grattacapi non da poco sul fronte della power unit, dell'erogazione di potenza e della gestione termica. "L'altitudine renderà tutto molto difficile con la spinta e i turbocompressori: qui soffriremo. Dovremo capire rapidamente quanto perdiamo rispetto agli altri e qual è l'impatto reale sui rettilinei. È una pista molto specifica, è difficile dire se saremo competitivi o meno fin da subito”.

Un tema cruciale, legato alla doppia mandata, è la gestione termica, notoriamente critica a queste latitudini per via della densità ridotta dell’aria. "Il surriscaldamento qui è un grande classico a causa dell'aria sottile, e questo stressa ancora di più gli pneumatici. Soffriamo già di problemi di raffreddamento sui circuiti normali, quindi qui l'effetto sarà amplificato. D'altra parte, però, è un tracciato che sulla carta favorisce la nostra vettura in termini di lunghi rettilinei e curve lente. Speriamo che la macchina sia solida fin dal primo istante”. Nel corso del briefing con i media, non è mancata una riflessione sul livello espresso in vetta al campionato e sulla gestione della pressione da parte dei giovani talenti, con un chiaro riconoscimento al percorso di crescita compiuto da Antonelli durante la stagione. "Kimi ha gestito la situazione in modo eccezionale, mostrando un miglioramento enorme rispetto alla scorsa stagione. Non capita spesso di avere una vettura vincente a disposizione e di sfruttarla a quel livello per tutto l'anno. Ha dimostrato di essere il più forte tra i primi cinque, reggendo benissimo la pressione di essere leader del campionato per così tanto tempo. Merita tutto ciò che sta raccogliendo”.

Per il pilota argentino, il confronto continuo con i migliori rappresenta uno stimolo fondamentale per la propria maturazione, mentre l'attenzione tecnica del team si proietta gradualmente verso gli sviluppi futuri. "Stiamo lavorando sodo come squadra per compiere un salto di qualità a ogni stagione. Abbiamo fatto grandi passi in avanti rispetto all'anno scorso e dobbiamo farne altri per il futuro. Ormai gran parte della nostra attenzione e dello sviluppo è focalizzata sulla vettura del prossimo anno, cercando di massimizzare al massimo questo finale di campionato”. Nel weekend che celebra le 300 presenze in Formula 1 per Sergio Pérez proprio davanti al proprio pubblico, Colapinto ha infine aperto il cassetto dei ricordi, sottolineando l'impatto emotivo nel condividere la griglia con chi considerava un modello fin dai primi passi nel motorsport. 

"Condividere la pista con Checo fin dal mio debutto è qualcosa di straordinario. Non è solo questione di tagliare il traguardo delle 300 gare; lui è stato il mio idolo fin da quando ero bambino. Non avendo un pilota argentino in griglia per molti anni, io e gran parte dei tifosi in Sudamerica guardavamo a lui come al nostro beniamino, svegliandoci la mattina per seguirlo in TV”. Un incrocio di destini che racchiude il senso del percorso compiuto fino all'élite del motorsport mondiale. "Ritrovarmi oggi a correre contro di lui, così come contro Fernando Alonso o Lewis Hamilton, fa uno strano effetto; è quasi surreale, perché da piccolo li guardavo lottare per i titoli. Raggiungere le 300 gare nel proprio Paese è un traguardo unico: spero davvero che possa disputare un gran premio eccezionale e goderselo con la sua gente”.

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